Steve McQueen “Mangrove”

Dopo la visione di questo film si può effettivamente dire che è stato meritatissimo il premio alla carriera per S. Mcqueen del festival del cinema 2020 di Roma.

L’ intervista che si è tenuta presso l’ Auditorium Parco della Musica il 16 ottobre ha dato sicuramente uno stimolo in più alla visione di questa pellicola dal titolo Mangrove.

Il tema attualissimo, quello delle minoranze e del clima politico in America è interpretato da un cast stellare: Letitia Wright, Shaun Parkes, Malachi Kirby, Rochenda Sandall, Jack Lowden, Sam Spruell, Gershwyn Eustache Jnr., Nathaniel Martello-White, Richie Campbell, Jumayn Hunter e Gary Beadle.

Sicuramente questi nomi uniti a quello del regista ed alla tematica rappresentano già il giusto biglietto da visita per una visione stimolante.

L’ introduzione mostra subito il senso di come in una lotta civile, così forte come quella per i diritti vissuta negli anni 70 , sia fondamentale l’ unione e la solidarietà : “If you are a big tree, we are the small axe”. Tradotto in italiano questo proverbio indiano vorrebbe significare ,in parole povere che l’ unione fa la forza.

Il lungometraggio è ambientato a Londra , precisamente a Notting Hill nel 1970 , lo si evince perfettamente dalla perfetta e raffinata scelta dei costumi e soprattutto dai colori freddi e l’ effetto della pellicola, l’ estabilishing shot dei primi minuti ci fa capire subito il contesto in cui siamo, un quartiere con un locale , o meglio un ristorante appunto il Mangrove gestito da Frank, questo diverrà allo stesso tempo il suo fardello ed il suo orgoglio. Non era così facile , e non lo è neanche adesso , essere i deboli in una società forte, patriottica e coesa, ora come all’ ora , e questa è l’ emozionante storia di un uomo che si mette in gioco per creare un qualcosa , per far si che i suoi diritti risuonino più forti delle botte della polizia, che in un sistema sbagliato saranno spesso giustificate.

Nove appunto sono i protagonisti di questa storia, nove uomini e donne di colore pronti a manifestare fino a che non subiscano più minacce ed intimidazioni da chi è al potere cercando la meritata giustizia in modo pacifico, con delle manifestazioni.

Sarà questa la colpa che li porterà a doversi giustificare in un tribunale tutti e nove , loro contro un sistema sbagliato ed una società che si dimostra evidentemente corrotta.

Una lotta che ci lascia incollati allo schermo, una recitazione così tanto realistica da emozionarci e renderci partecipi di quella lotta nonostante siamo seduti su una comoda poltrona di una sala cinematografica ed è ormai il 2020, non più gli anni 70 ma , nonostante ciò, l’ attualità di questi problemi ha scatenato alla fine del film un clamoroso applauso di tutta la platea , meritatissimo scroscio che sicuramente continueremo a sentire in tutte le sale italiane (e non solo) all’ uscita del film che merita davvero di essere visto ,non solo per la straordinaria tecnica cinematografica del mastro, ma soprattutto per il tema di sensibilizzazione che porta con sé.

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