Dal 27 maggio al 17 giugno è andata in onda su Canale 5 la miniserie “Doppio Gioco”, una vera e propria immersione nella vita della giovane Daria Giraldi, esperta di gioco d’azzardo e psicologia.
“C’è un mondo che vive alla luce del sole […], ma dietro a questo mondo ce n’è un altro, notturno, invisibile, è un mondo pieno di segreti e di bugie: ecco, io appartengo a questo mondo”. Con queste parole la protagonista si narra per la prima volta, mentre una Roma diurna e affollatissima lascia lo spazio alla sua controparte più umbratile, minacciosa, intrisa di misteri.
Daria è una giovane donna che non teme il confronto, acuta al punto da battere nel gioco del poker i giocatori più esperti: il suo segreto è l’intelligenza emotiva, la comprensione, la capacità di leggere l’avversario oltre la coltre dei bluff dietro cui tenta di nascondersi. Eppure questo dono sembra avere troppo spesso il sapore di una condanna, in quanto le restituisce la misura della sua solitudine: del resto, il primo ad averle fatto allenare questo talento fu il padre – a sua volta giocatore esperto – morto quando era ancora una bambina.
Una vita di sfide accettate e vinte, e poi il denaro, molto, troppo: Daria viene arrestata per truffa e condotta in un centro che avrebbe dovuto riabilitarla anche attraverso il lavoro in una ditta di pulizie attiva all’aeroporto di Fiumicino. Ma è proprio lì che la sua vita cambia: una sagoma fin troppo familiare si staglia contro la luce pomeridiana per poi scomparire come un’ombra. Suo padre, che credeva morto da anni, era tornato, e con lui i segreti di tutta una vita: la sua.
Un mosaico di misteri ed inganni si delinea, tessera dopo tessera, dolore dopo dolore. Daria inizia a collaborare con i servizi segreti per catturare Gemini, ossia suo padre. Il gioco dei doppi è ormai inarrestabile: lei, da una parte, è una figlia che sa di portare in sé il carisma e il talento paterno, talvolta criminale; dall’altro lato il fratello, avvocato, che ha potuto studiare grazie ai soldi vinti da Daria. Da un lato Gemini – che richiama la doppiezza anche nel nome -, dall’altro il padre; e ancora Ettore Napoli, che è allo stesso tempo maggiore della guardia di finanza operativo all’aeroporto e ufficiale dei servizi segreti che tiene la sua squadra di Fiumicino all’oscuro di tutto.
Infine, il confronto più doloroso: giusto contro sbagliato, ragione contro sentimento. Gemini è suo padre solo nel corpo o è rimasto il papà amorevole che cresceva i figli anche dopo la perdita della moglie? Si deve credere a ciò che si vede o ai sentimenti?
In una Roma spietata e bipolare, nella quale i criminali fanno valere la giustezza delle proprie azioni e la legalità si mostra quale altra faccia dell’illecito, la storia di Daria si delinea con la potenza che solo il vissuto può avere. Perché solo l’autenticità sofferta di una figlia abbandonata può essere l’antidoto per un mondo di specchi che moltiplicano la realtà, infrangendola senza posa.