“Non rifletto mai sul messaggio che desidero trasmettere attraverso la mia pittura, ne mi chiedo se effettivamente debba veicolare un messaggio …. Per me, dipingere è l’ingresso in un flusso di razionalità ed emotività spirituale, in cui spero che quest’ultima prevalga costantemente. Diversamente dai tempi iniziali della mia carriera, oggi mi pongo meno interrogativi e spesso trovo le risposte in coloro che osservano e collezionano le mie opere”.
Il progetto: “Scuola Italiana. La pittura contemporanea e il suo spirito circolare nel tempo storico”, è ospitata a Palazzo Merulana, con il sostegno strategico di Scrinium, dal 3 aprile 2026 per poi proseguire in un itinerario di più tappe.
Il primo appuntamento che terminerà il 5 luglio è la retrospettiva dell’artista palermitano Nicola Pucci seguendo la linea tematica del Realismo magico, curata dal critico d’arte Gianluca Marziani.
“Nicola Pucci con la sua peculiarità pittorica è ispirato da luoghi eterogenei che non dichiarano la provenienza, lasciando che la città d’origine si mescoli ai siti sparsi che colpiscono il suo immaginario. Da questo spunto inizia la trasformazione del reale generativo, distillando le sospensioni metafisiche in un nuovo Realismo magico, dove l’equazione fra realtà e magia diviene chiave di lettura e porta dei mille destini”.
La sua origine palermitana è evidenziata dal curatore per una ragione affine alla filosofia del progetto, identificare cioè l’energia assoluta di zone ad alta connotazione culturale, come il capoluogo siciliano.
Nicola Pucci è un artista italiano celebre internazionalmente, noto pertanto per il suo realismo visionario e surreale, incarnando la realtà con ironia, espressività, apparente leggerezza e senso leggiadro del tragico.
Nei suoi lavori di alta poesia la tecnica figurativa si lega a contesti onirici, decontestualizzazioni e presenze animali, con un intenso impatto emotivo e narrativo mediante sintonie di spazio e di tempo.
Nasce a Palermo il 28 maggio del 1966, ottenuta la maturità classica si trasferisce nella Capitale dove segue un corso quadriennale di illustrazione pubblicitaria presso l’Istituto Europeo del Design (IED).
Trascorre poi un breve periodo a Vipiteno disegnando copertine per i famosi quaderni Pigna. Tornato a Roma inizia a dedicarsi totalmente alla pittura, frequenta lo studio del maestro Bruno Caruso scrivendo un testo per la sua prima esposizione nel capoluogo siciliano nel 1994.
Dal 1995 ad oggi, le sue opere sono mostrate in autorevoli collezioni permanenti pubbliche e private in Italia: Museo Carlo Bilotti a Roma, la Collezione Fendi, la collezione Larry Gagosian, il MAC a Gibellina, Fondazione Sgarbi Cavallini – Ferrara, Fondazione Donà dalle Rose – Venezia.
Presente in Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Corea del Sud, attualmente è rappresentato dalla Galleria Ca’ d’Oro di New York, dalla Duson Gallery a Seoul, da Von Buren Gallery a Roma e da MLC a Palermo.
Nelle creazioni di Pucci niente è stabile tutto è in perpetuo dinamismo, tutto è mosso da una forza cinetica all’interno di ogni elemento espresso che si libera esplodendo. La sua pittura è puro movimento ed energia, il colore è materia viva espandendosi in ogni dimensione.
Le composizioni del pittore sono spesso la combinazione di più immagini che vengono sintetizzate all’interno di un unico dipinto, egli si distingue dalle correnti e dai movimenti artistici contemporanei.
Sono circa venti le tele del Maestro rapportate con la collezione Elena e Claudio Cerasi.
Il Museo Palazzo Merulana custodisce infatti novanta capolavori della prima metà del Novecento della Scuola Romana, nati dal genio e dalla creatività di artisti come Giacomo Balla, Mario Sironi, Giorgio De Chirico, Antonio Donghi, Mario Mafai, Antonietta Raphael, Giuseppe Capogrossi, e altri ancora.
Nella sala iniziale della rassegna sono presenti alcuni quadri di Felice Casorati dialoganti con il viaggio di Nicola Pucci, esaltanti il protagonismo femminile, l’eros, la condizione della donna nella sua centralità familiare e sociale.
Donna sul fiume di Felice Casorati, Donna che si pettina di Scipione, La pettinatrice e Autoritratto con violino di Antonietta Raphael, Lavandaie di Antonio Donghi.
Cabina magica ricorda I bagni metafisici di Giorgio De Chirico, le cabine da spiaggia, cabine pensate come tappeti magici volanti, strutture surreali sfocianti nel mare.
La serie degli aerei: Aereo con Gorilla, Aereo cerchio III e Aereo cerchio IV. Nel tema del volo è presente il gioco, la pittura del Maestro è diradata nella materia, evocativa. L’immagine della mostra: Aereo che gioca con il cerchio è rapportata a Leoncillo.
Nella serie degli animali: Galli coppia 1, Galli coppia 2, Galli coppia 3, i galli sono disposti come libri aperti su un tavolo, relazionati ai tori di Duilio Cambellotti, una estensione sul tema della natura che ricorda i casini di caccia in campagna.
Nella sua abitazione a Palermo vivono due galli, fedeli compagni di vita dell’artista.
Menzioniamo: Salto cavallo bianco su treno, Salto cavallo bianco su treno II, il fregio di Cambellotti si relaziona ai cavalli dell’artista.
Sono due lavori di piccolo formato di dimensione urbana e surreale, esse esplorano l’incontro tra il mondo umano e quello animale.
Ragazza con toro e rose, Donna con toro giallo, il toro essere mitologico torna nelle narrazioni di Pucci lasciando che la bellezza universale si riformuli nel gioco eterno e nella leggerezza necessaria.
Leone con bambino III, Bambino con cane I, quadri di animali che giocano con i bambini. Il leone di Nicola Pucci, archetipo della protezione assoluta, grande padre con il bambino ispira dolcezza e tenerezza.
La bambina gioca con un pulcino, il toro animale mansueto gioca con la bambina, favoloso gorilla che dialoga con l’uomo e il gioco come elemento decorativo.
“L’obiettivo sarà cercare e creare relazioni di affinità, appartenenza e debito, (forse credito) iconografico, in una stereofonia visiva che rilascerà linfa sulla natura altruistica della memoria”. Gianluca Marziani il curatore