Conosciuto e celebrato ormai in tutto il mondo, San Valentino si configura quale patrono della città di Terni, certo, ma soprattutto di un sentimento che travalica qualunque confine, geografico o meno.
Il Santo, infatti, nel corso della sua vita -e, soprattutto, attraverso la sua morte- ha sempre dimostrato di perseguire il fine superiore, e nobile, dell’amore. È stata tale dedizione a renderlo un simbolo universale, un esempio di martirio e insieme di rinascita sotto il segno della speranza. Ma qual è la sua storia?
Valentino nacque a Terni, stando ai più recenti studi, nel corso del IV secolo. Egli si segnalò ben presto quale attore di concordia e promotore dell’amore nel più ampio contesto della religione cristiana, difatti diverse leggende lo vedono protagonista in questo senso. Innanzitutto, l’agiografia riportata nella Passio Sancti Valentini, narra di come il Santo abbia ridato la salute al giovane Cerimone, il figlio del filosofo Cratone affetto da una grave malattia che gli impediva sia la parola che il movimento. Convocato per incontrare il ragazzo, Valentino chiese a Cratone se davvero avesse voluto che egli lo guarisse e, ad una pronta risposta positiva da parte del padre, il Vescovo di Terni chiese al filosofo di convertirsi. Quest’ultimo accettò non senza riserve ma, quando vide Cerimone cantare e corrergli incontro, l’intera casata si convertì, ed anche Abbondio, figlio del prefetto. Fu allora che la fama delle azioni di Valentino mise in allerta il Senato, che decise di intervenire imprigionandolo per poi giustiziarlo, dopo un lungo martirio, nel cuore della notte sulla Via Flaminia, vicino alla sua città natale, alla quale fu restituito grazie alla sepoltura datagli da alcuni suoi seguaci.
Di San Valentino si ricordano anche altri aneddoti, come quello che lo vede donatore di fiori alle coppie innamorate: vedendo due fidanzati che litigavano, infatti, pare che Valentino regalò loro una rosa del proprio giardino, pregandoli di riconciliarsi e di affidare il loro amore alla custodia di Dio. Altri fiori, poi, furono regalati da Valentino agli innamorati in occasione dei matrimoni clandestini che il Vescovo celebrò in opposizione al decreto di Claudio II, il quale vietava ai soldati di sposarsi in quanto riteneva che il loro ruolo non li rendesse idonei a tale vincolo.
Infine, particolarmente commovente è la leggenda di Sabino e Serapia: Sabino era un centurione romano che s’innamorò perdutamente della giovane ternana Serapia, cristiana. Chiese perciò la sua mano ai genitori, ma senza successo in quanto di fede pagana. La giovane intimò così a Sabino di rivolgersi al Vescovo Valentino per convertirsi e, finalmente, sposarsi. Tuttavia la tisi colpì Serapia, interrompendo definitivamente i preparativi sia del battesimo che delle nozze. Al suo capezzale si recò Valentino, che celebrò entrambi i sacramenti, promettendo a Sabino ciò di cui il giovane lo supplicava, ossia che non avrebbe mai dovuto separarsi dalla sua amata. Avvenne così che, durante l’ultima benedizione del Vescovo, entrambi i giovani s’addormentarono per sempre, avvolti dal loro amore, finalmente consacrato all’eternità.