Se parliamo delle piazze di Roma, non possiamo pensare alle medesime come a meri spazi urbani, in quanto sono molto di più. Le piazze della città eterna, infatti, sono da definirsi delle vere e proprie piazze a cielo aperto, luoghi dove storia, arte e vita quotidiana danno vita ad un mosaico unico nel proprio genere.
È fin dall’antichità, d’altronde, che le piazze sono state cuori pulsanti della capitale, luoghi d’incontro, scambio e celebrazione, all’insegna di un carattere eclettico e pulsante della città. Si pensi al Foro Romano, vero fulcro della vita pubblica in età imperiale, e alle eleganti piazze barocche che oggi incantano residenti e turisti, con ogni angolo dal quale trarre risvolti storici di gran fascino ad opera d’immortali artisti, momenti simbolici e tradizioni popolari.
Accingiamoci allora a passare in rassegna quelle che sono le più iconiche delle piazze romane, da Piazza Navona a Piazza di Spagna, passando per Campo de’ Fiori e Piazza San Pietro, nella descrizione del loro splendore architettonico, come delle funzioni culturali e sociali rivestite e che han fatto la propria parte nel farle passare alla storia.
Piazza Navona è il trionfo dell’arte barocca, gioiello a testimonianza della capacità, del tutto fuori dal comune, di Roma a reinventarsi nel corso dei secoli. La storica piazza è nata sulle vestigia dello Stadio di Domiziano, eretto nell’85 d.C., e mantiene intatto ancor oggi la forma ellittica dell’arena, trasformata nel XVII secolo in uno degli spazi più affascinanti, per opera del genio d’artisti del calibro del Bernini e del Borromini.
Si può ammirare, al centro della piazza, la Fontana dei Quattro Fiumi di Gian Lorenzo Bernini, la quale cattura nell’immediato l’attenzione. L’opera, che rende omaggio a figure allegoriche, e che detiene il maestoso obelisco centrale, celebra i quattro grandi fiumi del mondo. Troviamo, a pochi metri, la Chiesa di Sant’Agnese in Agone, progettata da Francesco Borromini, che si erge con una facciata sinuosa e un interno pienamente adornato di decorazioni. La struttura genera un dialogo visivo, oltreché simbolico, con la fontana. Un confronto simile, tra due imponenti opere del barocco romano, fa di Piazza Navona un capolavoro architettonico e d’arte scultorea.
Chi entra in Piazza Navona, vi trova un ambiente socialmente vibrante, con gli artisti di strada intenti a dipingere e a suonare per i passanti, e i caffè
costeggianti il perimetro quali luoghi ad hoc ai fini di una pausa con vista sullo storico e attrattivo scenario. In periodo di feste natalizie, poi, Piazza Navona mette in scena uno degli eventi più ricercati, con i mercatini di Natale, e in quell’occasione diviene ancor di più un centro d’attrazione della vita romana. Si può osservare come, fra passato e presente, Piazza Navona racchiuda quella che è l’essenza della Città Eterna.
Veniamo ora a Piazza San Pietro, tra le piazze il vero cuore della cristianità. La maestosità della piazza non ha pari, e si guadagna appieno la fama di simbolo della fede e della spiritualità. È dominata, com’è noto, dall’imponente Basilica di San Pietro, un capolavoro del Rinascimento nel quale ritrovare opere dal valore inestimabile, se si pensa, per citare degli esempi, alla celeberrima Pietà di Michelangelo o alla Cupola progettata dal Bramante e perfezionata dallo stesso Michelangelo. Non stupisce quindi che la piazza accolga milioni di fedeli e visitatori all’anno.
A far da cornice allo spazio di Piazza San Pietro, il colonnato ellittico di Gian Lorenzo Bernini, con 284 colonne in stile dorico a simboleggiare le “braccia” della Chiesa in accoglienza dell’umanità. L’effetto scenografico posto in essere dalle colonne è magnifico, le stesse sembrano spostarsi e allinearsi magicamente, in base alla prospettiva con cui le si guarda. L’illusione ottica è stata appositamente prevista dalla genialità del Bernini. Il visitatore può stupirsi ogni qualvolta, ricercato il punto focale sul pavimento, si rende capace di scorgere l’allineamento perfetto dei quattro ordini di colonne.
Scontato ricordare come la piazza sia sempre teatro di momenti dall’elevata storicità e religiosità, come le celebrazioni papali e le benedizioni Urbi et Orbi. Mentre vi hanno luogo le udienze papali, Piazza San Pietro diviene un luogo di forte unione spirituale tra i fedeli, e a ciò si accosta la bellezza architettonica che la connota e che ne fa, congiuntamente con la Basilica, un riferimento fondamentale per chi si accinga ad una visita di Roma.
Diversi i momenti della giornata che vi si possono assaporare particolarmente, a parte che nelle celebrazioni papali, com’è il caso in cui vi si giunga la mattina al sorgere del sole, allo scopo d’ammirare la luce che bacia la Basilica, oppure al tramonto, altro momento magico in cui si assiste ad una piazza dorata dai bagliori.
Altro punto nevralgico di Roma, vero crocevia storico, è Piazza Venezia. Qui, al centro della scena, troviamo il Vittoriano, famoso anche come Altare della Patria, monumento dalla spiccata imponenza dedicato a Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia. Con una facciata candida e delle maestose scale, il Vittoriano ospita la Tomba del Milite Ignoto, eretta a simboleggiare il sacrificio delle milizie italiane impegnate al fronte. Il Vittoriano offre oltretutto, dal proprio terrazzo, una spettacolare veduta sulla città.
Parliamo di una piazza che ha vissuto fondamentali momenti del Novecento. Benito Mussolini si affacciava appunto dal balcone di Piazza Venezia per pronunciare i suoi discorsi, e, incamminarsi lungo la piazza non equivale solamente a toccar con mano un pezzo della storia moderna, ma altresì ad ammirare una perla architettonica che dialoga col passato.
Vi è poi la posizione di Piazza Venezia a qualificarla ulteriormente, in vece di nodo dal quale partire all’esplorazione di altre aree iconiche della capitale. Basti considerare che, a pochi passi, si trova il Campidoglio, con maestose scalinate e il complesso dei Musei Capitolini. E Via del Corso, tra le strade maggiormente vivaci di Roma, si presenta come invito a dedicarsi appassionatamente allo shopping e alla vita cittadina.
Laddove si pensi all’eleganza romana, un’icona è data da Piazza di Spagna, nella quale poter respirare un’aria di romanticismo, arte e lusso. Centralmente, nella piazza, è stanziata la celebre Fontana della Barcaccia, altra monumentale opera del Bernini che pare galleggiare a pelo d’acqua. A dominare la scena, la Scalinata di Trinità dei Monti, con 135 gradini che fanno giungere alla chiesa omonima. Nel corso della stagione primaverile, si ha un’aggiunta allo spettacolo di cui godere abitualmente, con la scalinata che appare in un tripudio di colori, per via delle azalee che la impreziosiscono, ancor di più, lateralmente.
L’aria romantica e di charme che si respira in Piazza di Spagna, è stata molto attrattiva, nei secoli, per artisti, scrittori e poeti da tutto il globo, quale luogo d’incontro e ispirazione. Passeggiando tra i vicoli circostanti, possibile percepire ancora quell’atmosfera creativa che un tempo era animatrice delle botteghe e dei salotti letterari, ambienti dove si potevano incontrare figure letterarie della caratura di John Keats, Percy Shelley e Goethe. La piazza si circonda delle boutique del lusso di via condotti, dove i visitatori hanno modo di vivere la propria passione per la moda e lo shopping.
Una piazza che pur si è evoluta nel tempo, ma senza perdere l’originario fascino, è Campo de’ Fiori. La piazza ha avuto origine in epoca medievale come mero spazio aperto, non provvisto di pavimentazione (il nome richiama, non casualmente, un “campo di fiori”). In seguito, la piazza si è evoluta in vivace mercato, quale tradizione che ancor oggi attrae tanto i romani quanto i turisti. Al mattino, le bancarelle colme di frutta, verdura, spezie e prodotti locali infestano la piazza, rendendola un luogo di profumi e colori, e dove si può fare esperienza della Roma più genuina.
Ad occupare qui il centro della piazza, è la statua del filosofo Giordano Bruno, eretta nel 1889, che rende onori a questo intellettuale il cui pensiero è stato primario nello sviluppo del pensiero moderno, e che proprio in questa sede fu condannato al rogo nel 1600. La statua rivolge uno sguardo austero in direzione del Vaticano, a voler esprimere la libertà di pensiero e la resistenza contro l’oppressione. Dopo il tramonto, Campo de’ Fiori è un posto dove vivere all’apice la vita notturna romana, con tutti i locali attornianti la piazza che si riempiono di gente, e nei quali si può cogliere il carattere vivace di Roma.
Una porta d’ingresso decisamente scenografica, per la città di Roma, è Piazza del Popolo, la quale ha storicamente accolto, per secoli, i pellegrini provenienti da ogni dove. Ubicata al termine della Via Flaminia, l’antica strada consolare che portava fino al centro di Roma, Piazza del Popolo costituiva il primo impatto per chi s’approcciava alla magnificenza della città eterna venendo da Nord. Il nome è dovuto all’antistante Chiesa di Santa Maria del Popolo, ed è fortemente evocativa della devozione popolare che la permea fin dal Medioevo.
Lo stupefacente obelisco egizio di Ramses II, portato a Roma dall’imperatore Augusto e in origine collocato presso il Circo Massimo, è il cuore della piazza. L’obelisco si circonda di fontane e sculture, e domina la scena con un’eleganza millenaria. Ad esprimere simmetricità, le chiese gemelle di Santa Maria dei Miracoli e Santa Maria in Montesanto, altri importanti manufatti barocchi che incorniciano l’ingresso alle tre vie principali del Tridente: Via del Corso, Via del Ripetta e Via del Babuino.
Chi visita Piazza del Popolo ha poi una meta obbligata, ovvero la salita alla terrazza del Pincio, dalla visione altamente suggestiva comprendente la piazza, le cupole della città, e un cielo che al tramonto si tinge di colori caldi e romantici.
Possiamo concludere dicendo che le piazze di Roma sono l’anima della città, spazi ognuno raccontante una storia diversa, a custodia di memorie d’imperatori, artisti e rivoluzioni. Ma raccontano anche le storie attuali del vissuto quotidiano, dei sorrisi di chi oggi le attraversa e vi si ferma per contemplarne la bellezza. Le emozioni vi si rinvengono ad ogni passo, e vi si può cogliere i dettagli, l’atmosfera e l’energia che le permeano in un flusso continuo.
Foto Simone Paris