Genzano di Roma, primavera 2025. Mentre la Serie A celebra i suoi milionari e le grandi città si contendono i talenti a colpi di mercato, in questa cittadina dei Castelli Romani sta prendendo forma una rivoluzione silenziosa ma determinata. Non si tratta di cifre da capogiro o di acquisti stellari, ma di qualcosa di più profondo: il ritorno di una società che per oltre un secolo ha rappresentato l’identità calcistica di un’intera comunità. La Società Sportiva Dilettantistica Cynthia 1920 non rinasce semplicemente per tornare a giocare, ma per ridefinire il concetto stesso di calcio territoriale nell’era della globalizzazione sportiva.
La serata dell’11 aprile scorso, nella cornice elegante del ristorante Il Borgo di Ariccia, ha segnato ufficialmente questo nuovo inizio. Non una semplice presentazione societaria, ma la celebrazione di una rinascita che affonda le radici in oltre un secolo di storia. La fusione tra AlbaCynthia, Genzano FC e PGS Don Bosco ha dato vita a qualcosa di più grande della somma delle sue parti. Il pubblico numeroso e partecipe che ha affollato la sala ha assistito alla nascita di un progetto che promette di guardare al futuro senza dimenticare il passato glorioso che ha reso il nome biancazzurro famoso ben oltre i confini dei Castelli Romani.
Al timone di questa nuova avventura c’è Damiano Amici, giovane presidente che ha raccolto un’eredità pesante ma prestigiosa. Le sue parole quella sera hanno tracciato una visione che supera i confini del rettangolo di gioco: “Riportare la società ai fasti che merita attraverso il lavoro, la programmazione e soprattutto il cuore“. Una dichiarazione d’intenti che trova concretezza in una struttura organizzativa solida e ben articolata, dove esperienza e innovazione si fondono armoniosamente.
La macchina organizzativa si presenta infatti con ruoli ben definiti: Daniela Sidera e Gianluca Monachesi alla guida della scuola calcio, Giovanni Savino responsabile del settore agonistico, Dario Scalia per prima squadra e juniores, con Andrea Bongianni nel ruolo chiave di coordinatore generale. Le due segreterie operative – Giorgia Leuti presso Monte Due Torri e Paolo Monaldi nella storica sede dell’Oratorio Salesiano di Viale Piave – garantiscono una presenza capillare sul territorio, mentre Gabriele Meneghini e Michele Chiarantano si occupano degli aspetti amministrativi e legali.
Ma per comprendere appieno il significato di questa rinascita, occorre fare un passo indietro nel tempo. Era il 1920 quando tutto ebbe inizio, e da allora la maglia biancazzurra con il simbolo della dea Artemide cacciatrice ha attraversato tutte le epoche del calcio italiano. Il momento di gloria assoluta arrivò nella stagione 1973-74, con la storica promozione in Serie C conquistata vincendo il girone F. Improvvisamente, i ragazzi di Genzano si ritrovarono a calcare i campi di Catania, Bari, Lecce e Reggio Calabria, portando il nome del loro borgo in giro per l’Italia.
Gli anni Ottanta rappresentarono l’apice per il settore giovanile. Un vivaio straordinario che produsse quattro nazionali under 21: Fabrizio Bevilacqua, Fabrizio Bucciarelli, Maurizio Coppola e Fabrizio Olivieri. In quegli stessi anni, un giovanissimo Bruno Abbatini iniziava il suo percorso sui campi genzanesi prima di spiccare il volo verso la Roma e la Serie A. Un legame così profondo con la città che oggi lo stadio comunale porta il suo nome, testimonianza perenne di come il calcio locale possa essere trampolino verso i massimi livelli.
Il professionismo tornò brevemente nel 1988-89 con la partecipazione al campionato di Serie C2, un’avventura conclusasi amaramente con la retrocessione per motivi economici nonostante la salvezza conquistata sul campo. Furono anni di alti e bassi, culminati nel 2020 con la fusione con l’Albalonga e la conseguente retrocessione in Promozione. Una parentesi che si chiuderà definitivamente al termine dell’attuale stagione 2024-25, quando le due anime torneranno a percorrere strade separate.
Ed è proprio da questa separazione che nasce la nuova era. Il progetto presentato ad aprile non si limita a riproporre vecchi schemi, ma introduce elementi innovativi che testimoniano una visione moderna del calcio dilettantistico.
L’offerta sportiva si articola su tre fronti: il calcio a 11 tradizionale, il futsal maschile in categoria C2 e una formazione femminile. Una diversificazione che risponde alle esigenze di un territorio in evoluzione, dove lo sport assume sempre più il ruolo di aggregatore sociale.
L’aspetto più innovativo riguarda però l’approccio alla formazione giovanile. I campus residenziali, già programmati per tre date durante la stagione, rappresentano un’esperienza unica nel panorama dilettantistico locale. I giovani atleti vivranno giornate complete di sport e condivisione: dall’allenamento pomeridiano ai compiti serali, dalla cena comunitaria al pernottamento, fino alla colazione del mattino seguente. Un modello che replica le metodologie dei professionisti, creando quello spirito di squadra essenziale per la crescita non solo sportiva ma anche umana.
Altrettanto rivoluzionario il servizio di doposcuola, pensato per gli studenti delle elementari e medie. Un servizio navetta preleva i ragazzi direttamente da scuola, garantendo pranzo, supporto nello studio pomeridiano e poi l’allenamento alle 17. Una soluzione che risponde concretamente alle esigenze delle famiglie moderne, dove conciliare impegni lavorativi e attività sportive dei figli diventa sempre più complesso.
Le strutture a disposizione testimoniano la solidità del progetto: sette campi da gioco distribuiti tra l’Agriturismo Monte Due Torri per la scuola calcio e gli impianti storici dell’Oratorio per il settore giovanile. La società attende inoltre l’esito del bando per la gestione degli stadi comunali A e B, che permetterebbe un ulteriore salto di qualità nelle infrastrutture disponibili.
Il calendario della prossima stagione è già definito: si partirà il 13 settembre 2025, con una pausa natalizia dal 23 dicembre al 2 gennaio e conclusione il 15 giugno 2026. Durante l’estate, il centro estivo proseguirà fino all’8 agosto, seguito da cinque settimane di open day per permettere ai nuovi iscritti di avvicinarsi gradualmente all’attività. I Baby Day di aprile, dedicati ai nati 2018-2020, hanno già registrato un’affluenza entusiasmante, confermando l’interesse del territorio.
L’offerta formativa copre tutte le fasce d’età: dai Piccoli Amici fino alla Juniores, passando per tutte le categorie intermedie inclusa la formazione femminile Under 15. Le squadre parteciperanno ai campionati FIGC ma anche a tornei alternativi come la Youth League Kids AICS, il Mondiale per Club e i campionati CSI, garantendo un’attività agonistica intensa e variegata.
Il sostegno istituzionale al progetto è stato unanime. Il sindaco Carlo Zoccolotti, presente alla serata inaugurale con l’assessore allo sport Gianluca Ercolani, ha sottolineato come maggioranza e opposizione abbiano dimostrato unità nel sostenere un’iniziativa che considera lo sport strumento di crescita sociale. “L’importante investimento fatto nel campo di calcio conferma il nostro impegno“, ha dichiarato il primo cittadino. La consigliera regionale Edy Palazzi e numerosi amministratori locali hanno testimoniato con la loro presenza l’importanza strategica del progetto per l’intero territorio.
Anche le forze dell’ordine, rappresentate dal comandante dei Carabinieri di Genzano Giuseppe Esposito La Rossa, hanno voluto essere presenti, riconoscendo nella società sportiva un presidio di legalità e formazione civica per i giovani. Un riconoscimento che va oltre il semplice protocollo istituzionale.
I tre pilastri su cui si fonda il progetto – ambizione, formazione umana prima che sportiva, senso di appartenenza – rappresentano una filosofia che supera la mera ricerca del risultato. “Sport, salute e divertimento” non è solo uno slogan, ma la sintesi di un approccio che mira a formare cittadini consapevoli attraverso la pratica sportiva.
La lista dei nomi che hanno fatto la storia del sodalizio è lunga e prestigiosa: da Gianni Bongianni a Roberto Melaranci, da Sandro Mastruzzi a Fabio Gismondi, passando per Raniero Tetti, Paolo Biagetti, Gigi Massimi, Marco Scarioli, Davide Belardi, Giuseppe Baldolini, Stefano Borri, Alessandro e Bruno Abbatini, Fabio Costantini, Fulvio Barbato, Roberto Bergami, Otello Ballanti, Christian Capparella, Alessandro Maferri, Andrea e Fabio Melaranci, Ruggero Panella, Gabriele Vartolo e molti altri. Ogni nome una storia, ogni storia un tassello dell’identità genzanese.
Mentre il campionato 2024-25 volge al termine e la separazione dall’Albalonga si avvicina, Genzano guarda con rinnovato ottimismo al futuro del suo calcio. La combinazione di tradizione centenaria, innovazione gestionale e radicamento territoriale costituisce una formula vincente in un’epoca dove il calcio rischia di perdere la sua dimensione comunitaria.
Il progetto della nuova dirigenza rappresenta infatti un modello alternativo al calcio degli eccessi e delle speculazioni. In un momento storico in cui molte società dilettantistiche faticano a sopravvivere, la scelta di investire sulla formazione, sulle strutture e sul coinvolgimento delle famiglie appare lungimirante e sostenibile.
Quando a settembre i giovani atleti torneranno a correre sui campi indossando la maglia biancazzurra, non sarà solo l’inizio di una nuova stagione sportiva. Sarà la conferma che a Genzano di Roma, tra le dolci colline dei Castelli Romani, si sta scrivendo una pagina nuova di una storia antica, dove il calcio torna a essere quello che dovrebbe sempre essere: passione, educazione, comunità. Una lezione che va ben oltre i confini del campo di gioco, un esempio che molti potrebbero seguire.