Rinascenza. Dolor et Furor, la mostra a Roma fino al 7 maggio  2021

Ciro Palumbo dal 30 aprile al 7 maggio 2021 Palazzo Velli Expo di Roma ospita l’ultimo atto del ciclo pittorico Rinascenza. L’artista nasce a Zurigo, 1965; vive e lavora a Torino, all’attivo una Biennale di Venezia e svariate personali e collettive in gallerie e spazi istituzionali in Italia e all’estero).
Abbiamo il piacere di intervistare l’artista. Il suo viso un cosmo senza misteri apparenti: lo sguardo ironico, apre il suo sorriso ed i suoi pensieri ad i visitatori presenti. Disponibile al confronto su tutti i temi, il Maestro trasmette positività e speranza: “Ci tenevamo ad essere qui nella città eterna per dare dignità ad un evento frutto di circa un anno e mezzo di lavoro da parte di tutto lo Staff, che cura Rinascenza dal 2017. Con fiducia guardo avanti nella consapevolezza che non tutto è finito ed il divenire sta nel movimento. Per questo ci stiamo adoperando per un progetto sull’infinito in una vera e propria officina creativa”. La qualità pittorica, la sensibilità cromatica e la ricerca compositiva fanno dell’artista in mostra un valido esponente della pittura figurativa di pensiero contemporanea: giochi di trasparenza, assenza e presenza, chiari e scuri, grande e piccolo, bianco e nero. Ciro Palumbo è tutto questo e non solo, con i suoi soggetti in continuo equilibrio precario che sembrano sfidare in ogni istante le leggi fisiche della gravità. Rinascenza, parola dal suono incoraggiante, che dona speranza dopo questi lunghi mesi di difficoltà ai collezionisti ed ai centinaia di spettatori accorsi presso Palazzo Velli, edificato nella prima metà del 1300 dalla omonima nobile famiglia.
Partendo da Dürer e Botticelli, passando per Leonardo, questa volta il pittore si lascia ispirare dalla grandezza artistica di Michelangelo. Con Roma pertanto, si chiude una serie di cerchi, di “Mondi”, da cui hanno preso forma mostre importanti, dapprima nel 2018 a Firenze presso Palazzo Medici Riccardi e in seguito nel 2019 a Perugia presso il Museo Civico Palazzo della Penna. Un percorso ricco e interessante in collaborazione con 7ettanta6ei Art Gallery di Alessandro Erra e Debora Santagata che hanno realizzato questo progetto con grinta e coraggio,  nonostante le restrizioni pandemiche.
“Ciro Palumbo si può considerare il più antico dei pittori moderni, ma anche il più moderno dei pittori antichi. Le sue opere sono avvolte da un enigma che le rendono eterne da un lato ed una dimensione giocosa ed ironica dall’altro: luoghi dell’anima, isole emotive e zampillanti che il maestro presiede e poi deflagra sulla tela come naturale ed inevitabile conseguenza del suo tormento”, ci racconta il critico Luca Cantore d’Amore che ha curato il catalogo di Editoriale Giorgio Mondadori.
Fino al 7 maggio potrete guardare dal vivo le opere provando una piacevole sensazione di lievità, ben descritta dal celebre Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. […] La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso” (da Lezioni americane, 1988).   
Info: 02 21064168 – info@76gallery.com
Biografia
Ciro Palumbo nasce a Zurigo nel 1965. Il suo percorso artistico prende l’avvio dalla poetica della scuola Metafisica di Giorgio de Chirico e Alberto Savinio, per reinventarne tuttavia i fondamenti secondo un’interpretazione personale del tutto originale. Nella sua ricerca procede attraverso momenti di contemplazione e silenzi metafisici, a cui si contrappongono espressività notturne e intimamente travagliate, dove si respira netto il distacco dall’immobilità silente che abita le tele del Pictor Optimus. Le sue opere si presentano dunque come palcoscenici in cui gli oggetti presenti sono portatori di simbologie oniriche. Ciro Palumbo non è solo un pittore, ma di fatto un poeta che riflette, agisce e compone per coniugare metafore sull’inafferrabilità del tempo e l’incommensurabilità dello spazio, mostrando quindi la sua capacità di approfondire l’osservazione non tanto della natura, quanto delle impressioni immaginifiche che provengono dalla memoria. Curioso ricercatore e studioso, lavora da qualche anno anche sul tema del Mito, interpretando la mitologia classica in chiave squisitamente moderna, e dandone una lettura profondamente colta e suggestiva. L’artista riesce dunque a sublimare e contestualizzare i miti antichi in spazi al di fuori del tempo, dimostrando la loro contemporaneità. La sua formazione di grafico pubblicitario lo porta ad esercitare per anni la professione di Art Director in Agenzie pubblicitarie di Torino. È durante questo percorso che scopre ed amplia le sue capacità visive e compositive. Successivamente, l’esperienza in una moderna bottega d’arte e la conoscenza di alcuni Maestri contemporanei, lo conducono ad approfondire la tecnica della pittura ad olio con velatura. Negli ultimi anni l’artista si dedica con successo anche alla scultura donando tridimensionalità, attraverso la terracotta, ai topos della sua poetica. Palumbo inizia la sua attività espositiva nel 1994, e ha al proprio attivo un centinaio di mostre personali in tutta Italia. Nel 2011 ha partecipato alla 54 a Biennale di Venezia, padiglione Piemonte. Tra le esposizioni internazionali sono da segnalare la presenza all’Artexpo di New York, al Context Art Miami, le mostre personali a Providence (USA) e in Svizzera a Bellinzona. Alcune opere di Palumbo sono presenti all’interno della collezione della “Fondazione Credito Bergamasco”, presso la “Civica Galleria d’Arte Moderna G. Sciortino” di Monreale (Pa), al Museo MACIST di Biella, al Palazzo della Cultura e al MACS di Catania. Hanno scritto della sua produzione artistica Angelo Crespi, Alberto Agazzani, Flaminio Gualdoni, Alessandra Redaelli, Aldo Nove, Ivan Quaroni, Luca Nannipieri, Roberto Capitanio, Marcello Panascìa, Angelo Mistrangelo, Tommaso Paloscia, Alessandra Frosini, Alberto D’Atanasio, Stefania Bison, Francesca Bogliolo, Paolo Levi, Vittorio Sgarbi, Luca Cantore D’Amore, Massimiliano Sabbion. Le sue opere sono pubblicate su importanti annuari e riviste di settore, inoltre alcuni dipinti si trovano all’interno di collezioni istituzionali e private in Italia e all’estero. Attualmente vive e lavora a Torino.
Testo e foto Cristoforo Russo

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