RINASCENZA COVID- RIPARTIRE SI Può’

Roma – dati allarmanti dal punto di vista economico. Soltanto nella regione Lazio è fallito oltre il 18% delle imprese. Questa crisi economica, iniziata oramai più di un anno e mezzo fa, ha colpito pesantemente l’economia romana portando ad una diminuzione della nascita di nuove imprese (-17% nel 2020) e ad un aumento del +18% delle chiusure. Questi sono i dati emersi dell’Osservatorio Economico di Confcommercio Roma che abbraccia anche i primi tre mesi di quest’anno. Sul fronte consumi, Il calo nel Lazio è stato dell’11%, ovvero circa 27 miliardi.
Roberto 34 anni segretario della CGIL Roma e del Lazio: ““Ci sono settori interi fermi al palo dal primo lockdown: il turismo, l’indotto dei beni culturali e il commercio su tutti. Ciò ha avuto un effetto su tutte le filiere e in particolare sulle piccole e medie imprese che rappresentano più del 90% del nostro tessuto produttivo. Soprattutto il centro storico, anche a causa del lavoro agile, ha subito uno svuotamento drastico che mette a rischio migliaia di posti di lavoro. Per questo oltre alla copertura degli ammortizzatori sociali, necessaria per garantire il reddito dei lavoratori e delle loro famiglie, è necessario che il piano nazionale di ripresa e resilienza finanziato dai fondi europei porti nuovi investimenti per la Capitale con una strategia mirata ai settori in crisi. I soldi non vanno distribuiti a pioggia ma su progetti credibili, capaci di garantire occupazione e sviluppo per non sprecare un’altra occasione di rilancio”.
In tanti lamentano l’assenza di programmazione di medio lungo periodo da parte del Governo centrale. Chiaramente per chi fa impresa il fattore tempo è determinante, ma al contempo incalcolabile è stato il fattore sorpresa della pandemia. Negli ultimi mesi tante sono state le manifestazioni a Roma: la protesta di Io Apro, poi in strada ambulanti, ristoratori e partite Iva, successivamente le sigle del comparto aereo, ancora “No alla chiusura nel weekend”, anche le pompe funebri di Roma, ed infine il recente blocco sul raccordo anulare.

Ugo 42 anni opera a Roma come albergatore a due passi dal Vaticano: “Il nostro ospite è principalmente occidentale, ma stiamo allargando la proposta anche alla clientela asiatica. Abbiamo integrato servizi di shopping personalizzato e tour tematici enogastronomici. Il nuovo viaggiatore ama incuriosirsi ed entrare nello spirito della città eterna”. Tante le analoghe realtà destinate a chiudere negli ultimi mesi, incapaci di sopravvivere con i soli aiuti governativi, vittime di un’economia basata sulla cassa giornaliera. Ugo aggiunge  “Inutile nascondere che la situazione pandemica ci ha penalizzato con un fatturato inferiore del 75% rispetto l’anno scorso, ma siamo portati a credere che una ripartenza è in atto. Il nostro motto è Stanze di Elisa: Only good vibes!”.
Secondo i giornali la fine del blocco dei licenziamenti non provocherà il temuto tsunami per l’occupazione tra artigiani e micro e piccole imprese. Moderatamente ottimista appare la CNA, Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, evidenziando i dati di una indagine dell’ultima settimana di marzo tra un numero significativo dei propri associati. La maggior parte degli interpellati prevede una sostanziale tenuta dell’occupazione quando scadrà il blocco e se nel frattempo ci sarà una ripresa della domanda l’offerta di lavoro potrà aumentare.
Giovanna 38 anni insegnante di Pilates da Napoli: “quando nel 1918 la famigerata epidemia di influenza spagnola uccise milioni di persone, Joseph Pilates ebbe modo di notare che nessuno di coloro che si erano sottoposti al suo training fisico era incorso nel contagio. Oggi una delle contraddizioni più grandi della pandemia, è stata quella di aver precluso, quasi totalmente,  la possibilità di fare sport; ciò ha causato, soprattutto nei soggetti più fragili, un tracollo dal punto di vista psicofisico.
E’ arrivato il momento di reintrodurre a pieno o titolo l’attività fisica tra le nostre buone pratiche, fare il pieno di endorfine  e ricaricare il sistema immunitario.
Bisognerebbe allontanarsi dalla logica, molto occidentale, della cura del sintomo, piuttosto che andare alla radice delle cose ed educare la società civile ad uno stile di vita sano, improntato alla corretta alimentazione, eliminarne del fumo e tanto sano e felice movimento, queste le reali basi del detto  mens sana in corpore sano.
Il 17 aprile scorso scendono in piazza “mille bauli” in piazza del Popolo nella protesta del mondo dello spettacolo nell’ambito della campagna internazionale “We make events” allo scopo di sollecitare un intervento concreto da parte del governo.  Ai piedi del Pincio in piazza arrivano mille bauli come simbolo della protesta di un settore, quello dello spettacolo, che nell’ultimo anno è stato messo in ginocchio. Numerosi gli addetti ai lavori costretti a cambiare lavoro e che già si sono riconvertiti in altri settori, generando un’irrecuperabile perdita di maestrie.
Alessandro 45 anni gallerista internazionale attivo a Milano: “Il nostro ultimo progetto dal titolo profetico “Rinascenza” del Maestro Ciro Palumbo. La pandemia è stato un evento eccezionalmente drammatico sia da un punto di visto sanitario che economico e sociale, ma non possiamo e non potremo, anche in un futuro, far finta che non sia mai esistita. E’ chiaro che, facendo inevitabilmente parte del nostro presente, lo ha condizionato; fosse anche solo per il fatto che, attorno a questa realtà, molte dinamiche reali e intellettuali sono state modificate. Nel bene e nel male. Alcune idee, anche virtuose, dunque nascono probabilmente dall’aver dovuto affrontare questa tragedia dei nostri giorni. E il dolore spesso, specialmente nell’arte, può conferire vita a nuove prospettive poetiche, estetiche e artistiche. Chissà, forse la risposta è proprio un sì: senza la pandemia non avremmo avuto, è vero, tanto dolore ma, anche, allo stesso tempo, tante nuove occasioni e prospettive dell’anima”. A giudicare dal numero di visitatori presso Palazzo Velli -Roma- la rinascita si percepisce.  “Abbiamo scelto la Capitale per questo nuovo progetto: l’eterno. Quale luogo migliore, insomma, della Città Eterna per una dimensione come l’eterno? Roma e il centro di Roma solo innanzitutto un simbolo, un valore, per un cuore pulsante, quello della storia che si fa disponibile all’accogliere con la naturalezza dei giusti il contenuto al contenitore. Insomma, lo diceva anche Venditti: c’è un cuore che batte, nel cuore di Roma. È quello dell’arte”.

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