Renato Rascel !, attore comico e drammatico ,autore ,compositore ,cantante , batterista , ballerino ,acrobatico (salto mortale all’indietro ) ,fantasista, showman ,artista eclettico (circo ,avanspettacolo ,rivista, commedia musicale ,prosa ,cinema , radio, televisione ) – nome Renato Ranucci – nasce a Torino ,da genitori romani , il 27 aprile 1912 . Viene battezzato a Roma in San Pietro . E’ figlio d’arte . Il padre Cesare ,cantante , e la madre Paola Massa , ballerina sono artisti d’operetta –“ ho esordito in fasce ! si si in fasce ! … . I miei genitori erano artisti e per non lasciarmi solo in casa , mi portavano in teatro e mi mettevano in una cesta dietro le quinte .
All‘età di sei anni canta nel Coro delle voci Bianche della Cappella Sistina diretto dal Maestro Don Lorenzo Perosi e debutta negli spettacoli filodrammatici allestiti e diretti dal padre nel teatro Scuola Pio X di Borgo Pio.
In piccole sale da ballo , sul finire degli anni venti , si esibisce in assoli di batteria e in balli di tip-tap .Adotta i nomi d’arte di Harry Slaven o Ronny Boy , finchè un giorno …. : ” lavoravo a Torino…. Passeggiando per il corso Vittorio , notai in una vetrina , un enorme scatolone di cipria con la scritta Rascel alla francese ,Rascèl . Mi piacque . VI sovrapposi con gli occhi mentalmente Renato e vidi Renato Rachel . Mi stava bene . Sennonché la gente mi chiamava Rachel .
Nel 1929 è con Livia Naguet :” Livia Naguet e Renato Rachel jazz band “ Si legge sulla prima batteria .Nel 1930 , in trio con le sorelle Di Fiorenza , l’una bionda grano , l’altra bruna ebano , calca le scene dell’avanspettacolo. E’ notato da Vittorio Metz e Cesare Zavattini . Nel 1935 viene scritturato dai fratelli Schwarz per il personaggio di Sigmondo in una rivista -operetta . Dai fratelli Schwarz impara la disciplina . E poi nuovamente con le sorelle Di FIorenza . Nel 1939 porta un sorriso alle truppe coloniali in Africa con Elena Gray . Ma a seguito dell’abbandono del teatro da parte della soubrette accantona certi lavori , finchè nel 1944 incontra il musicista Giuseppe Cioffi e volge testi in napoletano .
Nel 1942 fa il suo esordio cinematografico in Pazzo amore ,soggetto e sceneggiatura di Vittorio Metz.
Porta sulla scena un omino buffo ,” un piccoletto “ mite e stralunato . L’omino indossa un enorme palandrana floscia col taschino sulla schiena e un cappelluccio bianco “ a caciotella” . Fa il suo ingresso in palcoscenico lanciando in aria coriandoli ed esclamando in falsetto “ Viva Il carnevale “ . E ha un suo modo personale di uscire di scena (ogni comico al suo ) : SI afferra per la collottola ,come se fosse appesa a un attaccapanni ed esce saltellando. La sua comicità si esprime in bislacchi discorsetti , filastrocche ,scioglilingua ,tiritere linguistiche ,acrobazie verbali ,racconti senza capo ne coda , nonsense . Porta echi futuristi e petroliniani e dichiarate influenze della letteratura umoristica italiana dell’epoca ,scritta e disegnata. Con una proiezione nel futuro :” Con Petrolini , mio maestro , abbiamo anticipato Ionesco e il teatro dell’assurdo “ .Le sue letture giovanili comprendono anche Woodehouse . Le sue canzoni comiche , intramezzate da monologhi strampalati , sono vere e proprie macchiette .
PRESENTAZIONI :
“ e’ arrivata la bufera , presentata al Teatro Eliseo di Roma nel 1939 , appare presto come parafrasi di “ è arrivata la guerra” .
Sotto la “ premiata ditta G&G interpreta Attanasio cavallo vanesio , prima commedia musicale italiana” .
In uno spettacolo Mariangela Melato , al secondo anno di repliche viene sostituita da Giuditta Saltarini , l’attrice romana che sposerà nel 1980 e dalla quale avrà un figlio Cesare futuro cantante.
CARATTERISTICHE :
Meticoloso perfezionista , instancabile , è un capocomico severo con i compagni e con se stesso : prova anche 14 ore al giorno . I suoi tormentoni :” E invece … pure “ “ la cognata… . Piccolo ma esuberante con quelle voci da falsetto che lo fanno assomigliare a un pilota canterino , spregiudicato quasi una macchietta nei suoi spettacoli , divertente e da stupore con le sue filastrocche , canzonette e giramenti . Imprescindibile modello preso a recupero di molti suoi successori e anche i suoi monologhi e momenti irriverenti . in poche parole un alfiere della commedia .
In televisione conduce Na voce , ne chitarra e un po di Rascel . L’esordio di Stasera a Rascel City , il 14 dicembre fa registrare in inaspettato insuccesso : i protagonisti che , nelle vesti di barboni con abiti sdruciti e rappezzati , improvvisano uno spettacolo in un viale di un anonima periferia urbana immersi in un atmosfera “ alla Zavattini “ , non piacciono. Il centralino della Rai è intasato di telefonate di protesta . Il giorno dopo , la prima pagina di un quotidiano ha un bizzarro accostamento di titoli provocatori . All’aprirsi della secondo puntata Rascel si fa avanti in primo piano . E il pubblico è conquistato .
Ancora in televisione è affiancato da Arnoldo Foà , interpreta la serie di telefilm I racconti di padre Brown, ripropone scenette sulle riviste.
Sul grande schermo dopo la serie di pellicole in cui riprende le sue macchiette o traspone i suoi spettacoli teatrali , giunge a significative interpretazioni che rivelano qualità recitative sempre più affinate.
Su misura ,sulla traccia di Gogol è riconoscibile in una città italiana nebbiosa ,Pavia: “ Sono un personaggio russo .Potrei fare tutti i personaggi russi che esistono .A me il capotto andava bene di taglia e di cervello. La scena in cui il protagonista viene rapinato del cappotto è una delle più drammatiche del cinema italiano . SI dice che Rascel aveva l’animo russo .
E’ autore di canzoni popolarissime : Arrivederci Roma ,Romantica .
Girato in esterni a Roma e in interni negli stabilimenti di Titanus.
Muore a Roma il 2 gennaio 1991 . Sulla prima pagina del Corriere della sera , si scrive “ E’ morto povero ,come tante persone per bene ,lasciando un eredità di sorriso e canzoni .Per assurgere nel Pantheon dei fenomeni planetari come Eddie Cantor o Mickey Rooney , ha avuto un solo difetto : non è nato a Broadway. al funerale risuonano le note di Arrivederci Roma .
ARRIVEDERCI SOGNO DELL’ INCALZANTE SORRISO CHE CI HAI FATTO VIVERE !
