RECENSIONE FILM : MIDNIGHT IN PARIS

Avete presente quei momenti in cui vi va di evadere , di vivere per una volta una esperienza magica, quelle esperienze che vuoi ti capitano almeno una due o tre volte nella vita . Ecco la pellicola di Woody Allen nel suo secondo periodo romantico ci porta a riscoprire una Parigi magica come la conosciamo , indietro nel tempo, fino alla Belle époque – quel sentimento spensierato e magico che ogni persona sa di rivivere quando rovista nei mercatini vintage e nelle boutique d’epoca -negozio fantasia (vi dice niente ) .

Il protagonista Gilbert Pender è in vacanza a Parigi con la sua fidanzata e da li a poco sogna di sposarla . Lui è innamorato di Parigi, e anche una persona parecchio nostalgica , scrittore che si guadagna da vivere scrivendo sceneggiature per le case cinematografiche !

Però in lui , come molte persone con sintomi di malinconia , si trovano inadeguati o meglio, non a proprio agio nell’epoca in cui vivono , e come tutti gli scrittori che viaggiano con la propria fantasia gli piacerebbe vivere in un’altra epoca , quella della belle Époque , con i suoi caffe letterari , la sua storia , la sua musica e il suo fascino !

In una crisi di mezzanotte l’occasione si presenta alle porte , e nella magica Parigi ,attraverso una macchina , viene trasportato indietro nel tempo fino agli inizi del 1900 a Parigi ,dove incontra e puo’ sentirsi libero di esprimersi con artisti e scrittori della sua epoca . Fa amicizia con Fitzgerald , Belmonte , e soprattutto Hemingway che grazie al suo aiuto gli darà lezioni di scrittura e di vita.

Incontra anche Van Gogh e la sua musa , della quale alla fine della pellicola Pender si innamora o meglio a una travolgente passione , creando anche siparietti comici con surrealisti nella quale spiega che: è innamorato di una donna di un’altra epoca ma che per i surrealisti è del tutto normale vivere in due mondi . Insomma una pellicola di Woody Allen non è una vera pellicola se non c’è un po di sano amore e di romanticismo all’interno della storia ,e comunque la storia di Pender si mescola tra le donne che gli stanno accanto tra la sua ragazza e curiosi incontri in mercatini dell’usato tanto particolari da restare nel segno .

Insomma dopo aver realizzato che la vita è un po insoddisfacente e che la sua era una semplice evasione mentale per staccarsi dalla sua epoca , Pender decide di rimanere a Parigi e dato che la moglie non è d’accordo si separano e nell’atmosfera piovosa di Parigi si lascia andare per scoprire la vera parte di lui che va apprezzata anche nel nostro tempo e che si ritrova alla fine con la conoscenza di una donna parigina conosciuta pochi giorni prima , incantato dalla bellezza di quel momento , si lascia trascinare dicendo che “Parigi è ancora meglio sotto la pioggia “ e come dargli torto , un momento romantico che ti lascia allegria.

Insomma la pellicola di Woody Allen riesce ancora a sorprendere e io, personalmente , preferisco questo secondo momento di Woody Allen rispetto ai classici suoi precedenti , perché oltre a essere semplici e veri hanno un tocco magico e surreale che lascia piacevolmente colpiti , un vero film da gustare .

Anche se tutto frutto della fantasia del protagonista , sembra davvero di essere trasportati in un’altra epoca e di lasciarsi andare a quei momenti che tutti noi una volta nella vita vorremmo vivere in divertimenti del nostro tempo un ritaglio della meravigliosa e magica esplosione della vita . Tutti vorrebbero ritagliarsi un momento in un luogo magico che ci appartiene , essere romantici non guasta mai !

La poesia sta tra realtà e finzione

Un luogo dove possiamo immergerci

e passare il nostro tempo

Il ritaglio di una vita

Per fare di se stessi una vera passione

L’INCONFONDIBILE marchio di Woody Allen si presenta in maniera infallibile , la comicità non è come i primi film ma si avverte una sensibilità diversa e geniale , fuori tempo – infatti anche i prossimi film di questo periodo si avvicinano molto a questo genere di racconto – come Caffe society e Magici in the Moonlight , l’esperienza racconta di un fascino da vero cartomante e ispettore del surreale , in grado di trasportarci in un’altra epoca senza troppe pretese ma coltivando uno sguardo vivace !

BELLE EPOQUE

Non possiamo non parlare di questo film senza citare la grande belle époque che si vive in questo periodo ,dalle luci affascinanti , all’incontro con Dali ai caffe letterari , si avverte un fascino del tutto nuovo . Spesso consideriamo la belle époque come un glorioso frangente temporale dove l’arte , la sperimentazione e la scienza hanno goduto di grandissimi fasti , ma voglio citare anche una prefazione di un libro di mio interesse che dice che è anche piu’ di rado considerata come un vivaio florido della riflessione sui galatei , è dove la maggior fluidità sociale ha reso fiorente lo sviluppo di apparati manualistici per accompagnare quel famoso processo di modernizzazione di cui si è tanto parlato , e tutti questi apparati sociali li rivediamo in tono molto più leggero nel film , attraverso i granii protagonisti che li hanno caratterizzati . Un salotto borghese al quale abbiamo sottratto la quarta parete , difatti tutti potevano sbirciare quasi con piacere all’interno dei salotti della borghesia e dell’aristocrazia ,regalavano quasi un sogno inarrivabile e l’illusione grazie a tutto ciò che si potesse arrivare e avvicinarsi a quel mondo .

In ogni caso anche se non si arriva a quel mondo in maniera cosi diretta quel fascino c’è lo portiamo dietro e come Pender noi vogliamo e fantastichiamo con la mente per trasportarci indietro in quei tempi , un piccolo sogno romantico non guasta per coltivare la fantasia !

IMMAGINIAMO CON LA FANTASIA IL POSTO DOVE VORREMMO ESSERE ! SCRIVILO , IMMAGINALO E POI COLTIVALO , NE VERRA’ FUORI UNO SPAZIO IMPORTANTE PER LA TUA VITA !

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