Parallelismi: Pier Paolo Pasolini e Nico D’Alessandria

Affacciandoci sul cinema contemporaneo, e sicuramente ricercato e meno commerciale, torna subito noto il nome di Pasolini, scrittore e non solo che inizia negli anni sessanta ad affacciarsi a quel tipo di cinema noto come “ cinema d’ autore”.

Un tipo di pellicola che aveva dei tratti caratteristici in modo che la firma dell’ artista risultasse sempre chiara, un tipo di film immediatamente successivo al movimento neorealista e comunque da questo ancora influenzato.

Accattone è il primo film di Pasolini, girato a Roma in bianco e nero con una telecamera leggera, racconta la storia del mondo delle borgate. L’ artista Friulano trasferitosi a Roma evidenzia il dialetto e la cruda realtà dell’ epoca. La storia di un uomo che vendeva le donne, fino a che non si innamora di Stella la quale non riesce a prostituirsi. La morte è il tema centrale del film, la crudeltà della vita e la povertà.

Gli zoom e gli stacchi , l’ uso della macchina a mano , il dialetto e Roma che diventa personaggio sono i tratti salienti del suo modo di fare cinema.

Nico d’ Alessandria si occupa di cinema underground.

UNDERGROUND: che si oppone intenzionalmente alla cultura tradizionale ed ufficiale, utilizzando forme espressive e metodi di produzione alternativi rispetto a quelli usuali con particolare riferimento artistico e culturale affermatosi in America negli anni sessanta del novecento, caratterizzato da un esasperato sperimentalismo e da un atteggiamento ideologico trasgressivo ed anarchico che hanno largamente influenzato la cultura giovanile anche negli anni successivi.

Il suo cinema, totalmente nuovo e sperimentale , riprende però qualcosa dal neorealismo , possiamo dire che con lui abbiamo un nuovo Neorealismo caratterizzato anch’ esso dalla “ fedeltà oggettiva”.

L’ imperatore di Roma narra la storia di Gerardo Sperandini tossico dipendente romano, che racconta la sua giornata tipo in una città in cui deve lottare per sopravvivere.

Roma è protagonista come nel film di Pasolini, inoltre molti metodi e la tecnica di ripresa sono da lui imitati.

Un metodo quasi documentaristico, il bianco e nero , la macchina a mano, Roma il dialetto e la borgata, la panoramica a stazioni.

La pellicola porta buon fine lo scopo di mostrare la crudeltà della vita sulle sponde del Tevere.

 

 

 

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