OLTRE 5 MILIONI DI SPETTATORI PER “NATALE IN CASA CUPIELLO”, MA IL PUBBLICO SI DIVIDE

Successo di telespettatori per il “Natale in Casa Cupiello” di Edoardo De Angelis che traspone in versione televisiva il capolavoro teatrale di Eduardo De Filippo. Il film per Rai1 interpretato da Sergio Castellitto, Marina Confalone, Adriano Pantaleo, Tony Laudadio, Pina Turco, Alessio Lapice e Antonio Milo è stato molto atteso: “Un risultato importante, di rilevante significato -riporta in una nota dell’ad Rai Fabrizio Salini-; La Radio Televisione Italiana ha reso omaggio a uno dei massimi protagonisti della cultura italiana e ha intrapreso una nuova strada di racconto. L’apprezzamento così massiccio del pubblico è il segno di una grande operazione culturale e di contenuto della Rai che, come sta facendo da tempo, punta su innovazione e qualità coinvolgendo gli spettatori in un rapporto di fiducia reciproca che ci sta dando notevoli soddisfazioni”.

Tuttavia dai dibattiti sui social e sulla stampa emerge un’evidente disparità di considerazioni. Senza abboccare al paragone con il Maestro, che lascia il tempo che trova, appare encomiabile lo sforzo ed il coraggio di affrontare uno dei “i testi sacri” della commedia napoletana. Pietra miliare della prima fase della produzione teatrale di Eduardo De Filippo (quella cioè anteriore alla guerra), appare efficacemente trasposta linguisticamente a favore del grande pubblico. Seppur vero, che alcuni adattamenti della lingua napoletana ne penalizzano l’efficacia, il tutto favorisce la comprensione e la divulgazione più ampia.
Ineccepibile la qualità del cast, tuttavia emergono una serie di dubbi interpretativi. Era davvero così nervoso, violento e disperato il protagonista di casa Cupiello? Ad una lettura attenta del testo, il De Filippo di questo periodo è tutto estro festoso, giocosità paradossale, invenzione prorompente e sempre insospettabile come quella del prestigiatori, e, ad un tempo, umori popolari, osservazione arguta e affettuosa, venata di un’indulgenza che non di rado s’increspa in commozione. L’interpretazione di Castellitto appare più vicina al protagonista di “Napoli milionaria”, quando si evidenzia l’impegno più aperto e problematico assunto dal commediografo-attore influenzato dagli eventi bellici.
Teatro e cinema: stesso testo con linguaggi diversi. Tuttavia il regista Edoardo De Angelis è timido nell’utilizzo del mezzo cinematografico, non sfruttandone appieno le potenzialità. Bellissime, ma rare le scene in esterna, che avrebbero giustificato e valorizzato una trasposizione di questo tipo. Eccessivi i primi piani che hanno spesso penalizzato l’ironia di un opera corale, evidenziando troppo spesso i personaggi ed i loro comportamenti piuttosto che la dinamica familiare di casa Cupiello. Tante le note di regia nel testo originale, che avrebbero potuto far sognare lo spettatore colto ed occasionale. Tra le tante mi piace citare la seguente, lasciandovi il gusto che il Maestro De Filippo ci ha lasciato come patrimonio imperituro:
“Luca ottenuto il sospirato « Si » disperde lo sguardo lontano, come per inseguire una visione incantevole: un Presepe grande come il mondo, sul quale scorge il brulichio festoso di uomini veri, ma piccoli piccoli, che si danno un da fare incredibile per giungere in fretta alla capanna, dove un vero asinelio ed una vera mucca, piccoli anch’essi come gli uomini, stanno riscaldando coi loro fiati un Gesù Bambino grande grande, che palpita e piange, come piangerebbe un qualunque neonato piccolo piccolo. Perduto dietro quella visione, annuncia il prodigio a se stesso. Luca esclama «Che bel Presepe! Quanto è bello! »”.
Testo e foto di Cristoforo Russo (in foto pastori stile ‘700 napoletano  del Maestro Alfredo Molli)

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