Quando si osserva la Sicilia occidentale dalla prospettiva di chi ne ha saputo interpretare le potenzialità più profonde, emerge il ritratto di un territorio che ha trovato nella figura del Notaio Salvatore Lombardo il suo più autentico ambasciatore. La sua storia professionale e umana si intreccia con quella delle Terre d’Occidente in un racconto che parla di visione, dedizione e capacità di trasformare le radici storiche in opportunità per il futuro.
Il percorso di formazione di Lombardo inizia nell’estate del 1970, quando consegue la laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Palermo con il massimo dei voti. Dopo aver assolto gli obblighi militari come ufficiale di complemento dell’Arma Aeronautica e aver iniziato la professione di avvocato, nel 1977 intraprende la carriera notarile che lo porterà dalle prime esperienze a Licata e Calatafimi fino al definitivo approdo a Marsala. Ma sarebbe riduttivo limitare il suo contributo alla sola dimensione professionale: la sua personalità si è forgiata attraverso esperienze diverse che hanno contribuito a costruire quella visione multidisciplinare che oggi caratterizza il suo approccio alla valorizzazione territoriale.
Il mondo dello sport ha rappresentato una scuola di vita fondamentale per il futuro presidente dell’Associazione Strada del Vino. La sua carriera arbitrale lo ha portato a dirigere incontri dei massimi campionati italiani, sviluppando quelle doti di leadership e mediazione che si riveleranno preziose negli anni successivi. I ruoli di Consigliere federale FIGC, Commissario arbitri della CAN/C e Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri hanno affinato la sua capacità di gestire dinamiche complesse e di costruire consenso attorno a progetti condivisi. L’esperienza si è arricchita ulteriormente attraverso incarichi internazionali come componente di commissioni UEFA e Delegato della stessa organizzazione, oltre ai ruoli di Vicepresidente della Lega PRO e della sua commissione disciplinare.
La sua esperienza amministrativa come Sindaco di Marsala dal novembre 1993 al marzo 2001 e i ruoli nel settore bancario come Vicepresidente della Banca del Lavoro di Marsala hanno fornito a Lombardo una comprensione approfondita delle dinamiche territoriali ed economiche. Parallelamente, la sua sensibilità culturale si è manifestata attraverso la Presidenza del Conservatorio di Musica di Stato di Trapani “Antonio Scontrino”, dimostrando come la sua visione dello sviluppo abbracci tutte le dimensioni della crescita sociale.
Il mondo notarile ha riconosciuto le sue qualità attraverso incarichi di crescente responsabilità: Presidente del Consiglio Notarile dei Distretti di Trapani e Marsala, Presidente del fondo di Garanzia del Consiglio Nazionale del Notariato, Coordinatore del Gruppo antiriciclaggio dello stesso organismo, fino al vertice rappresentato dalla Presidenza del Consiglio Nazionale del Notariato. Il riconoscimento istituzionale del suo impegno si è concretizzato attraverso onorificenze di prestigio: la Stella d’Oro CONI al merito sportivo e la nomina a Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana suggellano una carriera dedicata al servizio della comunità.
La svolta verso il mondo vitivinicolo rappresenta la naturale evoluzione di un percorso che ha sempre visto Lombardo impegnato nella valorizzazione territoriale. La Presidenza dell’Associazione Nazionale Città del Vino, la Vice Presidenza di RECEVIN Rete Europea delle Città del Vino e il Coordinamento delle strade del Vino della Sicilia hanno rappresentato tappe progressive verso una specializzazione che avrebbe trovato la sua massima espressione nella guida dell’Associazione Strada del Vino di Marsala-Terre d’Occidente.
L’Associazione rappresenta oggi uno dei più significativi esempi di valorizzazione territoriale integrata in Italia. Nata nel 1999 nell’ambito del Programma Leader I, l’organizzazione è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento internazionale per l’enoturismo siciliano. La recente riconferma unanime alla presidenza, avvenuta durante l’assemblea del 23 maggio, rappresenta il riconoscimento di una leadership che ha saputo trasformare un’iniziativa locale in un progetto di respiro europeo.
La partecipazione alla Fiera internazionale di Valladolid, realizzata per la prima volta nella storia dell’Associazione, simboleggia questo salto di qualità che ha portato le eccellenze marsalesi sui palcoscenici continentali. L’evento rappresenta molto più di una semplice presenza fieristica: è il simbolo di un approccio che sa coniugare la valorizzazione delle tradizioni locali con l’apertura ai mercati globali, superando i confini territoriali nel più profondo rispetto delle singole identità produttive.
La sede dell’Associazione nel prestigioso Palazzo Fici rappresenta perfettamente la filosofia che ispira l’operato di Lombardo: utilizzare le strutture storiche come contenitori di progetti innovativi, creando quel dialogo tra passato e futuro che caratterizza l’approccio dell’organizzazione. All’interno dello stesso palazzo, l’Enoteca della Strada del Vino costituisce il fulcro operativo di una strategia che va ben oltre la semplice promozione commerciale per abbracciare dimensioni educative e culturali.
L’Enoteca non è semplicemente un punto vendita ma un laboratorio di esperienze dove turisti, operatori del settore e appassionati possono approfondire la conoscenza del territorio attraverso degustazioni guidate, corsi di abbinamento e eventi culturali. La capacità di ospitare fino a 150 persone ne fa una location ideale per meeting aziendali ed eventi istituzionali, mentre i servizi di ristorazione con cucina tipica permettono di sperimentare quegli abbinamenti tra vino e gastronomia locale che rappresentano l’essenza dell’identità territoriale.
Il cuore pulsante dell’Associazione è rappresentato dai suoi associati: una rete di oltre cinquanta realtà che abbraccia diversi settori produttivi e rappresenta l’eccellenza del territorio marsalese. Il tessuto associativo comprende aziende agricole storiche come Azienda Agricola Nino Barraco, Oleificio Massimiliano Barbera, Oleificio Fratelli Mezzapelle Srl, Sarco Srl, O-I Italy SpA, Alagna Vini, Asaro Vini, le Aziende Agricole Foderà, Gandolfo, La Vela e Titone, che mantengono viva la tradizione vitivinicola del territorio. Accanto a queste si collocano realtà di grande prestigio come Baglio Di Pianetto, Baglio Curatolo Arini, Baglio Donnafranca, Baglio Oneto e Baglio Oro, che rappresentano l’evoluzione contemporanea dell’architettura rurale siciliana trasformata in moderna realtà produttiva.
Le cantine storiche costituiscono un patrimonio di inestimabile valore: da Cantina Chitarra a Cantina Colomba Bianca, dalla Cantina Sociale Birgi alle Cantine Fici, Musita e Mothia, fino alle grandi realtà industriali come Carlo Pellegrino, Caruso E Minini, Donnafugata, Duca Di Salaparuta e Marco De Bartoli. Queste aziende non rappresentano solo eccellenze produttive ma veri e propri custodi della storia enologica siciliana, ciascuna con la propria identità e il proprio contributo alla narrazione territoriale.
L’Associazione abbraccia anche settori complementari che arricchiscono l’offerta territoriale: dal Caseificio Impiccichè all’Oleificio Sant’anna Di Peraino, dalla Ceramica Artistica Marsalese alle strutture ricettive come Hotel Carmine, fino alle realtà del turismo incoming come Krivamar Elegant Tour. La partecipazione del Comune di Marsala e dell’Istituto Tecnico Agrario Alberghiero “A. Damiani” testimonia l’approccio sistemico che caratterizza l’organizzazione, capace di coinvolgere istituzioni pubbliche e formative in un progetto di sviluppo condiviso.
Questo tessuto variegato riflette la volontà di Lombardo di superare la logica settoriale per abbracciare una visione integrata dello sviluppo territoriale. Non si tratta solo di promuovere il vino, ma di valorizzare un intero ecosistema produttivo e culturale che trova nel vino il suo elemento unificante. L’approccio multisettoriale permette di offrire ai visitatori esperienze complete che spaziano dalla degustazione alla ristorazione, dall’ospitalità alla scoperta dell’artigianato locale, creando quell’autenticità che rappresenta il valore aggiunto del territorio.
Il progetto di valorizzazione sviluppato dall’Associazione si articola attraverso quattro itinerari tematici che rappresentano altrettante chiavi di lettura del territorio. Il percorso urbano attraversa il centro storico di Marsala dove si stratificano millenni di storia, dalle vestigia puniche e romane del Baglio Anselmi alle testimonianze dell’epoca moderna rappresentate dalle cantine storiche e dai palazzi nobiliari. Questo itinerario dimostra come sia possibile trasformare un centro urbano in un museo diffuso dove ogni angolo racconta una storia diversa ma complementare.
L’itinerario del sale e del vento conduce alla scoperta della laguna dello Stagnone, dove la natura ha creato un paesaggio di rara bellezza che i Fenici seppero interpretare come base
ideale per i loro commerci mediterranei. L’isola di Mozia rappresenta il punto di partenza di quella tradizione vitivinicola che ancora oggi caratterizza il territorio, mentre le saline attive testimoniano la capacità di mantenere vive tradizioni produttive che sanno coniugare sostenibilità ambientale e valore economico.
Il racconto dei 250 anni di storia del Marsala costituisce un’epopea industriale che ha trasformato un territorio agricolo in un distretto di eccellenza enologica. L’arrivo fortuito di John Woodhouse e la sua intuizione commerciale hanno innescato un processo di sviluppo che ha visto protagonisti imprenditori illuminati come Ingham, Whitaker e i Florio, creando quell’industria vinicola che ha reso famoso il nome di Marsala nel mondo.
L’itinerario dei bagli offre una prospettiva diversa, più intima e contemplativa, attraverso quelle costruzioni rurali che punteggiano il paesaggio collinare raccontando storie di prosperità e decadenza, di abbandono e rinascita. Molti di questi edifici stanno trovando nuova vita grazie a progetti di recupero che li trasformano in strutture ricettive di pregio o cantine moderne, dimostrando come sia possibile conciliare conservazione architettonica e funzionalità contemporanea.
La ricchezza ampelografica del territorio si riflette nella varietà dei vitigni coltivati: Grillo, Catarratto, Grecanico, Inzolia, Trebbiano e Damaschino per le uve bianche, Frappato, Pignatello calabrese, Nerello mascalese e Nero d’Avola per quelle rosse. La denominazione Marsala DOC, che copre l’intera provincia di Trapani ad eccezione di Alcamo, Favignana e Pantelleria, rappresenta la sintesi normativa di tradizioni secolari e standard qualitativi contemporanei.
Le cinque tipologie di Marsala previste dal disciplinare raccontano la complessità di un vino che ha saputo evolversi mantenendo le proprie caratteristiche distintive.
La gastronomia locale completa l’offerta territoriale con una tradizione culinaria che affonda le radici nelle diverse dominazioni che hanno caratterizzato la storia siciliana. L’influenza araba e nordafricana si percepisce ancora oggi in piatti come il couscous di pesce, mentre la tradizione italiana emerge in specialità come la pasta con le sarde o le sarde a beccafico. I prodotti tipici del territorio – dal formaggio al miele di agrumi, dal pomodoro alla fragola marsalina – offrono infinite possibilità di abbinamento con i vini locali, creando esperienze gustative che raccontano la storia di una terra attraverso i sapori.
Una delle iniziative più significative promosse dall’Associazione sotto la presidenza di Lombardo è il Premio Internazionale Mozia, la cui prima edizione si è svolta nel settembre 2024 e la seconda nel giugno 2025. Questo riconoscimento, fortemente voluto dal presidente insieme con il Vomere nella persona del suo direttore Rosa Rubino, rappresenta un progetto ambizioso che va oltre la semplice premiazione di eccellenze italiane e internazionali. L’obiettivo dichiarato è quello di valorizzare l’Isola di Mozia e promuoverne la candidatura a Patrimonio dell’Umanità UNESCO, portando all’attenzione nazionale e internazionale le straordinarie bellezze di questo sito archeologico unico al mondo.
Il Premio Mozia, che si svolge nella suggestiva cornice dell’isola con il supporto della Fondazione Whitaker, ha premiato nella sua prima edizione personalità del calibro di Dolce&Gabbana per la sicilianità, mentre la seconda edizione ha visto riconoscimenti a figure di spicco del giornalismo come Bruno Vespa, Laura Chimenti e Marta Serafini, dell’arte come Alessio Boni, della medicina come Fabio Calabrò, dell’intelligenza artificiale come Padre Paolo Benanti, e della Chiesa come il Cardinale Fernando Filoni. La presidenza del Comitato Scientifico affidata a Gianni Letta garantisce il prestigio e la credibilità dell’iniziativa, mentre la trasmissione su Rai 3 assicura la visibilità nazionale dell’evento.
Questa iniziativa rappresenta perfettamente l’approccio dell’ Associazione Strada del Vino Marsala –Terre d’Occidente alla valorizzazione territoriale: non limitarsi alla promozione locale ma creare eventi di respiro nazionale che portino l’attenzione su un territorio e le sue eccellenze. Il Premio Mozia dimostra come sia possibile utilizzare la cultura e il riconoscimento del merito come strumenti di promozione territoriale, creando occasioni di visibilità che vanno ben oltre i tradizionali canali turistici.
Il nuovo Consiglio di Amministrazione eletto insieme alla riconferma di Lombardo riflette la volontà di creare una governance partecipata e competente. Il Vicepresidente Giovanni Spanò e i consiglieri Ercole Salvatore Alagna, Maria Chiara Bellina, Stefano Caruso, Giuseppina De Bartoli, Lorenzo Di Girolamo, Bruno Fina, Sabrina Giacalone, Carlo Martinez e Baldo Mario Palermo rappresentano competenze diverse che arricchiscono la capacità progettuale dell’organizzazione. Il Collegio dei Revisori, presieduto da Giuseppe Saladino con i membri Antonella Titone e Vito Giacalone, garantisce quella trasparenza gestionale che caratterizza l’operato dell’Associazione.
La conferma di Rosa Rubino come Responsabile dell’Area Cultura, Eventi e Comunicazione assicura la continuità di un approccio che privilegia la qualità e l’autenticità nella narrazione territoriale. La comunicazione, intesa da Lombardo come strumento di raccordo con la comunità, non si limita alla promozione turistica ma abbraccia una dimensione culturale più ampia che punta a trasmettere la complessità e la ricchezza di un territorio che ha saputo mantenere la propria identità attraverso i secoli.
Le parole pronunciate dal presidente in occasione della sua riconferma rivelano molto della sua filosofia gestionale: l’importanza del clima collaborativo all’interno dell’Associazione, la serietà con cui vengono affrontati i temi di discussione, lo spirito di collaborazione che supera gli interessi particolari per abbracciare una visione più ampia del bene comune.
L’orgoglio per gli associati che rappresentano un’eccellenza del territorio testimonia la consapevolezza di guidare un gruppo che va oltre la categoria produttiva per abbracciare l’intera comunità territoriale.
Questa visione sistemica rappresenta forse l’aspetto più innovativo dell’approccio di Lombardo: la capacità di creare sinergie tra soggetti diversi – produttori, operatori turistici, istituzioni, cittadini – attorno a progetti condivisi che superano la logica settoriale per abbracciare lo sviluppo territoriale nella sua complessità. Il “sistema integrato” promosso
dall’Associazione non è solo uno slogan ma una metodologia operativa che ha dimostrato la propria efficacia attraverso risultati concreti.
La sfida del futuro consisterà nel mantenere questo equilibrio virtuoso tra conservazione e innovazione, tra identità locale e apertura internazionale, tra sostenibilità ambientale e crescita economica. L’esperienza accumulata da Lombardo nei diversi ambiti professionali e istituzionali, supportata dalla competenza del team associativo e dalla ricchezza del tessuto imprenditoriale aderente, costituisce la migliore garanzia per affrontare con successo le sfide che attendono il territorio.
L’Associazione Strada del Vino di Marsala-Terre d’Occidente sotto la guida di Salvatore Lombardo rappresenta quindi un modello di eccellenza che merita attenzione non solo per i risultati conseguiti ma soprattutto per la metodologia adottata. Un approccio che dimostra come sia possibile trasformare le risorse territoriali in opportunità di sviluppo sostenibile, creando valore economico senza perdere l’autenticità culturale che rappresenta il vero patrimonio di queste terre millenarie.