Parliamo oggi di un’affascinante oasi d’arte, natura e cultura: il Museo d’Arte sul Mare di San Benedetto del Tronto, che si snoda per oltre un chilometro sul molo sud dell’area portuale della città. Il museo ha iniziato a prender forma, con le prime opere, nel 1996, per poi essere inaugurato nel 2012. Si tratta di un esempio unico in Italia d’integrazione fra ambiente marino e creazioni artistiche di portata internazionale.
La posizione che lo riguarda è privilegiata, dotata di vedute spettacolari sulla costa marchigiana e abruzzese, ed essa è un altro aspetto che ne fa meta da non perdere per turisti e appassionati d’arte da tutto il mondo. Andiamo allora alla scoperta d’un luogo che sa unire la storia con l’innovazione e la creatività, per un’esperienza sensoriale e culturale preziosa, che si dirama fra le varie opere monumentali, i murali e le curiosità di cui impadronirsi, in una continua sorpresa ad ogni passo della visita.
C’è da dire che, il Museo d’Arte sul Mare, trova le sue radici in un progetto di passione e creatività, risalente al 1986, nel momento in cui il Circolo dei Sambenedettesi decise d’installare in quella zona portuale il monumento al Gabbiano Jonathan Livingston, opera di Mario Lupo. Il monumento, simbolo di libertà e speranza, era rappresentativo di un invito a volare alto, primo passo verso la creazione del patrimonio artistico a cielo aperto che poi vi è stato.
Dieci anni più tardi, appunto nel 1996, con l’istituzione del simposio internazionale “Scultura Viva”, all’interno del “Festival dell’Arte sul Mare”, si è ottenuto il coinvolgimento d’artisti provenienti da oltre 40 nazioni, che si sono impegnati nel realizzare sculture in travertino e altre opere lungo il molo sud. L’iniziativa è nata dall’intento di dar valore al territorio e promuovere l’arte contemporanea, e ha gettato le fondamenta per un museo all’aperto che non ha eguali nel proprio genere.
Fra le prime opere, oltre al monumento al Gabbiano di Mario Lupo, anche le sculture di Giuseppe Straccia, omaggio alla tradizione marinara, contribuenti a definire il carattere distintivo del progetto. Poi, nel 2012, per mezzo della collaborazione tra l’associazione “L’altrArte” e l’amministrazione comunale, il percorso artistico ha trovato un riconoscimento ufficiale, sotto la denominazione di “Museo d’Arte sul Mare” (indicato anche con l’acronimo MAM). Da allora, il MAM di San Benedetto ha attraversato una costante crescita, ha ospitato più di 200 opere d’artisti di provenienza da ogni parte del mondo, opere che hanno fatto di esso un teatro di creatività.
Ad alimentarne la crescita e la valorizzazione, la rassegna annuale “Festival dell’Arte sul Mare”, posta in un dialogo fra l’arte, il mare e la comunità. La storia e la modernità si incontrano quindi in un simbolo d’identità e innovazione culturale e artistica, sullo sfondo del meraviglioso contesto naturale.
Il molo sud del porto di San Benedetto del Tronto, ospitante il MAM, è molto suggestivo per le sue vedute panoramiche, come anticipato. Iniziato nel 1919, e ampliato negli anni successivi, simboleggia la resilienza e il progresso, e si estende oltre un chilometro nel mare Adriatico. Le vedute godibili spaziano dalla costa marchigiana alle vette dei monti abruzzesi, come la Maiella e il Corno Grande, molto ben visibili nelle giornate limpide.
Qui la natura incontra l’urbanità, il mare e il cielo si fondono con le opere d’arte, per un paesaggio unico nel suo genere. Una cornice naturale resa ancor più suggestiva dalle opere che adornano il molo, così che i visitatori siano incentivati ad ammirare sì le opere, ma anche il contesto ambientale che le accoglie, con l’arte integrata armoniosamente con il mare.
La collezione artistica è unica e affascinante, e si sviluppa per più di un chilometro occupando tutto il molo sud. Le sculture sono realizzate soprattutto in travertino, bronzo e cemento, e si dispongono lungo il percorso in una variazione di stile e tematica. A parte le opere già nominate, ve ne sarebbero numerose altre da citare, come la scultura di Genti Tavanxhiu dedicata a Mons. Francesco Sciocchetti, del 2006, che rappresenta anche una barca a vela con turbina in travertino, emblema del progresso nella pesca meccanica, e dell’impegno di un uomo di chiesa per la comunità dei pescatori. Altra opera molto evocativa, fra le opere dell’artista Giuseppe Straccia citato in precedenza, è il Presepe scultoreo. Questo ha preso forma tra il 2010 e il 2018, ed è comprensivo di dodici figure in travertino disposte a ventaglio sugli scogli, e di una Natività subacquea, cioè, immersa nel mare, a simbolo di fede e tradizione marinara. C’è poi la Fontana in cemento di Marcello Sgattoni, opera del 2010 che conferisce dell’importante valore aggiunto al percorso da seguire, con un design originale composto da ciottoli di fiume e forme astratte.
Nel corso del simposio internazionale “Festival dell’Arte sul Mare”, all’interno del quale si tengono le rassegne “Scultura Viva” e “Pittura Viva”, gli artisti hanno progressivamente contribuito a rendere sempre più fitto il percorso di opere. Vi si possono ammirare sculture a soggetto religioso, ma anche rispecchianti temi sociali, mitologici e naturali, e, un tema particolarmente ricorrente è, ovviamente, il mare e la vita marina annessa.
Anche la disposizione lungo il percorso, dal proprio canto, favorisce un’armoniosa interazione tra le opere medesime e l’ambiente marino: i blocchi frangiflutto diventano delle tele scolpite, bassorilievi o statue a tutto tondo, e il museo assurge a paesaggio vivente. In occasione della rassegna “Scultura Viva”, gli artisti hanno a disposizione una settimana per far divenire la propria ispirazione realtà. Giunti sul posto, guidati dall’ispirazione del momento, scultori muralisti si adoperano per creare opere inedite direttamente sui blocchi frangiflutti in travertino, con tecniche che vanno dal bassorilievo all’altorilievo, dal tutto tondo alle grandi pitture murali.
Altresì l’impatto sul piano turistico della kermesse si manifesta in tutta la sua evidenza ogni anno, con il pubblico che assiste in tempo reale all’atto creativo. E vive l’arte, per tale via, quale esperienza estremamente partecipativa.
Da non dimenticare l’identità del MAM di San Benedetto del Tronto quale vero e proprio scrigno di simboli e testimonianze della cultura marinara della città. Riprendendo il tema delle opere, al centro del percorso museale a cielo aperto si trova il Monumento al Pescatore, opera di Cleto Capponi, che vuole dare l’immagine di una comunità radicata nel mare e della perseveranza e tenacia dei pescatori. A poca distanza, troviamo la scultura al neon Vale & Tino di Marco Lodola, inaugurata il giorno di San Valentino e che sfoggia colori vivaci a rappresentazione dell’amore e della vitalità.
E poi merita di essere citato, fra le innumerevoli altre opere, sempre a titolo d’esempio vista la vastità della selezione proposta, il monumento Geneviève, dove stavolta è la prua di un ex motopeschereccio a fare da omaggio alla tradizione marittima locale. La Vela di Genti Tavanxhiu, già citata, celebrativa della storia della pesca a motore, a riguardo della barca in travertino che raffigura, questa di notte appare come un’aile d’alabastro. Non da meno è “Il mare, il Ritorno”, opera di Paolo Annibali, complesso scultoreo che cattura un senso di nostalgia e speranza di chi naviga le acque marittime.
In tutto il quadro delineato, una menzione a parte è meritata dalla ricchezza dei murali e l’arte di strada. Realizzati da street artist internazionali, appaiono come opere vibranti e contemplative nel paesaggio urbano, in stili astratti, contemplativi e contemporanei. Sono opere la cui fruizione pubblica è portatrice d’immediatezza e coinvolgimento, grazie ai loro messaggi visivi potenti e alle atmosfere cosmopolite che generano.
La visita al Museo d’Arte sul Mare di San Benedetto del Tronto è un’esperienza a cui poter avere tranquillamente accesso in ogni stagione dell’anno. Il percorso museale è sempre aperto. L’ingresso è gratuito, e il visitatore può scegliere se compiere il percorso autonomamente o affidarsi a visite guidate, quest’ultimo è un servizio che necessita di prenotazione, e molto utile per approfondire storia e significati delle sculture e dei murali. Durante l’anno, il museo accoglie eventi e workshop. Per chi voglia beneficiarne, il principale è naturalmente il Festival della Scultura Viva, del quale abbiamo parlato, e che consente d’assistere mentre gli autori si mettono all’opera.
Abbiamo discusso d’un patrimonio urbano e marino dal valore inestimabile. Il MAM è promotore di dialogo tra culture diverse, ed è un crocevia internazionale della creatività che San Benedetto del Tronto ha l’onore d’accogliere.
In definitiva, con una funzione di conservazione, innovazione e valorizzazione territoriale, il Museo d’Arte del Mare fa da esperienza culturale che attira a sé i visitatori e li coinvolge in un incontro continuo fra l’arte, la natura e la storia. Quel che resta da fare, una volta avuta questa panoramica generale, è addentrarsi al meglio in una simile opera vivendola.