IL MEMORIALE DELLA SHOAH DI MILANO “IL MUSEO DELLA MEMORIA”

“Il ricordo è protezione delle suggestioni ideologiche, dalle ondate di odio e sospetti. La memoria è il vaccino culturale che ci rende immuni dai batteri dell’antisemitismo e del razzismo”. Ferruccio De Bortoli, Presidente della Fondazione Memoriale della Shoah.

Il Memoriale della Shoah è un’area museale dedicata al ricordo delle vittime dell’Olocausto in Italia ed è ubicata sotto la Stazione Centrale di Milano. Il Memoriale della Shoah è un luogo della memoria dedicato alle persone, in grande maggioranza Ebrei, che dalla Lombardia, furono deportate nei campi di sterminio nazisti durante la II guerra mondiale. Dal 1943 al 1945 furono migliaia i prigionieri che dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano, il luogo in cui ebbe inizio l’orrore, furono caricati su convogli formati da carri bestiame e trasportati al campo Auschwitz- Birkenau e ad altri campi di concentramento e di sterminio. Di quelli che vennero mandati ad Auschwitz nel dicembre 1943 e nel gennaio 1944 conosciamo 774 dei treni postali, le persone venivano stipate a decine in angusti vagoni di legno. Attraverso un montacarichi, i vagoni venivano poi sollevati fino al piano dei binari dove i convogli venivano assemblati e avviati verso i campi. Il progetto per la realizzazione del Memoriale della Shoah nasce nel 2002, ideato dal nomi; di loro, solo 27 sopravissero. Per compiere le operazioni di deportazione con raggelante efficienza, le autorità di occupazione naziste e il governo collaborazionista fascista realizzarono una vera e propria “ macchina della deportazione” nelle viscere della Stazione Centrale. Qui in un’area nascosta destinata al carico Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC), dall’Associazione Figli della Shoah e dalla Comunità Ebraica di Milano, dall’Unione delle Comunità ebraiche italiane (UCEI) e dalla Comunità di Sant’Egidio. Progettato dallo Studio Morpurgo de Curtis architetti associati e aperto nel 2013, il Memoriale della Shoah è il risultato del progetto di riconversione di quello spazio di oltre 7000 mq situato al piano terra della Stazione Centrale. Ad oggi, il progetto di allestimento è stato completato, mentre la bilblioteca, lo spazio incontri, le sale di studio e l’auditorium sono in realizzazione. Il Memoriale luogo simbolo della deportazione degli Ebrei e degli altri perseguitati e luogo di memoria e di conoscenza, è un centro polifunzionale dove ospitare incontri, dibattiti, mostre per ricordare le atrocità del passato e soprattutto dove creare occasioni di dialogo e di confronto fra le culture e per educare i giovani a superare le barriere linguistiche, culturali, sociali e perché le barbarie del XX sec. che vide nella Shoah il segno del massimo degrado dell’umanità, non possa ripetersi. Nell’area centrale del Memoriale i grandi ritratti fotografici in bianco e nero dei sopravvissuti e le loro biografie sono associati a contributi video proiettati a ciclo continuo in piccole “stanze”delimitate da pareti in acciaio nero. Una serie di pannelli a parete racconta poi la storia del luogo e le vicende della deportazione di ebrei, “popoli inferiori” e prigionieri politici dall’Italia ai campi nazisti d’oltralpe. Camminando attraverso il Memoriale, lo spaziamento e l’inquietudine sono amplificati da un rumore sordo che mette in vibrazione pavimento e pareti. Non si tratta di un contributo audio multimediale ma dello scuotimento delle strutture prodotto dai treni che partono sopra le nostre teste e che ci rammentano che siamo, oggi come gli anni 40, nelle viscere di una delle principali stazioni ferroviarie d’Europa. Nella parte più interna dell’esposizione si trovano 2 binari che formano il 21 del Memoriale dei 24 binari un tempo presenti, che determinano anche la testimonianza più diretta degli eventi che si svolsero in questo luogo. Nel I binario infatti l’architetto Morpugo de Curtis ha inserito un” luogo di riflessione”, una struttura circolare a cui si accede attraverso una rampa in discesa, il cui interno in penombra è semplicemente allestito con una panca curva e un oculo nel soffitto da cui si proietta una luce. Il II binario è nudo. Una grande proiezione a parete, potente nella sua essenzialità, rimanda i nomi dei 774 ebrei deportati al campo di Auschwittz-Birkenau, da cui emergono ciclicamente quelli dei 27 sopravvissuti che dai campi di sterminio sono riusciti a tornare. Una serie di lapidi a pavimento riporta le date e le destinazioni dei 20 convogli partiti dal binario 21. Gli interventi progettuali, tutti basati su forme geometriche elementari: quadrati, cerchi, triangoli, compongono un sistema di figure generative innestate negli spazi-campate, per riconsegnare centralità ai temi della trasmissione, ricezione, rielaborazione e polarizzazione della memoria, nel suo incessante movimento tra l’accaduto e l’esperienza soggettiva. Il Memoriale è aperto al pubblico per visite guidate a pagamento, durante l’anno sono previsti alcuni open days, a ingresso gratuito, come ad esempio le aperture straordinarie in occasione della giornata della memoria. Visitare il Memoriale di Milano è sicuramente un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, ritrovarsi faccia a faccia con oggetti e strutture risalenti al periodo, che contengono ancora tracce indelebili di soprusi e violenze che possono e devono influenzare le nostre scelte, aiutandoci a non commettere mai un così grave crimine contro l’umanità. Lo scritto sulla targa commemorativa della Shoah termina con un detto di Primo Levi mentre recita -tra il dicembre 1943 e il maggio 1944 dai sotterranei di questa stazione cominciò il lungo viaggio di uomini donne e bambini ebrei ed oppositori politici deportati verso Auschwitz e altri lager nazisti. La loro memoria vive fra noi insieme al ricordo di tutte le vittime dei genocidi del XX secolo- “poiché l’angoscia di ciascuno è la nostra”.

Primo Levi Milano 1985

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