Alla ricerca d’un luogo dove poter ammirare l’unione tra natura incontaminata e tradizioni secolari, dove un paesaggio da mozzare il fiato s’alterna a borghi forieri di storia e cultura, e dove non mancano le attività da praticare all’aria aperta?
Il luogo in questione si può rinvenire nella zona del Monte Zoncolan, nella Carnia. Parliamo di un angolo del Friuli ai confini con l’Austria, che si presenta agli occhi dei visitatori come uno scrigno di bellezze naturali, ma anche architettoniche, rurali ed enogastronomiche. In questo modo si opterà per una vacanza connotata da una suggestività autentica, dal verde spettacolare e incontaminato del luogo, e da un ambiente che è lontano dai circuiti del turismo di massa.
Il Monte Zoncolan si eleva per 1.900 metri ed è simbolo della Carnia, nonché noto per essere uno dei più temuti traguardi ciclistici a livello mondiale. La salita lungo lo Zoncolan, infatti, è fra le più impervie d’Europa, ed è entrata nella leggenda di questo sport per via delle numerose tappe del Giro d’Italia che vi si sono disputate nei decenni. La pendenza media è del 12%, con tratti che sfiorano il 22%, una vera impresa per i ciclisti professionisti, ma anche per quelli amatoriali che vogliano cimentarvisi. Una volta partiti da Ovaro o da Sutrio, si percorre una strada che attraversa boschi secolari, prati alpini e suggestive cascate, per panorami di una bellezza struggente.
Lo Zoncolan, oltre che essere una storica tappa ciclistica, è altresì paradiso per gli escursionisti, appassionati di mountain bike, amanti dell’equitazione. Dalla cima del vicino monte Tamai (che collega il monte Zoncolan al monte Arvenis) si possono scrutare le Alpi Carniche con una vista a 360°. E, una volta saliti fin lassù, ci si rende conto di come il panorama ripaghi d’ogni sforzo compiuto. Qui si possono praticare le escursioni a cavallo, il trekking su sentieri ben segnalati, le visite alle malghe e le degustazioni di prodotti tipici come i formaggi del luogo. In inverno lo Zoncolan diviene un polo sciistico di primo piano, dotato di ben 30 km di piste per sci alpino e fondo.
Nei dintorni della montagna c’è un intero territorio contraddistinto dai tanti borghi che dispensano autenticità e tradizione, fra cui spiccano Sutrio, Paluzza, Ravascletto, Comeglians, Ovaro, Cercivento, Ravascletto e Treppo-Ligosullo.
Ognuno di questi celebra una propria storia d’architetture in legno e pietra, mestieri antichi, feste e artigianato della tradizione.
Sutrio è il borgo più noto per le tradizioni legate al legno, e molto caratteristica al riguardo è la festa “Magia del Legno” che si tiene a settembre. Vi troviamo poi un centro storico che conserva edifici antichi e chiese di gran fascino, come la Chiesa di San Nicolò e di Ognissanti. Altra attrattiva di Sutrio, decisamente degna di nota, è il “Presepe di Teno”, un presepe meccanizzato opera di Gaudenzio Straulino (detto, appunto, Teno). Il presepe in questione è stato realizzato in 30 anni d’amorevole passione del proprio autore, e vuole raffigurare la vita del borgo di Sutrio per come appariva un tempo, in pratica un piccolo museo etnografico la cui visita è da non perdere. Inoltre, sempre da Sutrio, per come accennato, si può partire per una delle escursioni più belle e interessanti in direzione delle malghe e delle cime circostanti.
Altri borghi di forte attrattiva sono Paluzza e Timau. Sono entrambi contraddistinti da un incantevole centro, e Timau è anch’esso un punto ideale per partire alla volta dei sentieri che attraversano la valle e raggiungono le malghe. A Paluzza si può visitare la Chiesa di San Daniele, dove ammirare anche un maestoso e storico organo risalente al 1760, i numerosi affreschi di Antonio Schiavi e la Pala di Giovanni Antonio Agostini. Così come è da visitare la più recente Chiesa di Santa Maria, del 1924, o l’antica Torre Moscarda, opera duecentesca residuo del Castrum Muscardum, sistema difensivo che proteggeva la Valle del But. All’interno della Torre Moscarda si organizzano nell’anno varie mostre che raccontano e omaggiano il territorio. L’evento annuale per antonomasia, a Paluzza, è il Palio das Cjarogiules, cui prendono parte gli equipaggi a guida di slitte e carri della tradizione, a rappresentanza delle varie contrade, e si tiene lungo tutte le strade del paese.
A Timau desta molto interesse il Museo della Grande Guerra, e la sorgente del But, detta “Fontanòn”, poco distante dal centro abitato. Timau è stato in passato un importante centro minerario, dove fra il 1400 e il 1500 si lavorava all’estrazione del rame argentifero. Proprio sopra il Fontanòn, infatti, si trova l’ingresso alle grotte di Timau, un reticolato di cunicoli a servizio dei vecchi giacimenti. Per gli amanti della storia antica e della cultura in generale, è anche molto interessante passare dall’antica “Via Iulia Augusta”, la strada d’origine romana che sale dall’Adriatico e sale ad attraversamento dei monti.
Ravascletto e Comeglians sono paesi dalla calorosa accoglienza, punti strategici, tra l’altro, per raggiungere le piste sciistiche, i sentieri escursionistici e le malghe. Qui si può prendere la funivia Ravascletto-Zoncolan per salire in quota senza alcuna fatica, usufruendo inoltre di viste spettacolari, e si giunge così all’accesso a percorsi di mountain bike e trekking. Da Ravascletto è raggiungibile in bicicletta la “Panoramica delle Vette”, la strada carrozzabile più elevata del Friuli che s’estende per 35 km, aperta al transito solamente in estate. A Comeglians si possono visitare dei palazzi storici quali Cjase Boter e Palazzo Di Gleria. Anche da qui, dalla frazione di Tualis, è raggiungibile la Panoramica delle Vette, lungo una strada che ne risale il versante meridionale.
Cercivento e Treppo-Ligosullo sono paesi che custodiscono un patrimonio storico-architettonico dal grande valore, dove poter passeggiare a ritmo lento fra le case in pietra, le antiche chiese e i paesaggi, anche qui di rara bellezza. Cercivento è noto nella zona, e tutta da scoprire, per il progetto che lì ha preso piede, “Una Bibbia a Cielo Aperto”, con mosaici e affreschi a tema, tra la riproduzione artistica di scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, e citazioni bibliche che adornano i muri delle case, da contemplare nell’arco di una passeggiata nel borgo. Da visitare è anche la Chiesa di San Martino Vescovo, e Casa Citars, emblemi della storia architettonica locale. E il patrimonio storico del luogo consiste anche ne “La Farie di Checo”, antico mulino e fucina, da visitare. A partire da Cercivento, dalla località di Pian delle Streghe, si può giungere lungo suggestivi e panoramici percorsi, ai laghetti dello Zufplan. Chi è più pratico di trekking, può raggiungere, a partire dalla stessa località, il Monte Tenchia o il Monte Cimone di Crasulina, per contemplare di panorami a suo tempo ammirati anche da Giosuè Carducci. A Treppo-Ligosullo, luogo di forte interesse culturale-artistico è la Galleria d’Arte Moderna De Cillia, ove si organizzano spesso delle mostre in allestimento temporaneo. Dalla località Valdajer, che un tempo ospitava il castello, si parte in escursioni per fare visita al Monte Paularo, al Lago Dimon e al Monte Dimon.
A Ovaro ha sede il “Museo del Legno e della Segheria Veneziana”, e la mostra “Planelas e Scugjelas” (quest’ultima a illustrazione del lavoro delle fornaci dell’alta Carnia. Degna d’attenzione è poi l’antica chiesa battesimale di Pieve di Santa Maria di Gorto. Da non perdere è oltretutto la Sagra del Malgaro (vale a dire, del pastore della Malga), che si tiene in agosto, e poi l’antico mercato di San
Martino, con tutto il suo fascino suggestivo d’altri tempi, che si tiene invece l’11 novembre.
Sul territorio dello Zoncolan, il turista ha a disposizione una gamma vasta d’attività, atte alla soddisfazione d’ogni interesse. Fra le più apprezzate e popolari troviamo le seguenti.
· Escursioni guidate e trekking: si può approfittare di sentieri ben segnalati che portano alle malghe, ai rifugi e alle cime più alte. Fra queste, dal Monte Tamai e dall’Arvenis è possibile usufruire di panorami spettacolari e itinerari con gradi diversi di difficoltà, ottimi anche per famiglie e gruppi d’amici.
· Bike e mountain bike: presso lo Zoncolan Bike Park si può optare per percorsi divertenti e impegnativi, mentre le escursioni con le e-bike sono la scelta ottimale se quel che si desidera è godere dei paesaggi senza fatica. Percorsi come quello verso Malga Meleit o Malga Lavareit sono consigliati per la scoperta delle tradizioni casearie locali.
· Visite alle malghe: da giugno a settembre, le malghe si animano di mandrie di bovini e pecore, e si possono acquistare formaggi, burro e yogurt freschi. È possibile è altresì la degustazione di piatti tradizionali come i cjarsòns o il frico, preparati secondo ricette antiche tramandate di generazione in generazione.
· Esperienze culturali e antichi saperi: corsi di ricamo, raccolta d’erbe spontanee, laboratori sulla cucina e sulla lavorazione del legno sono tutte delle modalità autentiche per immergersi nelle tradizioni carniche.
· Attività per le famiglie: fra parco giochi, percorsi con lanterne, visite alla Fattoria diffusa (con le rispettive attività dislocate in più luoghi), escursioni nella vecchia miniera di Cludinico e laboratori per bambini, c’è da sbizzarrirsi qualora si cerchi una proposta pensata per i più piccoli.
· Eventi e feste tradizionali: le feste dei borghi, le sagre dei formaggi e le celebrazioni religiose fanno di ciascuna visita un’esperienza di scoperta e convivialità.
Le opzioni, per soggiornare in questi luoghi così ispirativi e densi di un fascino naturale, non mancano di certo. Vi sono alberghi diffusi, agriturismi, case vacanza e piccoli alberghi di charme. Vi sarebbero da spendere alcune parole
sulla formula dell’”albergo diffuso”, nata proprio nella Carnia e poi diffusasi lungo l’intera penisola.
Si tratta d’una formula attraverso la quale poter vivere pienamente l’autenticità dei borghi, visto che si soggiorna in abitazioni caratteristiche ristrutturate ma senza che si perdano i servizi propri di un hotel. È fra l’altro una modalità con l’indubbio pregio di favorire la conservazione del patrimonio storico e culturale, oltre a far addentrare in esso, il più possibile, il turista. Dunque, opera oltretutto come uno stimolo all’economia locale e attenua (aspetto non di poco conto) l’impatto ambientale.
Allo stesso modo, anche quello della “fattoria diffusa” è un percorso che per la prima volta è stato pensato nel comprensorio dello Zoncolan per condurre i visitatori a vedere da vicino gli animali domestici e da cortile situati in più luoghi della zona. Un esempio è quello della fattoria diffusa di Sutrio, con un percorso che si articola tra Sutrio, Priola e Noiaris.
Volete pianificare per il meglio la vostra prossima vacanza in questi magici luoghi? Una risorsa da sfruttare è sicuramente “Visit Zoncolan” (www.visitzoncolan.com). Altri non è che una rete d’impresa che funge da guida per i visitatori per un viaggio nella natura, nelle tradizioni e nelle avventure di cui qui si può fare esperienza. Si possono scegliere sul sito dei pacchetti di soggiorno, pianificare escursioni guidate e visite alle aziende agricole e casearie.
A tal riguardo, il motto “BREATHE. FEEL. LIVE.”. (“Respira. Senti. Vivi.) è un invito a rallentare i ritmi abituali, a respirare profondamente e vivere la montagna in tutta la sua essenza, in un atteggiamento rispettoso e sostenibile.
Non si può non notare come lo Zoncolan e i borghi che l’attorniano siano un tesoro d’emozioni, una location nella quale la bellezza della natura si congiunge col valore inestimabile delle tradizioni e la ventata d’energia di sport e attività all’aperto. Chi si appassiona di ciclismo, escursionismo, enogastronomia, o è semplicemente in cerca di relax, non potrà che trovare in questa destinazione un posto indimenticabile, all’insegna di quel che è il vero spirito della montagna carnica. Anche la stagionalità regala esperienze diverse, con ogni stagione che sa emozionare a suo modo.