Fissato, per il giorno 21 ottobre prossimo, un evento straordinariamente importante: la casa d’aste Arcadia, situata nel centro di Roma, ospiterà un’asta dedicata alla vendita di 36 opere di provenienza dalla Fondazione Charlemagne. L’iniziativa si qualifica certamente come un’occasione che collezionisti e appassionati d’arte non vorranno perdersi, ma, oltre a ciò, arreca in sé un’altra particolarità, molto significativa, in quanto è anche un passaggio che conduce alla rigenerazione delle periferie della capitale. Col ricavato dell’asta, infatti, che sarà devoluto allo sviluppo del programma “Periferiacapitale”, l’evento vuole fare dell’arte anche un motore di cambiamento sociale e urbano.
Parliamo della Fondazione Charlemagne e del suo patrimonio artistico. La stessa è stata fondata nel 2015, ed ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione dell’arte europea, con molta attenzione improntata ai periodi storici che hanno segnato la cultura visiva.
Cominciamo da “La Femme du Cordonnier di Chaïm Soutine”, dipinto rappresentante il top di quotazione tra quelli presentati, con una base d’asta di 200.000 euro. Soutine è esponente dello stile espressionista, ed è anche per l’uso audace del colore. In questo dipinto, il ritratto di una donna che pare catturare l’osservatore con il proprio sguardo profondo, riesce a trasmettere un’intensa carica emotiva. L’opera è già stata esposta in importanti mostre internazionali, tra cui quelle di Zurigo, Torino e Parigi, e ci dà esempio della capacità dell’artista a fondere il soggetto con l’ambiente.
A seguire, altra opera è “Jeune Femme au Corsage Rouge et au Chapeau Jaune” di Auguste Renoir. Ci si ritrova di fronte a un classico esempio dello stile impressionista di Renoir. Il soggetto è una giovane donna, vestita con un corsetto rosso e un cappello giallo, collocata nel contesto di un’atmosfera vivace ed elegante. Vi si nota come il connubio tra la luce e il colore dia vita a un gioco di riflessi che cattura la bellezza effimera del momento, motivo per cui l’opera risulta particolarmente desiderata fra i collezionisti e gli amanti dell’arte. La base d’asta per quest’opera è di 50.000 euro.
Altro capolavoro di Renoir è “Tête de Femme”, ritratto nel quale risalta la maestria dell’autore nel catturare l’essenza femminile. L’opera mostra la delicatezza dei tratti e la luminosità dei colori, elementi che richiamano una sensazione d’intimità e grazia. In tal caso è la capacità di Renoir, a ritrarre la bellezza femminile per mezzo di pennellate morbide e armoniose, a rendere questo dipinto un pezzo ambito per ogni collezionista. La base d’asta è di 20.000 euro.
“La Seine à Vernon di Pierre Bonnard” è un dipinto del 1930, esempio della poesia cromatica di Bonnard. La scena ritrae il fiume Senna che scorre lungo il paesaggio, in una scala cromatica che riproduce magnificamente la luce e la natura circostante. Se Bonnard è un pittore noto per il suo approccio innovativo alla composizione e all’uso del colore, quest’opera non costituisce eccezione, e concede uno sguardo incantevole sulla bellezza del mondo naturale. Qui la base d’asta è pari a €50.000.
Il catalogo comprende, inoltre, opere d’artisti del calibro di Max Ernst, Paul Signac, Pablo Picasso e Maurice Utrillo, ognuno dei quali ha contribuito fortemente alla storia dell’arte europea. Sono opere che spaziano da stili post-impressionisti a espressionismi, per una varietà d’esperienze visive in relazione alle diverse correnti artistiche e culturali.
Ritornando all’evento, parliamo dunque di un’asta con un cuore sociale, una manifestazione che va oltre la vendita, fino ad assurgere la valenza d’iniziativa mirante alla generazione di un impatto positivo sulle comunità locali. Il programma “Periferiacapitale” è attivo da anni, ed ha avuto modo di collaborare finora con più di cento realtà territoriali nei vari municipi romani. Il programma vuole appunto valorizzare le periferie, costruire una positiva narrazione della città mediante la promozione di progetti di rigenerazione urbana e sociale.
A sottolineare la valenza della collaborazione ci pensa anche Stefania Mancini, presidente della Fondazione Charlemagne, la quale ha dichiarato: “La collaborazione con Arcadia ci permetterà di trasformare un lascito di bellezza in energia viva per la città”. In quest’occasione allora, le opere d’arte saranno strumenti per costruire una Roma maggiormente solidale, coesa e inclusiva, a parte che preziosissimi oggetti da collezionare.
Riguardo il catalogo dell’asta, il medesimo è davvero ricco di storia e bellezza, un vero e proprio viaggio che attraversa la storia dell’arte europea. Oltre ad opere di Renoir e Soutine, il pubblico potrà ammirare anche opere d’artisti come Max Ernst, Paul Signac, Pablo Picasso e Maurice Utrillo. Non mancano all’appello neppure pezzi d’arte antica, con opere attribuite a Francesco Guardi e Cornelis van Poelenburgh, dalle quali poter ammirare uno spaccato della ricchezza e della varietà del patrimonio artistico europeo.
L’appetibilità dell’asta è dunque conclamata per ogni appassionato collezionista d’arte, che in tale evento contribuirà così ad un progetto di grande rilevanza sociale. Prima dell’asta, programmata come annunciato in apertura il 21 ottobre, le opere verranno esposte al pubblico nella sede di Arcadia, dal 16 al 19 ottobre, di modo che tutti possano disporre della possibilità d’apprezzare la bellezza e la storia racchiusa in ciascun prezzo.
Quello della rigenerazione delle periferie, a Roma con in molte altre città, è un obiettivo di cui si evidenzia la necessarietà. Si tratta di zone spesso trascurate e sottovalutate. Ma sono anche luoghi ricchi di storia, cultura e di un potenziale da esprimere. Il programma “Periferiacapitale” desidera addivenire ad una positiva inversione di tendenza, lavorare per dare valore alle risorse locali e generare delle opportunità concrete per i residenti. Il risultato che si vuole realizzare consiste dunque anche in un miglioramento della qualità della vita nelle periferie, a promozione della coesione sociale e dell’inclusione.
Non si può allora non pensare a come, ogni opera venduta all’asta del 21 ottobre della Fondazione Charlemagne, corrisponda ad un tassello nella realizzazione di questo progetto, che farà certamente la differenza nella vita delle persone che abitano in queste aree. Fra iniziative culturali, educative e di sviluppo comunitario che verranno realizzate, il ricavato dell’asta deterrà un impatto diretto e tangibile.
L’arte ha sempre avuto il potere d’ispirare, provocare e unire le persone. Qui Arcadia si inserisce in un filone d’iniziative che inquadrano l’arte come un mezzo per affrontare le sfide sociali. La combinazione di bellezza e impegno sociale è una formula vincente che può attrarre l’attenzione da parte di un pubblico sempre più vasto, che nel seguire la propria passione per il collezionismo d’arte può disporre del piacere di contribuire ad una causa di una simil portata.
Specialmente in un’epoca nella quale diseguaglianze sociali e difficoltà economiche sono sempre più evidenti, eventi come quello che si terrà a breve intervengono come una boccata d’aria fresca, esempio di come l’arte possa essere al servizio della comunità oltre che contemplazione dello spirito e fonte ispirativa.
L’invito è dunque quello di pensare all’asta della Fondazione Charlemagne come a molto più che ad un semplice eventi di vendita, ma occasione di riflessione sul ruolo dell’arte e di quello che esso può esplicare sulla società, e sulla responsabilità che tutti noi abbiamo nella costruzione d’un futuro migliore.
Grazie ad eventi come questo, ci si può accorgere tangibilmente di come l’arte abbia il potere di cambiare le cose. Non rimane che segnare sul calendario la data del 21 ottobre e partecipare a questo evento che promette di essere non solo un successo artistico, ma anche un passo in direzione di una Roma più giusta e inclusiva.
Così come sono da segnare in calendario i giorni che vanno dal 16 al 19 ottobre, nei quali i visitatori potranno ammirare da vicino i capolavori che prossimamente saranno battuti all’asta e aggiudicati da privati, e prendere parte alle storie e alle emozioni che ciascun pezzo racchiude. Da segnalare che una preview esclusiva si terrà alla vigilia dell’esposizione, il 15 ottobre, alla quale prenderanno parte istituzioni, stampa e collezionisti
In conclusione, l’asta di Arcadia costituisce un’opportunità davvero per tutti, che si tratti di collezionisti, appassionati d’arte e cittadini che vogliano vedere il nascere di un nuovo progetto di rigenerazione urbana. Non si tratta soltanto d’acquistare un’opera, ma di prendere parte a un movimento che mira a trasformare la città e a restituire dignità e bellezza alle sue periferie. La bellezza dell’arte, quindi, diventa un veicolo di cambiamento sociale, un invito a guardare oltre il presente e a costruire insieme un domani migliore.
