La visita guidata di Monopoli con il suo centro storico che è un gioiello di architettura popolare affiancata da sontuosi edifici religiosi e splendidi palazzi signorili.

La visita guidata di Monopoli ti farà scoprire una delle città portuali più suggestive della costa a sud di Bari. Dal luogo di ritrovo ci si muoverà lungo le vie del centro antico, ricco di chiese e palazzi nobiliari dei quali si potranno ammirare le decorazioni esterne. Uno sguardo particolare all’antica piazza Garibaldi, circondata da edifici storici e non. Il percorso prosegue verso il Castello Carlo V, fortilizio spagnolo, da cui si sviluppa il sistema di fortificazioni che un tempo proteggevano la città. Durante il tour di Monopoli non si può non visitare la Basilica Santuario della Madonna della Madia, la cattedrale romanica che custodisce l’icona bizantina della Madonna della Madia.

Momopoli grande scrigno di bellezza ed armonia,raccontato dalla guida turistica Vania Dilauro, residente a Monopoli e appassionata di turismo. E’ laureata in Storia dell’Arte, ha terminato la Scuola di Specializzazione in beni storico-artistici. Ama la sua regione e adora raccontarla alle migliaia di visitatori che ogni anno vengono in Puglia a trascorrere le loro vacanze. Offre tour personalizzabili, perchè il mio obiettivo è quello di andare incontro ad ogni tipo di esigenza e far sentire il visitatore come se fosse a casa sua.

Vania DiLauro è inoltre assistente direttore artistico dell’OrchestrAccademy – Ayso, (Apulyan Youth Symphony Orchestra)

Infine operatore turistico-culturale per la Pro Loco “Perla di Puglia” della città di Monopoli. Vania DiLauro ci racconta che Monopoli rappresenta, sull’Adriatico, uno dei porti più attivi e popolosi della regione. Il suo caratteristico centro storico di origine alto-medievale, sovrapposto ai resti di un abitato messapico fortificato già nel V secolo a.C., si affaccia sul mare circondato da alte mura. Monopoli è anche detta, erroneamente, la città delle 99 contrade; tale dicitura rappresenta un’iperbole turistica, dal momento che da delibera comunale del 1971 e come è evidente dalle attuali mappe turistiche cittadine, la città comprende 91 contrade: si tratta di suddivisioni amministrative dell’area anticamente posta fuori dalle mura di cinta, i cui toponimi rievocano antichi casali scomparsi, la presenza di una masseria, di una chiesa o altri riferimenti storico-geografici.

La città di Monopoli trarrebbe le proprie antiche origini da una poderosa fortezza messapica situata al confine della Peucezia. Le mura messapiche cingevano probabilmente l’intera penisola individuata dalla cala detta della Porta Vecchia e dalla cala del Porto Antico; lungo via dei Mulini, all’interno del Bastione di Santa Maria, sotto il Castello, nei pressi del Palazzo vescovile, sono ancora conservati importanti tratti delle fortificazioni del V secolo a.C.

Dell’epoca romana rimane solo la grande porta fortificata, inglobata nel Castello, e alcune tombe nella zona ipogea della Cattedrale. Secondo la dubbia testimonianza riportata dallo storico locale Giuseppe Indelli, nell’anno 43 San Pietro avrebbe predicato, di passaggio, ad un gruppo di cittadini monopolitani. Dal I secolo a.C. fino a tutto il III secolo d.C. è un porto prevalentemente militare. In seguito, grazie all’arrivo degli egnatini profughi della loro città (distrutta da Totila re dei Goti), Monopoli sarebbe divenuta un centro di prima importanza anche commerciale: dal X secolo diviene infatti un importante porto (nonché l’unico di una certa importanza) tra Bari e Brindisi, punto di incontro tra entroterra e mare. Diviene inoltre crocevia di viaggi e contatti con l’Oriente durante le Crociate, con conseguente grande sviluppo economico e demografico. È proprio durante il Medioevo che la città di Monopoli conosce la sua massima espansione, tanto da inglobare i territori delle attuali città di Fasano, Locorotondo, Alberobello e Cisternino. Nel 1041 si svolge la cosiddetta battaglia di Monopoli tra bizantini e normanni[24] con la prigionia di Exausto. La città si unisce all’insurrezione pugliese chiedendo l’aiuto dei normanni. Nel 1042 Bisanzio invia in Puglia il famoso e crudele generale Giorgio Maniace che si rivolge immediatamente contro la città ma, non riuscendo a prenderla, si accanisce sulle campagne e sui borghi rurali, con terribili stragi e crudeltà. Nel 1045 Monopoli viene assegnata, ma solo sulla carta, a Ugo Toute-Bone nell’assemblea normanna di Melfi. Ugo però riesce a espugnarla solo nel 1049, ricorrendo all’interramento del porto canale che gli consente l’aggiramento delle forti difese terrestri. Successivamente la città, fedele a Federico II durante la sua minore età, subisce numerosi attacchi da parte dei baroni ribelli senza essere mai espugnata. Durante questi assedi le mura vengono notevolmente danneggiate e Federico II mostra riconoscenza ricostruendole e ampliandole.. All’inizio del XIII secolo si ambienta la romanzesca ma documentata storia di Maio di Monopoli un pirata monopolitano che, avendo ucciso una persona di rango elevato, fu costretto a fuggire da Monopoli a Cefalonia con un gruppo di seguaci. Riuscì a conquistare le isole ionie (Cefalonia, Corfù, Zante, Itaca) divenendone conte. Consolidò il proprio potere sposando nel 1226 Anna Angelo, figlia di Teodoro Angelo Ducas e di Zoe Ducas, potentissimi personaggi alla corte imperiale di Costantinopoli. Da lei ebbe due o forse tre figli, tra i quali il primogenito Giovanni e Riccardo, assassinato nel 1303. Sono documentati due suoi incontri con l’Imperatore Federico II. Non si conosce con certezza la data della sua morte avvenuta dopo il gennaio 1238. Monopoli, nella seconda metà del XIII secolo, conosce la dominazione degli Angioini, per poi sottomettersi a quella aragonese, durante la quale vive un periodo di ripresa che continua anche sotto la dominazione veneziana nel 1484. La città passa dopo pochi anni da Venezia ai francesi. Memorabile, crudele e ben documentato è l’Assedio di Monopoli da parte della flotta veneziana, che riconquista la città in pochi giorni dopo violenti e sanguinosi combattimenti, attaccandola dal mare il 29 giugno 1495. Gli storici veneziani, in tale occasione, la descrivono del resto come una bellissima e ricca città. Dopo la presa di Otranto del 1480 da parte

della flotta ottomana, per tutto il XVI e XVIII secolo la città conosce un periodo di grande tensione e preoccupazione (come del resto tutto l’Adriatico).. La città in realtà non è mai stata attaccata direttamente dalle flotte turche, che probabilmente la evitarono a causa delle sue poderose fortificazioni, fortemente presidiate. Sono ricorrenti tuttavia le scorrerie di singole navi di pirati algerini, che si limitano a rapire cittadini isolati fuori dalle mura per farli schiavi e quando possibile ricavarne dei riscatti. Nel 1529 la città, protetta dal suo efficacissimo sistema difensivo, con l’aiuto di soldati veneziani e grazie all’eroismo dei suoi cittadini, resiste vittoriosamente a tre mesi d’assedio da parte degli imperiali spagnoli al comando del marchese del Vasto Alfonso III d’Avalos, che è costretto a ritirarsi a causa delle importanti perdite. Dopo la pace con Venezia, la città passa pacificamente in mano a Carlo V d’Asburgo. Nel luglio del 1647, durante una rivolta popolare per una nuova tassa sul macinato, l’odiato governatore spagnolo viene linciato insieme ad un povero armigero che cerca di difenderlo. Alla fine di settembre tutto termina con una durissima repressione operata dalle truppe di stanza a Bari. Ad eccezione di questo episodio, dalla metà del Seicento in poi Monopoli segue le sorti del resto del Mezzogiorno, con le dominazioni dei Borbone, e quindi l’annessione al Regno d’Italia nel 1860. Dopo le guerre mondiali e la dittatura fascista, Monopoli si schiera costantemente con la Democrazia Cristiana. Dagli anni novanta si susseguono con alternanza governi di centrodestra e governi di centrosinistra.

Concattedrale della Madonna della Madia

La prima chiesa, costruita sui resti di un antico tempio pagano, fu dedicata al martire San Mercurio, ma venne abbattuta nel 1107 per le nuove esigenze della popolazione. Il vescovo Romualdo iniziò allora la costruzione di una chiesa più grande, che venne completata dieci anni più tardi grazie – secondo la tradizione – a un intervento miracoloso della Madonna, a cui venne dedicato il nuovo tempio sotto il titolo di Maria Santissima della Madia, lasciando tuttavia la titolarità della parrocchia a San Mercurio. Nel 1742, i canonici del capitolo presero la decisione di costruire una nuova Cattedrale a causa dello stato rovinoso dell’edificio precedente.I lavori della Cattedrale furono affidati a due Maestri Muratori Ingegneri, Michele Colangiuli di Acquaviva e Pietro Magarelli di Molfetta. La chiesa subì una totale ricostruzione in stile barocco, assumendo all’interno la forma di croce latina e ricevendo un rivestimento marmoreo nel pavimento e nelle colonne. L’edificio, a tre navate, si sviluppa per una lunghezza di 64 metri; la navata centrale s’innalza con la cupola ad un’altezza di 31 metri. Nella parte superiore dell’abside si trova la Cappella del Trionfo della Madonna della Madia. Presenti poi altre 12 cappelle equamente distribuite nelle navate destra e sinistra.Sotto l’attuale Cattedrale sono ancora conservati resti della cripta della Cattedrale romanica insieme a testimonianze archeologiche di un’ininterrotta frequentazione umana dal XVI secolo a.C. fino al XVIII secolo d.C. Questi reperti, significativi per storia della città, sono inseriti nel percorso archeologico del “Museo della Cripta di Romualdo”, aperto al pubblico.Prova della sua esistenza sarebbe attestata già dall’anno 996, ma la chiesa nel corso della storia ha subito importanti e radicali modificazioni. Completamente smantellata a causa dell’assedio spagnolo nel 1529, nel 1602 il complesso fu arricchito con la costruzione dell’adiacente monastero, destinato alle cosiddette zitelle civili, poi terminato nel 1620. La chiesa, oggi dismessa, è in stile barocco e conserva un pregevole pavimento in maiolica napoletana, un bell’altare marmoreo di pregio ed un organo del XVIII secolo

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