Alcuni progetti non nascono da un luogo, ma da uno sguardo: quello capace di leggere ciò che ancora non esiste, di intuire la forma futura di uno spazio, di un paesaggio, di una relazione culturale. È una prospettiva che appartiene profondamente a Filippo Perissinotto, imprenditore culturale italiano nato a Venezia nel 1975, figura centrale nella valorizzazione del patrimonio storico‑artistico, nella gestione di eventi culturali e nell’immobiliare di pregio legato alla cultura. È in questo tipo di visione – concreta e immaginativa insieme – che si riconosce il filo conduttore del suo lavoro, non perché insegua l’eccezionale, ma perché sa vedere continuità dove gli altri vedono settori separati: l’immobile e il paesaggio, l’evento e il contesto, la cultura e la sua sostenibilità. Il suo metodo parte sempre dalla realtà, dalle città che abita e interpreta – Venezia, Milano, Parigi e presto Firenze – osservate non come sfondi, ma come organismi vivi, con identità precise e potenzialità da far emergere.
Art Events, Culture Studio e Costadilà Agricoltura non sono tre mondi paralleli: sono tre strumenti che modulano la stessa partitura, ciascuno con un timbro diverso, ma armonico. Art Events dà forma all’esperienza: accende lo spazio, lo rende narrativo; Culture Studio ascolta i luoghi, ne custodisce la memoria e ne immagina il futuro senza tradirne l’essenza; Costadilà dialoga con la terra, ricordando che il patrimonio culturale non è fatto solo di architetture e affreschi, ma anche di vigne, broli, colline e stagioni. In questo intreccio – mai lineare, mai scontato – si riconosce la cifra di Perissinotto: trasformare la complessità in visione operativa, far convivere cura e innovazione, creare continuità tra passato e futuro, non un’eredità da conservare ma una materia viva da coltivare e rigenerare.
Da qui prende forma un modello di lavoro e di vita in cui ogni scelta imprenditoriale è anche una scelta culturale, un sistema in cui le tre anime operative del gruppo – diverse per competenze ma unite da una regia coerente – dialogano tra loro in modo fluido e complementare.
Art Events rappresenta la dimensione più visibile e immediatamente percepibile del gruppo, il luogo in cui la visione diventa azione e gli spazi si trasformano in esperienza. La sua forza risiede anche nell’ampia percentuale di committenza estera – circa l’80% – che riconosce in questa struttura un interlocutore affidabile, rapido e competente. La presenza operativa tra Venezia, Milano e Parigi permette di muoversi con naturalezza fra Biennale, Salone del Mobile, fashion week ed eventi legati ad Art Basel, mentre la gestione di location come palazzi veneziani o spazi industriali riconvertiti restituisce vocazioni contemporanee a luoghi dalla storia profonda.
Culture Studio è la mente strategica: analizza, interpreta e restituisce senso agli immobili storici. Studi di fattibilità, due diligence architettoniche, piani economici, definizione delle destinazioni d’uso e consulenze per proprietari e investitori convergono in una visione che considera ogni edificio come un organismo complesso, dove storia e potenzialità convivono. Da questo approccio nascono progetti come l’advisory della sede storica del Touring Club Italiano, la trasformazione di ville venete in spazi culturali multifunzionali, fino alla ridefinizione del futuro di Ca’ Faccanon.
A completare la triade c’è Costadilà Agricoltura, la componente più legata al paesaggio. Fondata insieme al visionario Ernesto Cattel, custodisce vigneti storici nelle colline trevigiane con un metodo artigianale e naturale che privilegia rifermentazioni in bottiglia, interventi minimi e un rapporto diretto con la terra. Il brolo di Villa dei Vescovi, bene FAI, è l’emblema di una filosofia che intreccia agricoltura e cultura, ricordando che il patrimonio non riguarda solo gli edifici, ma anche i paesaggi che li sostengono.
Il suo metodo resta ancorato alla concretezza del territorio e alla lettura sensibile dei luoghi: ogni città – Venezia, Milano, Parigi e presto Firenze – diventa un organismo con un proprio ritmo e una propria identità. Art Events, Culture Studio e Costadilà Agricoltura sono gli strumenti attraverso cui queste energie vengono interpretate e tradotte in progettualità, componendo un sistema che integra natura, storia e innovazione senza forzature.
È in questo equilibrio – mai semplice e mai scontato – che si riconosce la cifra di Perissinotto: considerare il patrimonio italiano non come un’eredità da amministrare, ma come una materia viva da interpretare e rigenerare, un tessuto che può tornare a generare valore culturale e sociale quando viene ascoltato, compreso e guidato.
Questa visione dà forma a un modello di lavoro e di vita in cui tutto si intreccia, e dove le scelte imprenditoriali sono sempre anche scelte culturali. È in questo equilibrio che si riconosce la firma di Perissinotto: una visione che non rinuncia alla complessità ma la trasforma in possibilità operative e culturali.
Ed è proprio da questa visione che nasce l’intervista che segue, in cui Perissinotto ci racconta con lucidità e passione le radici e le direzioni future di un modello professionale ormai riconosciuto a livello internazionale.
Lei è da anni alla guida di Art Events, Culture Studio e Costadilà Agricoltura. Quali valori e quale visione accomunano queste realtà?
“Il nostro modello integra la valorizzazione degli immobili storici — specializzazione principale di Culture Studio — con la produzione di contenuti culturali, quali mostre ed eventi, curati da Art Events. Abbiamo lavorato spesso in dimore storiche fuori dai centri urbani, come ville venete e ville medicee, dove la cura del verde circostante richiedeva un’attenzione pari a quella dedicata agli interni. Da questa esperienza è nata l’esigenza di sviluppare anche una realtà agricola orientata alla salvaguardia del paesaggio, come Costadilà, che si occupa di vigneti storici e di produzione di vino naturale. Abbiamo, ad esempio, la fortuna di occuparci del brolo di Villa dei Vescovi, bene FAI in Veneto. Tutte e tre le realtà condividono quindi una missione comune: tutelare, valorizzare e promuovere il patrimonio italiano nelle sue diverse forme.”
Culture Studio ha maturato una competenza distintiva nella cura e nella gestione di immobili di rilevanza storico–culturale. Quali sono le principali sfide legate a questa specializzazione e come si riflettono sul vostro approccio professionale?
“Le principali sfide riguardano il bilanciamento tra la tutela di immobili che sono veri e propri monumenti e la loro attualizzazione, affinché possano essere sostenibili anche dal punto di vista economico. Culture Studio coniuga una profonda conoscenza del territorio e delle specificità storiche, architettoniche e artistiche degli immobili con un modello di business capace di proporre soluzioni contemporanee, rispettandone l’identità culturale. Grazie a una sensibilità professionale affinata negli anni e alla capacità di interpretare visioni ed esigenze di ogni proprietario, riusciamo a proporre soluzioni realmente su misura, che salvaguardano ciò che rende unico ogni immobile.”
I vostri clienti spaziano dalle gallerie d’arte e dai musei alle istituzioni pubbliche, dai brand del lusso ai privati. Nel 2026 sarete inoltre impegnati in numerosi progetti legati alle Olimpiadi Milano-Cortina. Quali sono, secondo Lei, gli elementi che rendono la vostra realtà così versatile?
“A differenza di altre importanti realtà del settore, il nostro modello nasce deliberatamente poliedrico e presente in più città, ognuna delle quali esprime un proprio ambito di eccellenza: la Biennale a Venezia, il Salone del Mobile e la Fashion Week a Milano. Abbiamo una presenza consolidata sia nella gestione degli immobili storici — i “contenitori” — sia nella produzione di progetti temporanei — i “contenuti”. Gli immobili che gestiamo sono, per loro natura, estremamente versatili e capaci di accogliere identità progettuali molto diverse tra loro, offrendo allo stesso tempo una cornice scenica che arricchisce ogni evento. Questa duplice competenza ci permette di rispondere con efficacia alle esigenze dei nostri clienti, dai brand internazionali alle istituzioni pubbliche.”
Negli anni Lei ha guidato Art Events attraverso trasformazioni significative, accompagnandola in una crescita costante sia a livello nazionale che internazionale. Quali tappe fondamentali intravede per il prossimo anno?
“Nel 2026, oltre ai nostri appuntamenti consolidati come MIART, il Salone del Mobile e la Biennale di Venezia, annunciamo con grande soddisfazione la riapertura della nostra sede a Firenze nel mese di gennaio. Un altro elemento chiave sarà il consolidamento dei rapporti con i clienti internazionali — che rappresentano circa l’80% del nostro portafoglio — attraverso gli eventi dedicati ad Art Basel, ospitati nella nostra sede di Parigi. Siamo inoltre particolarmente orgogliosi dei restauri ai quali abbiamo collaborato nel corso degli anni: alcuni edifici storici da noi seguiti sono stati recentemente restaurati o lo sono tuttora. Nel 2026, grazie all’impegno dei nuovi proprietari, tornerà finalmente a nuova vita uno di questi palazzi che da tempo gestiamo, Ca’ Faccanon.”
In merito alla nuova sede fiorentina: quale visione la guida in questo progetto e quali opportunità intravede per Art Events nel radicarsi in Toscana?
“Pur essendo un’azienda italiana, Art Events ha operato sin dall’inizio all’interno di un contesto fortemente internazionale, producendo eventi di grande risonanza globale. Molti dei nostri progetti milanesi gravitano intorno al mondo della moda; Firenze, oltre a essere un centro culturale di valore inestimabile, rappresenta una naturale estensione di questo settore grazie al ruolo centrale di Pitti. La scelta di radicarci in Toscana mira quindi ad ampliare la nostra presenza in un contesto che coniuga cultura, artigianalità e un ecosistema creativo di respiro internazionale.”
Tra i leader aziendali è sempre più diffusa la scelta di mantenere un equilibrio rigoroso tra lavoro e vita privata. Qual è la sua posizione a riguardo e quale formula personale ha trovato per mantenere l’equilibrio?
“Ho la fortuna di svolgere un lavoro che coincide con la mia passione. Per questo la mia vita professionale si intreccia naturalmente con il tempo libero. Nelle mie abitazioni private ospito residenze d’artista. In tal senso collaboriamo da tempo con il musicista e pittore Davide Urbani, e adesso stiamo curando con grande entusiasmo le prime canzoni mai pubblicate di Paki Zennaro, musicista veneziano dalla carriera importante nella musica per la danza, noto anche per la sua storica collaborazione con Carolyn Carlson.”
In un panorama culturale che spesso si muove per reazione più che per progetto, il lavoro di Filippo Perissinotto offre una direzione chiara: unire tutela e innovazione senza contrapporle, trasformare la memoria in una risorsa operativa e restituire ai luoghi una funzione che sia insieme culturale, economica e sociale. La sua regia, discreta ma determinante, ricompone ciò che altrove rimane frammentato.
Art Events, Culture Studio e Costadilà Agricoltura mostrano quanto questa visione sia concreta: non tre percorsi paralleli, ma un’unica architettura che integra eventi, patrimoni storici e paesaggi. Dalla cura di un vigneto al restauro di un palazzo, dalla programmazione culturale alla definizione di nuovi usi per immobili complessi, tutto concorre a un principio semplice: il patrimonio è una responsabilità che si onora solo costruendogli un futuro.
Con le nuove aperture, le collaborazioni internazionali e l’avvicinarsi degli appuntamenti del 2026, la traiettoria del gruppo sembra puntare verso un’Italia più consapevole delle proprie risorse e più capace di trasformarle in valore. Perissinotto dimostra che la cultura non è un ornamento, ma un sistema vivo che genera identità, prospettive e possibilità. In questa capacità di tenere insieme cura e visione si riconosce la sua firma — e forse anche una via possibile per il Paese che verrà.
Art Events – http://www.art-events.it/
Culture Studio – https://culturestudio.it
