LA BELLA MOSTRA “ORIZZONTI/ROSSO”, UN’ESPLOSIONE DEL ROSSO NELL’ARTE E NELLA MODA PRESSO LO SPAZIO CULTURALE PM23 A ROMA.

Dal 25 maggio al 31 agosto 2025 nella Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti è presente la bella mostra “Orizzonti/Rosso”, una rassegna immersiva che analizza il colore rosso in qualità di linguaggio simbolico e identitario.

Le curatrici sono Anna Coliva, storica direttrice della Galleria Borghese e Pamela Golbin, per anni chief curator del Mad-Musée des Arts Decoratifs di Parigi, insieme hanno eseguito una scenografia caratterizzata da corrispondenze formali e differenze concettuali.

L’esposizione è ospitata nel piano nobile dell’edificio PM23, da poco inaugurato, in precedenza istituto religioso della Propaganda Fide oggi tramutato in spazio espositivo di arte contemporanea e sogni multimediali, un ambiente aperto alla sperimentazione e alla diffusione del patrimonio culturale.

L’intervento architettonico e museografico preserva la sacralità del luogo modificandolo in un’esperienza sensoriale immersiva: il sacro si identifica con il sublime, PM23 si rivela pertanto non soltanto come museo tradizionale ma anche come un ambito ibrido e fluido.

Negando ogni classificazione rigida è un laboratorio curatoriale dove l’alta moda è evocata come manifestazione visiva, sociale e metaforica.

Lo spazio non è né una galleria né un museo ma una piattaforma aperta, un salotto colto in cui arte e moda si relazionano in maniera dinamica e il rosso è materia viva.

La Fondazione nella storica piazza Mignanelli, presso Piazza di Spagna, in cui Valentino creò nel 1960 il suo atelier accoglie l’evento che indaga il rosso come colore e come idioma estetico.

Una lunga storia già dalla preistoria con le grotte del Paleolitico, il rosso è il colore originario per eccellenza, il primo pigmento che l’uomo abbia mai utilizzato e riprodotto prima in pittura e poi nella tintura.

Nel tempo ha conservato la sua forza celebrativa e si è impreziosito di contenuti poetici attraverso emozioni intense e astrazioni come il sentimento, i contrasti, la sensualità e il desiderio.

“E il colore rosso rimarrà negli anni come un marchio di fabbrica, pigmento archetipo sul quale il celebre maestro ha costruito la sua carriera trasformandolo nel segno distintivo della propria identità artistica”, spiega Anna Coliva per anni alla guida della Galleria Borghese e ora curatrice di lusso della FV- Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.

Profondamente legato al mondo della moda e colmo di significato emozionale il rosso esprime il colore proprio della creatività dello stilista, il solo coutierer che eseguì un corpus espressivo distinguibile.

La rassegna presenta cinquanta creazioni che ripercorrono oltre cinque decenni della sua attività, affiancate da trenta capolavori moderni e contemporanei, mostrati per la prima volta a Roma.

Il pubblico è ospitato in un ambiente aperto in cui le iconiche rappresentazioni dialogano in modo armonico con le opere d’arte selezionate.

“Dopo la guerra c’era il desiderio di rinascita, di vitalità e da quell’epoca Valentino individuò il rosso come colore simbolo, con una sua anima, con una sua dimensione emozionale”, illustra Anna Coliva.

Le opere si rapportano con le silhoutte dello stilista, indossate da manichini iperrealistici e modellate con il volto di Natalia Vodianova, musa, top model, amica del maestro. Esse musealizzano la couture e nel contempo la pongono in uno spazio intermedio tra classicismo e contemporaneità.

Nella mostra è evidenziata la totale attenzione ai particolari di Valentino, l’effetto è elevato, stilizzato, replicato e idealizzato.

Esposti anche gli abiti indossati da Elizabeth Taylor, Jackie Kennedy, Julia Roberts, espressione di una eleganza che ha saputo unire classicismo e passione, austerità e lirismo.

Il percorso si apre con la statuetta della Venere di Laspugue di Jeff Koons, con la lastra in acciaio inox “I love Beauty It’s not my fault” dello scultore Joseph, accanto a una tela di Pablo Picasso del 1932.

Un ritratto di un giovane Valentino su sfondo rosso di Andy Warhol (1974)con vicino l’abito Fiesta di seta e tulle con spalle scoperte e gonna a palloncino ornato da rose della collezione haute couture Primavera/Estate del 1959.

Intorno agli abiti capolavori dell’espressionismo astratto come: “Untitled”, 2008 di Cy Twombly, “Concetto Spaziale, il Sole” (1964) di Lucio Fontana, “Les Repos (Marie-Thérèse)”, 1932 di Pablo Picasso, “Rosso Plastica” di Alberto Burri (1963) e “Untitled” di Mark Rothko, 1968.

I quadri di Jean-Michel Basquiat “Untitled”, “In this Case” e “Hammer and Sickle”, 1976 di Andy Warhol, l’opera di Louise Bourgeois “10 AM When You Come to Me”, (2006).

L’ultima composizione, la più recente, ma anche la più melodrammatica è un busto di Francesco Vezzoli che piange lacrime rosso Valentino.

Ancora tra gli artisti nell’evento ricordiamo Clyfford Still, Gerhard Richter, Helen Frankenthaler, Marlène Dumas, accanto a maestri italiani come Afro Basaldella, Agostino Bonalumi, Alighiero Boetti, Luca Capogrosso, e Mario Schifano.

Il pregiato catalogo colmo di immagini di arte contemporanea e alta moda è edito da Officina Libraria.

“La nostra Fondazione nasce dall’amore per la bellezza con la missione di custodirla, promuoverla e trasmetterla alle generazioni future. Crediamo che la bellezza abbia il potere di nobilitare, trasformare e lasciare un segno indelebile nella vita delle persone”, dichiarano Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti.

La rassegna quindi restituisce alla bellezza la sua accessibilità, condivisione, vitalità, un’immagine estetica che erge la moda a metafora universale attraverso l’attrattiva e la raffinatezza.

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