IL BAROCCO DI LECCE

Lecce, centro principale della stupenda penisola salentina, è un autentico gioiello barocco. Lo scrittore e storico tedesco del XIX sec. Ferdinand Gregorovius la definisce addirittura “la Firenze del Barocco”. Splendide chiese e palazzi, dalle facciate riccamente decorate, si susseguono nel centro storico della città costituendo un autentico e peculiare stile: il Barocco leccese. Durante il 600 con la dominazione spagnola, che si affermò su quella aragonese, l’arte assunse nuove forme e si abbandonò l’antica forma classica. Il nuovo stile aveva lo scopo di sorprendere e di stimolare l’immaginazione e la fantasia. La fioritura dell’arte barocca a Lecce avvenne a partire dal 1571, quando con la battaglia di Lepanto, fu definitivamente allontanata la minaccia delle incursioni da parte dei Turchi. Questa corrente artistica, esplose nelle sue caratteristiche più rilevanti ma tuttavia solo nella seconda metà del XVII sec, perdurò per buona parte del 700. Ricordiamo che Lecce, fino alla metà del 500 costituiva una città fortificata raccolta attorno alla mole severa del castello di Carlo V, conobbe pertanto un periodo di intensa crescita. Fu senza dubbio il Vescovo Luigi Pappacoda personaggio chiave di questo sviluppo che, commissionando ai migliori artisti leccesi chiese, edifici e restauri, fece sorgere la nuova Lecce, le cui meraviglie sono pervenute fino ai nostri giorni. Anche i suoi successori commissionarono ai grandi architetti ed artigiani leccesi fini e pregiati lavori architettonici e decorativi. Il Barocco di Lecce è uno stile particolare ed irripetibile, influenzato dal gusto teatrale e spettacolare dell’epoca, ma reso unico dalle caratteristiche della pietra locale, duttile, disponibile ad ogni intaglio, ad ogni arabesco e dotata di un colore caldo, quasi dorato. La pietra leccese venne modellata dagli esperti scultori, artigiani, carpentieri salentini che diedero vita ai complicati trafori, ai ricchi rosoni, alle splendide cornici, ai lussureggianti tripudi di fiori, frutta e puttini che adornano le facciate dei monumenti della città, quasi come fossero dei ricami. Gli elementi plastici nell’accostare elementi vegetali, animali, mitologici e sacri si rifanno a una tradizione medievaleggiante, ora però pervasa da un quasi frenetico vitalismo. Le complesse decorazioni delle facciate delle chiese leccesi restano uno scenografico apparato di superficie, che ammanta gli edifici senza modificarne a fondo le strutture, come avviene invece nel Barocco romano. Manca la drammaticità ma non la piacevolezza nelle facciate del Barocco leccese, simili a grandi dossali d’altare sovraccarichi di ornamentazioni. Grazie al talento di architetti locali come Giuseppe Zimbalo, Giuseppe Cino, Gabriele Riccardi, Francesco Antonio Zimbalo, Gustavo Zimbalo, Cesare Penna, Mauro Manieri ed Emanuele Manieri, Lecce fu appunto arricchita di edifici e palazzi di questo stile. Essa viene anche definita la città delle chiese, infatti i principali promotori, furono proprio i membri del clero. Se ne contano, nel centro storico, più di quaranta tutte bellissime e sfarzosamente decorate. Le opere più importanti sono la basilica di Santa Croce (1548-1646) e il vicino palazzo del Governo, del 600; la scenografica piazza del Duomo su cui si affaccia il Duomo (1659-1670) e il Seminario (1694-1709), nel cui cortile è conservato un pozzo dalla ricca ornamentazione scultorea, opera di Giuseppe Cino e le chiese di Santa Irene, Santa Chiara, San Matteo, del Carmine e di San Giovanni Battista. Altri monumenti barocchi della città sono la chiesa del Gesù, la chiesa delle Alcantarine, palazzo Marrese ecc.. Lecce è senza dubbio una delle perle del sud Italia, essa è arte e cultura, grazie a un centro storico che trasuda bellezza e storia. Ma ricordiamo che la città non è incantevole solo nel suo centro, ma anche nelle sue vicine coste salentine. Spostando lo sguardo oltre i confini cittadini si vede il mare e quelle che sono le splendide marine affacciate sul mare Adriatico e Ionio. Stiamo parlando di 20 km di litorale che va da Torre Rinalda a Torre Chianca, da San Cataldo a Frigole, un alternanza di spiagge con sabbia finissima, tratti rocciosi a picco sul mare, grotte naturali e numerosi bellissimi fondali marini. Quindi non solo bellezza cittadina, ma un mare e delle spiagge tutte da scoprire. Lecce tra le città della Puglia è quella che registra il maggior numero di arrivi e presenze turistiche, seconda solo a Napoli nell’Italia peninsulare del sud. Per confermare la bellezza, l’incanto, e il senso del fascino e della magia che emana la città salentina, si deve tornare ai poeti stranieri come al francese Paul Bourget che visitando Lecce, vide nel Barocco “fantasia lieve, folle eleganza e grazia felice”.

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