“Hokusai, Hiroshige, Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia”: alla Pinacoteca Agnelli di Torino arriva l’arte dei grandi maestri orientali

La Pinacoteca Agnelli di Torino, fino al 16 febbraio 2020, ospita la mostra “Hokusai, Hiroshige, Hasui. Viaggio nel Giappone che cambia”. La curatela è di Rossella Menegazzo, docente di Storia dell’Arte dell’Asia Orientale all’Università di Milano, e Sarah E. Thompson, curatrice del Boston Museum of Fine Arts; l’esposizione è organizzata dalla Pinacoteca Agnelli insieme al Museum of Fine Arts e MondoMostre. Main partner è FIAT.

La mostra ripercorre le grandi trasformazioni subite dal Giappone agli inizi dell’Ottocento, quando l’apertura ai commerci con l’Occidente rende la Terra del Sol Levante un luogo in totale fermento, tanto da un punto di vista sociale e politico quanto da uno artistico. In questi anni, la grande produzione del Mondo Fluttuante (ukiyoe) arriva in Europa, dove verrà apprezzata e presa a modello da alcuni tra i principali maestri dell’epoca, tra cui Van Gogh.

Katsushika Hokusai e Utagawa Hiroshige – i principali esponenti della produzione ukiyoe – sono gli illustri protagonisti della mostra torinese insieme a Kawase Hasui, rappresentante del movimento “nuove stampe” (shin hanga), il cui merito fu quello di trapiantare la silografia policroma dei due maestri anche nelle epoche Meiji (1868-1912), Taishō (1912-1926) e parte della Shōwa. Il Mondo Fluttuante più “classico” di Hokusai e Hiroshige viene messo a confronto con quello moderno e nostalgico di Hasui, dando conto dell’estrema continuità – pure nella diversità – che ha caratterizzato l’ukiyoe negli anni.

Ben 100 sono le silografie in mostra, organizzate in 4 sezioni tematiche capaci di trasportare il pubblico in un viaggio esperienziale tra i paesaggi e le vedute suggestive e naturalistiche del Giappone. Come Monet, Van Gogh e molti altri prima, il visitatore potrà assaporare l’incanto di trovarsi di fronte alle opere dei maestri che hanno reso “grande” il Mondo Fluttuante, rendendolo immortale, come la proliferazione dei manga nipponici dimostra.

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