IL GRUPPO CR DI PADRE IN FIGLIO UNA STORIA DI FAMIGLIA TRA IMPRENDITORIA E IMPEGNO SOCIALE

La storia del Gruppo CR comincia con Claudio Ribeca – il presidente dell’azienda dalle cui iniziali quest’ultima prende il nome – che nella Roma degli anni ’70 eredita dal padre un piccolo negozio di alimentari. Proveniente da tutt’altro mondo – quello delle corse motociclistiche – Ribeca accettò comunque di mettersi in gioco in questo settore e con il tempo compì i primi, significativi passi in avanti: dapprima con l’apertura di un nuovo e più ampio punto vendita e poi soprattutto, a circa 15 anni dall’inizio della sua nuova esperienza e anche grazie all’aiuto di un socio come Giancarlo Luciani – che in seguito sarebbe diventato il principale partner in Italia di GS/CARREFOUR – con l’inaugurazione, nel 1987, del primo supermercato, che proiettò quindi il Gruppo CR nel contesto della grande distribuzione al dettaglio.

Qualche anno dopo, nel 1990, in coincidenza con l’apertura del secondo supermercato, a Ribeca si affianca un nuovo socio, Secondo Zandri, la cui collaborazione è stata decisiva non solo per imprimere al Gruppo CR quella accelerazione che lo ha portato ad essere una delle più importanti catene private di supermercati della Regione Lazio, ma anche per differenziare molto l’offerta al consumatore della società, che oggi si articola in 11 supermercati a marchio Conad, un punto vendita UPIM, 2 Pet Store anch’essi sotto l’insegna Conad e le 5 sedi del Bar – Tavola Calda Cookery.

Proprio quest’ultimo marchio merita una menzione particolare, anche per ragioni che si vedranno più avanti: nato tra il 2015 e il 2016 all’interno del centro commerciale romano “Domus”, Cookery – dal termine inglese per “arte culinaria” – era stato inizialmente pensato come punto di ristoro all’interno del centro commerciale medesimo, ma ben presto si è trasformato in un autentico centro di produzione, in cui quotidianamente vengono realizzati prodotti di panetteria, pasticceria e caseari distribuiti nei punti vendita del Gruppo.La terza figura, accanto a Claudio Ribeca e Secondo Zandri, che oggi guida il Gruppo CR, è Edoardo Ribeca, figlio di Claudio, amministratore delegato della società e ispiratore dell’apertura della società al mondo della birra. Diplomato sommelier presso l’AIS (Associazione Italiana Sommelier), nel 2015 Edoardo è stato, con il suo amico di una vita Giovanni Faenza, fondatore del Ritual Lab, azienda produttrice di birra nata a partire da un’intuizione dello stesso Faenza, che a partire dal 2011 aveva iniziato con un proprio impianto, denominato proprio Ritual Lab, a fare birra per conto terzi. Il birrificio, accanto alla produzione e distribuzione di prodotti conl’omonimo marchio, ha anche sviluppato un brand – Birra artigianale romana – dedicato esclusivamente ai 11 punti vendita del Gruppo.

Come detto, Edoardo è oggi tra le guide del Gruppo CR ed è stato proprio in questa veste che, lo scorso 15 luglio, ha presenziato all’apertura di una sede speciale della tavola calda di Cookery all’interno della Terza Casa Circondariale del penitenziario romano di Rebibbia. Nato nel contesto del progetto “Ricomincio da 3” – a sua volta frutto della collaborazione tra la direzione dell’istituto di pena e l’azienda dei Ribeca – questo peculiare laboratorio di Cookery permette a coloro che vi prendono parte di reinserirsi nel lavoro e, quindi nella società, producendo pane, lievitati e altri prodotti di gastronomia. Negli stessi giorni in cui arrivano notizie drammatiche sulle condizioni di vita dei detenuti in alcune carceri italiane, un progetto come questo vuole al contrario dare, nelle parole di Edoardo Ribeca, «la possibilità di far rinascere chi ha sbagliato, di farlo reinserire nel mondo del lavoro e produrre qualcosa di cui essere soddisfatto», pienamente in linea, si può aggiungere, con la funzione rieducativa della pena di cui parla la nostra Costituzione.

Quanto infine all’Edoardo Ribeca imprenditore, lui stesso ammette di essere animato, in egual misura, da un fortissimo senso di responsabilità – anche sociale, come traspare dal progetto di Rebibbia ma anche dall’impegno contro lo spreco alimentare portato avanti, pur con le inevitabili difficoltà, negli 11 supermercati del Gruppo – e da quella giusta dose di paura che permette – sono le sue parole – «di rimettersi in discussione, vedere i propri sbagli e imparare, andare avanti, crescere e migliorare ogni giorno». Ugualmente fondamentale per lui la figura del padre Claudio Ribeca, di cui porta avanti l’opera imprenditoriale e al quale si dichiara grato per avergli trasmesso quei valori – «l’onesta, la lealtà, l’umiltà, l’importanza della parola data» – su cui si fondano la loro famiglia e la loro azienda.

Related Posts

di
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares