GRAN BUDAPEST HOTEL

In questo articolo voglio parlarvi di un regista – Wes Anderson – ma soprattutto soffermarmi sul suo stile , che per me si afferma molto bene in quella che è la pellicola del film DI Gran Budapest Hotel , un film che non guardo da anni ma che , visto la prima volta, mi ha lasciato un gusto piacevole di cinema originale e bizzarro , anche a tratti, fatto di “inquadramenti” diversi nella propria storia e sviluppo !

-Lo stile di Anderson qui si riconosce per i suoi tratti surreali e nel creare ambientazioni fuori dal comune , un vero eclettico- Anderson capace di regalare suggestioni con i suoi racconti, modi di muovere la telecamera , -soqquadro potrebbe identificare il suo modo di lavorare .

 

Gli spiriti gemelli di Ernst Lubitsch e Stefan Zweig aleggiano benevolmente su Gran Budapest Hotel , visione intricata e barocca del mondo mitteleuropeo prima delle guerre mondiali come probabilmente non è mai stato (tranne che nella mente degli scrittori ) , Wes Anderson ha sempre lottato per ideare propri universi alternativi , Questa è la piu’ completa fabbricazione , un guizzo di barocco unito l’ironia e la surreale metafora del incontro del film con la fantasia .

L’azione ha come epicentro l’hotel del titolo , un tempo dimora lussuosa dell’élite europee , ora deceduto , e il suo eccentrico , concierge Monsieur Gustave (Ralph Fiennes). LA narrazione si serve di molteplici flashback , mediante i quali veniamo a sapere che Gustave ha ricevuto da un ospite molto cara dell’albergo , Madame D (Tilda Swinton ) , un quadro prezioso ,e in seguito alla sua morte tutti i suoi beni . Gustave si è quindi scontrato col figlio della donna , che l’ha accusato di averla assassinata e l’ha fatto finire in prigione .Sarà il giovane collaboratore Zero (Tony Revolori ) ,facchino neoassunto dell’hotel ,ad aiutarlo .

 

Gran Budapest Hotel è una commedia stilizzata intrisa di malinconia , un melodramma che non si fa mancare proprio nulla ; aristocratici assassinati , testamenti contestati , evasioni dal carcere, inseguimenti lungo piste da sci , gatti defenestrati , vedove insoddisfatte e una segreta confraternita di maître d’hotel . Coloro che ancora non sono cinicamente legati al realismo ,e che sono pronti a soccombere al fascino del cinema di Anderson e del suo auto senso del design ,al suo tono beffardo e al suo passo esilarante , troveranno il flm un esperienza inaspettata , commovente.

Girato in tre diversi formati cinematografici , per differenziare i tempi principali in cui si svolge la vicenda ,Anderson dispiega un cast di stelle , che grazie alla loro interpretazione lasciano piu’ classe e gusto a un film gia per le scenografie di Anderson molto piacevole e curioso sotto molto punti di vista anche a tratti misterioso , giallo e rocambolesco ! per chi ama lo stile di Anderson a mio parere il piu’ riuscito perché l’atmosfera teatrale dell’hotel gli concede tutti gli aspetti- per metterci dentro elementi suggestivi e unici che possono far amare ancora di piu’ la pellicola!

ETEROGENEO

MALINCONICO

SURREALE

BAROCCO

CURIOSO

INTRIGANTE

 

In conclusione la pellicola ci rimanda una storia proiettata in tanti avvenimenti , comici da diverse inquadrature , spiazzanti e nell’atmosfera a tratti nostalgici , il cameriere , le luci , il colore , le inquadrature , i flashback , il tono incalzante la fanno sembrare una suggestiva e sincopatici avvicinamenti  , proprio come potrebbero essere scene teatrali che si susseguono fino allo svelamento degli accadimenti .

Importante è anche il gusto e la scelta di personalità così caratterizzate dovuto anche alla scelta dei costumi e come dicevamo già in precedenza dalla scenografia .

 

UN GUSTO RAFFINATO DI SUGGESTIONE FUORI DAL COMUNE , UN BIZZARRO RACCONTO !

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