“Dobbiamo tenere accesa la fiaccola della speranza che ci è stata donata, e fare di tutto perché ognuno riacquisti la forza e la certezza di guardare al futuro con animo aperto, cuore fiducioso e mente lungimirante. Il prossimo Giubileo potrà favorire molto la ricomposizione di un clima di speranza e di fiducia, come segno di una rinnovata rinascita di cui tutti sentiamo l’urgenza”. Papa Francesco
Il Giubileo conosciuto anche come Anno Santo è un evento eccezionale e solenne della chiesa cattolica che si compie ogni 25 anni.
Il Giubileo 2025 è il ventisettesimo Giubileo universale ordinario della storia della Chiesa e il secondo Giubileo universale inaugurato da papa Francesco dopo quello straordinario del 2015.![]()
Inizia il 24 dicembre 2024 con l’apertura della Porta Santa della basilica di San Pietro in Vaticano, il 29 dicembre la porta della basilica lateranense, l’1 gennaio 2025 quella della Basilica di Santa Maria Maggiore e infine il 5 gennaio è stata aperta la porta della basilica di San Paolo fuori le mura e termina il 6 gennaio 2026.
L‘apertura della Porta Santa nel carcere di Rebibbia manifesta l’importanza della partecipazione degli uomini in un cammino di fede senza estromettere chi vive ai limiti della società.
Lungo tale periodo vi sono molteplici appuntamenti, pellegrinaggi e percorsi giubilari e vari momenti di preghiera, questo Giubileo è anche un invito alla solidarietà e alla giustizia sociale.
Il primo Giubileo della storia fu creato nel 1300 dal pontefice Bonifacio VIII. Fu un evento di livello storico così rilevante che Dante Alighieri attuò il percorso della Divina Commedia tra Inferno, Purgatorio e Paradiso esattamente nell’aprile dello stesso anno.
Infatti dopo questa data il Giubileo diventa una tradizione propria della Chiesa cattolica, inizialmente era realizzato una volta ogni 100 anni, nel 1343 papa Clemente VI lo portò a 50.
Nel 1389, Urbano VI diminuì ulteriormente il tempo facendolo coincidere con gli anni di vita terrena di Gesù, cioè 33, dal 1470 Paolo II decretò che esso dovesse essere costituito una volta ogni 25 anni, regola ancora attuale.
Eccezionalmente nel 1933, Pio XI decretò un anno santo per l’anniversario della Redenzione, mentre nel 2025 papa Francesco indisse l’anno della Misericordia. Il successivo è previsto nel 2050.
Pertanto durante tale Giubileo i pellegrini hanno l’occasione di visitare alcuni dei luoghi più iconici della cristianità tra cui la maestosa basilica di San Pietro: la parte vitale del cattolicesimo e ambito della tomba dell’apostolo Pietro.
L’immagine della Basilica Vaticana spicca sul limitare della via della Conciliazione, la cupola michelangiolesca si erge nel cielo con la sua possente forma.
La sua maestosità ci emoziona con la sua duplice realtà, imponente veste esteriore e l’alto contenuto spirituale, il più elevato tempio della cristianità edificato sulla tomba del Principe degli Apostoli oltre che racchiudere inestimabili tesori artistici concentra in sé venti secoli di storia.
La monumentale struttura del tempio è coronato dalla cupola, dal corpo centrale sono protesi due colonnati come grandiose braccia che con il loro andamento sembrano schiudersi per stringersi in un unione di amore e umanità.
Vi sono stati errori colossali nel passato che diminuiscono l’effetto d’insieme della piazza San Pietro, nell’epoca fascista l’apertura della troppo ampia e architettonicamente disordinata di via della Conciliazione riduce l’effetto spettacolare e scenografico della visione improvvisa del grande spazio.
Infatti Gian Lorenzo Bernini aveva creato un suggestivo gioco prospettico, un sorprendente itinerario che accompagnava lo spettatore dalle anguste e articolate strade della Spina di Borgo alla imponente piazza. Ancora l’allungamento del braccio di San Pietro allontana e nasconde la sua cupola.
Ciò nonostante nulla al mondo ci entusiasma e ci appassiona quanto l’arrivo in questa enorme ellisse costituita da moltissime colonne e da numerose statue attraverso il suo fascino unico e profondo.
La piazza fu ideata dall’architetto barocco nel 1656, su commissione di Alessandro VII. Il doppio colonnato è formato da 286 colonne e 288 pilastri di travertino coperto da volta e sormontato da 162 statue di santi e grandi stemmi chigiani del papa.
L’obelisco presente è realizzato in granito rosso, è composto da quattro leoni bronzei e con la croce raggiunge quasi i 40 metri. Esso è di origine egizia e proviene secondo Plinio dalla città di Eliopoli, giunse nell’Urbe tramite Caligola nel 40 ed è posto sulla spina del circo di Nerone.
Nel 1586 Sisto V decretò che fosse posizionato nel centro della piazza, dandone mandato a Domenico Fontana. Le eccelse fontane non sono della medesima età, quella di destra è un lavoro di Carlo Maderno e fu attuata durante il pontificato di Sisto V, l’altra fu creata dal Bernini per volere di Alessandro VII.
L’origine della basilica è dell’epoca costantiniana. Sulla tomba di San Pietro il papa Anacleto fece costruire un piccolo oratorio che fu poi circondato dalle tombe dei successori di Pietro del primo e del secondo secolo. Su esso Costantino creò la prima chiesa che fu consacrata da Silvestro nel 324.
Era una basilica a cinque navate con un quadriportico colma di mosaici e di monumenti. Nel XV secolo fu stabilita la sua riedificazione da Nicolò V, Bernardo Rossellino fu incaricato della sua attuazione che però non vi fu per la scomparsa del pontefice.
Successivamente Giulio II Commissionò al Bramante la creazione di un organismo totalmente nuovo e nell’aprile del 1506 pose solennemente la prima pietra della nuova basilica.
Il suo progetto era a croce greca con una grande cupola centrale contornata da quattro cupole minori, ma la morte dell’artista avutasi nel 1514 arrestò di nuovo la costruzione.
Leone X affidò il lavoro a Giuliano da San Gallo, a Raffaello Sanzio e a Baldassarre Peruzzi, il progetto mediante varie fasi era sottoposto spesso a trasformazioni sostanziali: la croce greca fu tramutata in croce latina e viceversa.
Dopo Leone X i lavori si interruppero ancora fino al pontificato di Paolo III il quale affidò la direzione a Michelangelo riprendendo l’originaria concezione della croce greca. Egli ideò la cupola a doppia volta modificando la facciata e sostituendo le colonne con i piloni.
Dopo la morte di Michelangelo l’esecuzione della chiesa fu affidata al Vignola, a Pirro Ligorio, a Giacomo Della Porta e a Domenico Fontana, ma Paolo V infine decise di riprendere l’antico progetto della croce latina e diede incarico a Carlo Maderno di allungare il braccio inferiore della basilica.
Nacquero le ultime tre cappelle per lato e il prospetto (1607-1614) che furono eretti dall’architetto. Egli successe a Gian Lorenzo Bernini completando la grande opera.
San Pietro è uno dei più grandi edifici nel mondo, e può contenere 60.000 fedeli. Lungo le navate presso i 45 altari e nelle 11 cappelle che si aprono al suo interno sono presenti molti capolavori di inestimabile valore storico e artistico.
L’immenso spazio è determinato da tre navate per mezzo di robusti pilastri sui quali si aprono archi a tutto sesto, la sua superficie calpestabile è di 15.160 metri quadrati.
La navata centrale è coperta da una vasta volta a botte e culmina oltre la cupola e dietro al colossale Baldacchino di San Pietro, nella maestosa cattedra.
Nel mezzo della insigne costruzione quindi si erge il baldacchino di Gian Lorenzo Bernini inaugurato il 28 giugno 1633 da Urbano VIII, con stemmi nelle basi delle colonne.
L’organismo è un monumentale ciborio barocco posizionato sopra l’altare maggiore, al centro della basilica sotto la cupola sovrastante il luogo del sepolcro del santo.
“Sorgono scintillando per l’ombra le quattro colonne che nel pagano bronzo torse il Bernini a spire”. Gabriele D’Annunzio, in San Pietro, da Elegie Romane.
Le rappresentative colonne tortili alte 11 metri hanno capitelli composti e alti basamenti in pietra.
La spinta ascensionale delle colonne a spirale e i drappi in bronzo che sembrano sventolare sfiorate dalla brezza danno all’insieme un senso di dinamismo e di leggerezza.
La struttura è il prodotto di un lavoro di cantiere collettivo che vide coinvolti Francesco Borromini suo assistente per la parte architettonica e altri artisti celebri.
I due architetti ebbero forti contrasti, Borromini che inizialmente lavorava come aiutante si sentiva sottovalutato, avendo uno stipendio molto più basso.
Egli contribuì significativamente al progetto ad esempio con l’idea delle volute “a dorso di delfino”, ma Bernini se ne assunse tutto il merito.
Le divergenze personali sfociarono in veri e propri scontri, Borromini lasciò il cantiere nel 1634 segnando l’inizio della sua favolosa carriera indipendente.
Furono purtroppo evidenziate le differenze di riconoscimento, compenso e visibilità artistica.
Il Giubileo 2025 è un messaggio potente che invita a realizzare un mondo più sincero e unanime fondato sul perdono e la riconciliazione.
Non è solo un evento religioso ma una celebrazione di fede e umanità, un messaggio cristiano e un invito rivolto a tutti i credenti per un mondo più aperto, accogliente e fraterno.
Roma con la sua stupefacente bellezza e il suo significato universale è il cuore di questa manifestazione di fede, speranza e amore.