Giordano Bruno Guerri e il suo ruolo di presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani

Giordano Bruno Guerri ci racconta il suo ruolo di presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani. Un museo, ma anche un’azienda dal valore inestimabile, dove si conserva la memoria di Gabriele d’Annunzio. L’incontro del presidente Guerri con d’Annunzio avviene all’università, quando, scrivendo una tesi su Giuseppe Bottai, si imbatte in alcune lettere sul poeta. Visita così gli archivi e la casa del Vittoriale, non ancora aperta al pubblico. Solo 35 anni dopo scrive il libro “d’Annunzio l’amante guerriero”, che lo porta alla Presidenza della Fondazione Vittoriale degli Italiani. Giordano Bruno Guerri e il suo ruolo di presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani Di d’Annunzio, Guerri ammira il genio rinascimentale, i suoi infiniti interessi. Il suo essere ammodernatore e anticipatore di idee e riti. Le sue sentenze esplosive e indelebili.  Tra queste, soprattutto “Bisogna conservare ad ogni costo intiera la libertà, fin nell’ebrezza” e “Non chi più soffre ma chi più gode conosce”. Un’indole innovatrice che fin da subito è stata oggetto di innumerevoli e fuorvianti pregiudizi. Come presidente, Guerri prova profonda gioia nel contribuire alla custodia del patrimonio inestimabile del Vittoriale. Il luogo in cui l’anima del poeta guerriero continua a vivere. Ma oltre ad essere un museo, che conserva un archivio e una biblioteca con oggetti di valore, il Vittoriale è anche un’azienda che dà lavoro a centinaia di persone. Ogni stanza ha un suo perché, una propria inconfondibile magia. Così come il suo parco di 10 ettari, nominato Parco più bello d’Italia nel 2012. Un luogo in cui il tempo si è fermato a quel primo marzo 1938, giorno in cui d’Annunzio si spenge. Per legge infatti nulla può essere spostato. Visitare il Vittoriale vuol dire quindi viaggiare nel passato ed entrare in contatto diretto, ancora oggi, con uno dei più grandi poeti, pensatori, uomini della nostra storia.

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