“FAUSTO PIRANDELLO. LA MAGIA DEL QUOTIDIANO”, LA BELLA MOSTRA PRESSO L’ACCADEMIA DI SAN LUCA.

“Fausto Pirandello. La magia del quotidiano”, la bella retrospettiva presso l’Accademia di San Luca, visitabile dal 19 dicembre al 28 febbraio 2026, è curata da Fabio Benzi e Flavia Matitti.

Nel cinquantenario della morte del Maestro, uno degli interpreti più rappresentativi a livello artistico del Novecento, l’Accademia di San Luca di Roma e il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento hanno presentato trenta dipinti circa e un nucleo di opere su carta.

Le composizioni ubicate nelle sale al piano terra rappresentano i suoi esordi degli anni Venti caratterizzate da un sorprendente realismo.

Il percorso continua con capolavori del periodo parigino, 1928-1930, attraverso suggestioni surrealiste e atmosfere enigmatiche e le splendide opere degli anni Trenta.

Esposti poi lavori del periodo del dopoguerra determinati da una innovazione delle forme e del colore e, nello spazio del primo piano, opere su carta e un Autoritratto che rivelano un intenso impatto plastico e drammatico.

Fausto Pirandello, figlio del celebre drammaturgo e premio Nobel Luigi Pirandello, avente una preparazione romana e parigina, ebbe un rapporto profondo con la Sicilia, nei suoi lavori sono insiti impeti di luce e di colori caldi bruciati dalla terra e dall’azzurro splendente del mare.

Territorio speciale del Maestro è il paese Anticoli Corrado della Valle dell’Aniene, con il suo primo studio di pittura dove conobbe la modella Pompilia D’Aprile, che diverrà nel 1927 la sua consorte.

In quel periodo crea alcuni nudi mostrati nella prima sala di eccezionale e duro realismo.

Lo spazio ospita anche opere: Donne con salamandra e Composizione, eseguite durante la sua permanenza nella capitale francese, 1928-1930, nel momento in cui il pittore si relaziona con Cézanne, Picasso, Braque, i Surrealisti e gli “Italiens de Paris”, includendo in esse componenti di surrealtà.

Nel 1939 ha di nuovo una sala personale alla terza Quadriennale di arte di Roma e ottiene come già nell’edizione passata il terzo premio con rappresentazioni che sembrano permeate da tensioni e incertezze metafisiche, come Testa di bambola colme di sensazioni di incombenti sventure e La tempesta, tra le più rilevanti opere di quell’età.

Nel 1940, nella Biennale d’arte di Venezia, evento in cui Pirandello è attivo fin dal 1926, espone anche fra l’altro Bagnanti capolavoro determinato da stupefacenti apocalittiche spiagge, idioma di una umanità primordiale lasciata al proprio destino, in un’ambientazione ostile e inospitale.

Nell’altro quadro Bagnanti, sempre presente in tale ambito, 1941, “le donne che si spogliano sembrano volersi togliere di dosso, col camice, il peso di un peccato o di un rimorso”. Fortunato Bellonzi, scrittore, critico d’arte e saggista italiano.

Della serie Bagnanti sono presenti i tre insigni esemplari di grande formato.

Nel primo piano una piccola e raffinata selezione di opere su carta.

Il lavoro più antico è un Autoritratto, 1921, inciso con la tecnica dell’acquaforte. I disegni sono attuati con svariate tecniche dell’acquarello alla sanguigna, al pastello distintivi dello stile del Maestro.

Nelle composizioni su carta si manifestano le riflessioni, le mutazioni e le sperimentazioni formali in uno studio e analisi di contenuti e linguaggi espressivi.

I dipinti sono disposti accanto a Autoritratto assorto, 1948, dove Fausto Pirandello sembra meditare sul senso stesso di creare arte.

Asseriva in un suo appunto autobiografico: “Seguito a cercar di capire che cosa sia la pittura e perché bisogna farne”.

Egli nasce a Roma il 17 giugno 1899, figlio dell’autorevole scrittore Luigi Pirandello, fu in grado di ripercorrere con originalità il realismo esistenziale dei suoi inizi al veemente lessico astratto-concreto del dopoguerra.

Con la significativa rassegna del 1976 nell’Urbe, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e oltre alle molteplici retrospettive in Italia e all’estero, tra Palazzo delle Esposizioni, Roma 1999, Estorick Collection, Londra 2015 e recentemente Mart-Museo di arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Rovereto 2023, e l’Istituto Italiano di Cultura, Parigi 2025, l’ultima mostra pubblica nella Capitale è del 2010, sempre nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Il Maestro si spegne nel novembre del 1975, l’anno successivo la Galleria d’Arte Nazionale Moderna gli dedica una magnificente rassegna come riconoscimento del suo prestigio e considerazione nell’arte italiana del secolo scorso.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito dall’Accademia Nazionale di San Luca.

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