Dvid Lachapelle: Il FELLINI DELLA FOTOGRAFIA

Dvid Lachapelle: Il FELLINI DELLA FOTOGRAFIA

Roma: la Galleria Mucciaccia ospita l’ esposizione di 34 opere dell’ artista David Lachapelle.

Questa è situata nel centro di Roma a pochi metri da piazza di Spagna ed è gratuitamente aperta al pubblico , le pareti bianche dell’ edificio si sono accese con i vivaci e brillanti colori delle opere dell’ artista Newyorkese.

Lachapelle nasce a l’ 11 marzo 1963 negli stati Uniti , è un’ artista molto influente nei campi della moda, della pubblicità e nell’ arte.

Il suo stile è unico , originale ed eccentrico contraddistinto da colori vivaci , richiami all’ arte Rinascimentale e ricco di simbolismi. Con le sue opere sottolinea la disarmante critica alla società dei consumi .

Piano 1 . Sala 1

Nella prima zona della galleria sono esposte le seguenti opere:

-Miley Cyrus Solitary

– Awakened: Ruth. Los Angeles

-Rape of America. Los Angeles 2009

-Behold Hawaii 2017

-American Jesus: hold me, carry me boldly.

Quest’ ultimo si rifà alla pietà di Michelangelo . Sono raffigurati Michael Jackson e Gesù come fossero la Madonna che sorregge il corpo del figlio in braccio . I colori sono molto saturi , sullo sfondo si eleva un paesaggio naturale . Egli bilancia due letture : quella “classica” da un lato dove si rifà a gli artisti Italiani del Rinascimento, da lui molto amati, e la lettura “moderna” dall’ altro.

La simbologia è forte anche in questo caso; l’America accusa Michael Jackson , lo porta in tribunale tutto ciò per David è ingiusto . Quella del cantante pop è una grande perdita per il popolo Statunitense, in quanto, per Lachapelle, egli era un uomo onesto che ha dato molto più di quanto non ha ricevuto, per questo diviene per lui un idolo .

Cosi, procedendo in senso ordinato nella galleria, ci imbattiamo in altri due quadretti del 2009 che lo raffigurano :

– Beatification: I’ ll Never Let Your Part for You’re Always in My Heart.

-Archangel Michael: And No Message Could Have Been Any Clearer.

Anche qui sono padroni i colori brillanti e la simbologia che si rifà all’ arte rinascimentale , l’ arcangelo “Michael” che schiaccia il diavolo , a terra giace una spada . Sono anche i contrasti tra colori chiari e colori scuri che danno risalto al dualismo tra bene e male .

Unica opera in bianco e nero dell’ esposizione è Good News for Modern Man. (1984)

Di dimensioni non irrilevanti nell’ ultima sala del primo piano abbiamo “Rebirth of Venus”, l’ opera si rifà alla venere di Botticelli, egli scelse la nobildonna Simonetta Vespucci , in questo caso il fotografo scelse a sua volta una modella (Hana Soukupova) da lui considerata bellissima. Il set non è in questo caso mediterraneo bensì tropicale .

Scendendo le scale si aprono altre sale e siamo subito accolti dai forti toni elaborati in digitale di :“A New World” e “Lost and Found”.

Un’ altra sala è dedicata alle fotografie appartenenti al circolo GAS STATION and LAND SCAPE nei quali ricostruisce modelli di impianti petroliferi e stazioni di rifornimento in scala .

Siamo nell’ ultima sala della Galleria Mucciaccia , qui ad accoglierci è l’ opera in maxi formato “ After the deluge” ispirata alla cappella sistina. Si respira un’ atmosfera apocalittica , il concetto chiave è quello della tragedia e dell’ abbandono . Tutto è molto netto , la totale assenza di chiaro scuri , la forte messa a fuoco che da un senso di appiattimento .

La mostra si conclude , 30 anni di fotografie dell’ artista definito “artista al limite” denunciano una questione sociale vittima delle ossessioni contemporanee , del rapporto con il superfluo, schiavo dell’ esigenza di apparire. I personaggi da lui più rappresentati sono proprio quelli dello star system .

Related Posts

di
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares