Il percorso di ViroStatics nasce lontano dai riflettori, in quell’area di confine in cui la ricerca scientifica incontra la necessità di trovare applicazioni concrete, misurabili, capaci di incidere realmente sulla vita delle persone. È una storia che si sviluppa tra laboratori, università, centri di ricerca internazionali e territori periferici solo in apparenza, ma centrali per visione e qualità delle competenze. Una storia che prende forma negli Stati Uniti attraversa l’Italia accademica e approda in Sardegna, dove oggi l’azienda ha trovato il proprio baricentro operativo e scientifico, costruendo nel tempo un’identità solida e riconoscibile, lontana da logiche effimere e da narrazioni semplificate.
ViroStatics Srl è una realtà privata di ricerca biofarmaceutica attiva nello sviluppo di nuovi composti terapeutici e nei servizi avanzati di testing virologico e immunologico. La sua identità si è definita progressivamente intorno a un’idea precisa di scienza, intesa come pratica rigorosa, interdisciplinare e responsabile, capace di dialogare con il mondo clinico e industriale senza rinunciare alla libertà dell’indagine e alla qualità del metodo. Alla base di questo percorso c’è la convinzione che le grandi innovazioni non nascano necessariamente dai grandi numeri, ma dalla continuità del lavoro, dalla coerenza delle scelte e dalla capacità di mantenere uno sguardo lungo anche nei momenti più complessi, quando i risultati tardano ad arrivare e la ricerca chiede tempo, pazienza e visione.
L’azienda affonda le proprie radici nel Research Institute for Genetic and Human Therapy, istituto statunitense fondato negli anni Novanta e punto di riferimento per la ricerca in ambito genetico e immunologico. Da quel contesto prende avvio un progetto che, passando per il Policlinico San Matteo di Pavia, si struttura progressivamente fino a trovare una sede stabile presso il centro di Porto Conte Ricerche, ad Alghero, all’interno del parco scientifico e tecnologico sostenuto da Sardegna Ricerche. È qui che le diverse traiettorie scientifiche, istituzionali e territoriali si ricompongono, dando vita a una realtà capace di coniugare respiro internazionale e radicamento locale, inserendosi in un ecosistema che favorisce contaminazioni virtuose tra ricerca pubblica e iniziativa privata.
A guidare questo percorso è il Dottor Franco Lori, medico e ricercatore con una formazione costruita tra l’Università di Parma e l’Università di Pavia, e un’esperienza scientifica maturata in contesti internazionali di primo piano. Dopo gli studi in Italia, la sua attività di ricerca si è sviluppata negli Stati Uniti, dove ha lavorato come Senior Investigator presso il National Cancer Institute, nel laboratorio di biologia delle cellule tumorali, entrando in contatto con alcune delle più avanzate linee di ricerca in ambito oncologico e virologico. È in questi anni che prende forma un approccio scientifico fondato sul dialogo costante tra ricerca di base, applicazione clinica e sviluppo terapeutico.
Nel corso della sua carriera, il dottor Lori ha contribuito in modo significativo alla nascita e alla crescita di più realtà biotecnologiche, affermandosi come figura capace di muoversi con naturalezza tra laboratorio, strategia scientifica e governance della ricerca. Nel 1994 è tra i fondatori del Research Institute for Genetic and Human Therapy, istituto statunitense dedicato allo studio delle terapie genetiche e immunologiche, esperienza dalla quale prenderà forma anche il progetto ViroStatics. Il suo profilo è quello di uno scienziato-imprenditore che ha scelto di investire nella continuità del metodo e nella costruzione di strutture di ricerca indipendenti, piuttosto che inseguire traiettorie di breve periodo.
La sua attività scientifica è documentata da oltre cento pubblicazioni internazionali peer‑reviewed e da numerosi brevetti, a testimonianza di un lavoro che ha prodotto conoscenza, ma anche soluzioni potenzialmente trasferibili nella pratica clinica. Nel 2000, per i risultati ottenuti nel campo della terapia contro l’HIV, gli è stato attribuito il riconoscimento internazionale di “Hero in Medicine”, un passaggio che segna simbolicamente l’incontro tra ricerca avanzata e impatto concreto sulla vita dei pazienti. Negli anni più recenti, questo percorso è stato ulteriormente riconosciuto anche in ambito nazionale, con premi che hanno valorizzato l’impegno scientifico e imprenditoriale orientato alla salute pubblica.
All’interno di ViroStatics, il dott. Lori ha progressivamente assunto il ruolo di guida scientifica e strategica, mantenendo una visione che mette al centro la responsabilità del fare ricerca. Una visione che non separa mai l’innovazione dall’etica del metodo, e che considera il tempo come una risorsa imprescindibile per produrre risultati solidi, verificabili e duraturi. È in questa postura, più che in una singola scoperta, che si riconosce la cifra di un percorso professionale costruito sull’equilibrio tra ambizione scientifica e senso della misura.
ViroStatics viene fondata nel 2005 con una missione iniziale fortemente orientata alla virologia, in particolare allo sviluppo di strategie terapeutiche contro l’HIV. L’esperienza maturata in questo ambito porta a risultati rilevanti nello studio delle combinazioni farmacologiche, contribuendo ad aprire la strada a nuovi approcci nel controllo dell’infezione virale. È lungo questa traiettoria che emerge una svolta inattesa ma decisiva: alcuni composti sviluppati per l’ambito antivirale mostrano un’attività significativa anche in campo oncologico, in particolare contro tumori rari e aggressivi, suggerendo la possibilità di un riposizionamento scientifico che amplia l’orizzonte originario senza tradirne le basi metodologiche.
Da questa intuizione prende forma una delle linee di ricerca più avanzate dell’azienda, dedicata allo sviluppo di inibitori selettivi delle chinasi cellulari, capaci di interferire con i meccanismi di proliferazione tumorale. Il lavoro si concentra su composti che agiscono sul pathway di Myc e sulle cicline CDK4, CDK6 e CDK9, con l’obiettivo di colpire selettivamente le cellule cancerogene, riducendo al contempo gli effetti collaterali sui tessuti sani. Tra questi, Myrtleciclib rappresenta oggi il candidato clinico più avanzato, frutto di una selezione rigorosa all’interno di una pipeline proprietaria di migliaia di molecole, sviluppata attraverso anni di sperimentazione e validazioni successive.
Il composto è stato studiato in modelli preclinici per tumori ad alto bisogno clinico, come il mesotelioma pleurico maligno, una patologia ancora oggi priva di opzioni terapeutiche mirate realmente efficaci. I risultati ottenuti in vitro e in vivo hanno evidenziato un profilo di efficacia e tollerabilità particolarmente promettente, confermato anche da laboratori indipendenti e da collaborazioni con centri oncologici di rilievo nazionale. L’obiettivo dichiarato è quello di portare il farmaco verso la sperimentazione clinica, in un’ottica di licensing o partnership industriale, mantenendo al contempo un controllo scientifico rigoroso sul percorso di sviluppo e sulla qualità dei dati generati.
Accanto all’oncologia, ViroStatics ha continuato a investire nella virologia, ambito che durante la pandemia da SARS-CoV-2 ha assunto un ruolo centrale. Forte di un’esperienza pluridecennale nello studio delle infezioni virali, il team ha rapidamente orientato le proprie risorse verso la ricerca di soluzioni terapeutiche e tecnologiche per il contenimento del virus. L’approccio adottato si è basato sullo studio delle sinergie tra farmaci già esistenti, nella convinzione che la combinazione potesse offrire risultati più efficaci rispetto all’uso di singoli principi attivi. I dati ottenuti sono stati pubblicati e hanno trovato applicazione anche in ambito ospedaliero, contribuendo a un dibattito scientifico ancora in evoluzione.
Parallelamente, l’attenzione si è spostata sulle modalità di trasmissione del virus, in particolare attraverso aerosol, un ambito che ha richiesto competenze tecniche, infrastrutture e protocolli di sicurezza non comuni nel panorama delle piccole e medie biotech europee. Da questa consapevolezza nasce lo sviluppo di un sistema avanzato per la valutazione dell’attività virucida di dispositivi, materiali e tecnologie in condizioni quanto più vicine possibile alla realtà, utilizzando virus infettanti e non surrogati all’interno di un laboratorio di biosicurezza di livello 3. La presenza di una struttura BSL‑3 operativa, inserita nel contesto di Porto Conte Ricerche, rappresenta uno degli elementi più distintivi di ViroStatics, un ambiente altamente controllato che consente di lavorare su patogeni ad alta infettività garantendo al contempo la massima protezione per gli operatori e la solidità dei risultati.
Questo approccio ha permesso di sviluppare un sistema di aerosolizzazione capace di riprodurre fedelmente le condizioni di diffusione dei virus respiratori negli ambienti chiusi. All’interno di camere sigillate e costantemente monitorate, il virus viene nebulizzato per testare l’efficacia di soluzioni molto diverse tra loro, dai filtri ai sistemi di sanificazione, dai materiali trattati con nanoparticelle fino a tecnologie complesse sviluppate in ambito industriale e della difesa. La possibilità di misurare in modo rigoroso e riproducibile la capacità di inattivazione virale ha trasformato una linea di ricerca in una piattaforma di servizi avanzati, oggi richiesta da aziende, enti di ricerca e partner industriali interessati a validare le proprie soluzioni in condizioni sperimentali di massimo realismo.
Il laboratorio BSL‑3 non è rimasto confinato a un ruolo emergenziale legato alla pandemia, ma si è progressivamente affermato come infrastruttura strategica per lo studio dei virus respiratori, dall’influenza ai coronavirus, e per l’analisi dell’efficacia di farmaci, dispositivi medici, tecnologie ambientali e materiali innovativi. In questo contesto, ViroStatics ha ampliato la propria offerta di servizi di testing, integrando competenze di virologia, immunologia e biologia cellulare con metodologie di analisi sofisticate, capaci di restituire dati solidi e immediatamente trasferibili ai processi decisionali di sviluppo industriale e regolatorio, offrendo così un supporto concreto a percorsi di innovazione complessi.
Il lavoro di ViroStatics si distingue anche per la capacità di costruire reti collaborative solide e durature, che si traducono in progetti di ricerca strutturati e riconoscibili a livello nazionale ed europeo. L’azienda opera in dialogo costante con università italiane e internazionali, centri di ricerca pubblici e privati, partner industriali e istituzioni. Progetti finanziati nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e programmi europei hanno sostenuto attività di ricerca orientate allo sviluppo di antivirali ad ampio spettro e a nuove strategie terapeutiche integrate. Tra questi rientra PANVIRIDE, iniziativa dedicata allo studio di farmaci capaci di agire su più virus emergenti e riemergenti, sviluppata in collaborazione con numerosi atenei italiani e centri di ricerca, e il progetto TOSCA, valutato nell’ambito di Horizon 2020, nato con l’obiettivo di accompagnare un inibitore orale delle chinasi CDK4/6/9 verso una fase di maturità clinica per il trattamento di tumori aggressivi.
Alla guida scientifica e operativa dell’azienda lavora un team multidisciplinare composto da ricercatori, clinici e professionisti con una lunga esperienza nel settore farmaceutico e biotecnologico. Questa struttura consente di seguire l’intero percorso di sviluppo di un farmaco, dalla ricerca di base alla validazione preclinica, fino alla progettazione delle fasi cliniche, mantenendo un approccio integrato e una forte attenzione alla qualità dei dati e alla loro interpretazione.
Guardando al futuro, ViroStatics continua a muoversi lungo direttrici di ricerca che uniscono ambizione scientifica e concretezza applicativa. Dallo sviluppo di terapie innovative contro tumori e infezioni virali, allo studio di materiali e tecnologie con potenziale utilizzo in contesti estremi, come quello aerospaziale, l’azienda mantiene una visione aperta, consapevole che la scienza richiede tempo, metodo e la capacità di interrogarsi continuamente. In questo equilibrio tra rigore e immaginazione risiede forse la cifra più autentica di una realtà che ha scelto di crescere lontano dai clamori, affidando il proprio racconto alla solidità del lavoro svolto ogni giorno nei laboratori.