“Dipingere in sogno” di Enrico Benaglia  da Purificato Zero

Roma- ancora visitabile in via Bisagno 11,  l’esposizione del maestro Enrico Benaglia presso la storica Galleria PURIFICATO.ZERO. Decine di spettatori collezionisti e non solo nel pieno rispetto delle regole di distanziamento, hanno potuto ammirare le numerose opere presenti per il ciclo “Dipingere in sogno” tra De Chirico e Gentilini. Una vera mostra didattica con i protagonisti dell’arte contemporanea con “i loro ascendenti, adiacenti e prospicienti”.

Dopo le vicende pandemiche una vera e propria ventata di ottimismo, attraverso la magia inimitabile del Maestro Benaglia,    grazie alla assoluta sinergia con la galleria e l’ineccepibile curatela.

Enrico Benaglia, pittore di successo nato nel 1938 attraversa un intero secolo con il sorriso e la vivacità dei suoi stessi  «personaggi di carta», figure disegnate con tratto infantilistico spesso inserite in mondi fiabeschi ed immaginari. Abbiamo il pacere di intervistarlo e capiamo subito che il Maestro è esattamente l’uomo riflesso nelle sue opere: la poesia, la musica classica, il cinema neorealista, i pittori del rinascimento.

La sua pulsione artistica si manifesta sin da bambino tra i ricordi domestici, per poi essere alimentata da un’infanzia da lui stesso definita felice. Le visite apparentemente noiose ai musei Vaticani con il padre, I giochi da ragazzo per strada, la formazione accademica: tutto riconduce il pittore al suo mondo immaginifico che si alimenta dalla realtà di tutti i giorni. Benaglia non ha scheletri nell’armadio, non cerca pretestuosamente il problema per regalarci la verità assoluta, non grida giustizia sociale. Tutto questo è risolto con unica abilità tecnica con la delicatezza dei temi trattati che si riflettono sulla leggerezza della tavolozza. Ed è così che Benaglia fa apparire semplice ciò che è sconfinatamente complicato e complicato ciò che è semplice. Nella sua poetica non mancano le storie del dopoguerra e dell’olocausto, ma sempre coerenti alla figurazione ed alla narrazione intima dell’uomo artista, come nell’esclusiva opera “Gioco interrotto” del 2018.

Il Maestro si definisce autoironicamente un affabulatore, in realtà per noi è un cantastorie capace di farci sognare e ricondurci in un mondo dove i bambini maturano e gli adulti tornano bambini: il fantastico mondo dei sogni “ad occhi aperti”, che solo la pittura sa restituire.

Testo e foto di Cristoforo Russo

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