“Le invenzioni vere, il futuro, nascono da uno stato di necessità. Il futuro per me non è nient’altro che questa forza di guardare nel buio senza paura, con costanza, è inevitabile ed è lì che dobbiamo andare”.
Renzo Piano nasce a Genova nel 1937, grazie al padre costruttore edile ha la possibilità fin dall’inizio di apprendere la vita di cantiere e di svolgere la professione di architetto.
Esercita per alcuni anni nello studio di Franco Albini tra il 1965 e il 1970 si reca negli Stati Uniti e in Inghilterra per la sua formazione, in tale periodo insegna per due anni
La sua attività ebbe un enorme consenso di pubblico: dal Nobel per l’architettura, vincitore del Premio Pritzker nel 1998 e fu Senatore a vita dal 2013.
Qualificato dal Times nel 2006 come l’architetto del futuro fu inserito nell’elenco delle cento personalità più influenti al mondo, Renzo Piano è ormai celebre a livello internazionale in virtù della sua architettura innovativa e visionaria.
L’architetto genovese ha ottenuto molteplici premi tra cui la medaglia d’oro AIA nel 2008.
Attento nei confronti della sostenibilità ambientale, della riqualificazione dei quartieri e dell’accessibilità, Piano ha eseguito le sue strutture nelle capitali del mondo intero da Milano a Parigi, da Londra a Los Angeles.
Non soltanto estetica, l’architettura per l’autorevole Maestro deve essere messa al servizio delle persone, il suo ideale è ottimizzare il grado di vita dei quartieri e delle città, progettare luoghi punti di incontro e di socialità.
Ogni opera di Piano è determinata da elementi essenziali, obiettivi primari, una necessità di riscoperta che ostacola ogni catalogazione e omologazione, architetto high – tech, architetto organico un continuo approfondimento nel rappresentare le aspettative dell’uomo contemporaneo mediante una nuova spazialità.
Spazialità che esplica nella trasparenza e nella permeabilità della costruzione i mezzi per alterare l’apparente ineluttabilità dell’architettura. Ciò gli permette di muoversi in modo nuovo, libero da vincoli e convenzioni costruttive falsamente interpreti del nostro habitat quotidiano.
“Tutto ciò ti fa crescere istintivamente ottimista e ti fa credere nel futuro. E’ inevitabile. Ma nello stesso tempo ami il passato, e quindi vivi sospeso tra la gratitudine verso il passato e una grande passione per la sperimentazione, per l’esplorazione del futuro”.
Renzo Piano ha realizzato edifici che sono divenuti fondamenti nella storia della progettazione, manifestazione di una continuativa ricerca di materiali e tecnologie.
Presumibilmente uno dei lavori del Maestro più famoso, il Centre Georges Pompidou di Parigi è anche l’organismo che ha sancito la sua fama mondiale. Noto come anche come il Beaubourg, tale museo di arte contemporaneo è stato costituito nel 1977.
Nel progetto collaborarono altresì gli architetti Rogers e Franchini. Il Pompidou opera centralissima, viene spesso reputato uno degli esempi più riuscito di architettura high – tech, caratterizzata da flessibilità e dalla trasparenza degli edifici.
Peculiarità della costruzione sono i tubi a vista dall’esterno di svariate colorazioni secondo la loro funzione strutturale. L’organismo non si mostra come un museo infatti Piano prova a contrastare il confinamento dell’arte nelle istituzioni.
Lo stabilimento a Torino Lingotto della Fiat edificato negli anni Venti era il più moderno e grande dell’Europa, sia architettonicamente che nella produzione.
Un volume di un milione di metri cubi, è stato il primo esempio di struttura modulare in cemento armato, con la ripetizione di tre elementi: solai, pilastri e travi.
Renzo Piano ebbe l’incarico di riconversione dell’edificio nel 1985, tre anni dopo la sua chiusura ufficiale.
L’organismo è stato riconvertito in centro polifunzionale, mantenendo però invariata la sua identità architettonica, esternamente infatti è rimasto pressochè inalterato.
Un centro espositivo, un auditorium, due hotel, un centro congressi e numerosi spazi commerciali, i suoi uffici sono stati riutilizzati dal 1997 dalla sua sede direzionale del gruppo Fiat, creando successivamente il dipartimento di ingegneria.
La costruzione dell’Auditorium Parco della Musica a Roma fu commissionato nel 1994 a Renzo Piano e collaboratori completato poi nel 2003.
La sua collocazione lontano dal centro della Capitale è stata scelta per due motivi sostanziali, per lo spazio e per gestire nel modo migliore i grandi flussi dei visitatori, per tale causa sono stati attuati tre padiglioni in strutture indipendenti invece di un unico organismo.
L’auditorium è composto da tre sale, la Sala Petrassi con capienza di 750 posti, la Sala Sinopoli che ospita 1200 persone e la principale, la Sala Santa Cecilia con 2800 posti.
Le sale dell’opera di Renzo Piano sono ideate come grandi casse armoniche, foderate all’interno con legno di ciliegio e all’esterno con lastre di piombo, sostenute da travi lamellari.
Nel Ronchamp Gatehouse and Monastery in Francia, asserverando la sacralità della cappella di Le Corbusier la collina è stata modellata per accogliere un convento.
Dodici camere per suore stesso numero per gli ospiti, un oratorio, laboratori di cucito e spazi comuni sono integrati armoniosamente anche con il paesaggio.
Le camere immerse nella tranquillità del bosco furono progettate per rispettare palesemente il desiderio di contemplazione e meditazione delle suore, con finestre che si aprono direttamente sulla bellezza della natura circostante.
Renzo Piano ha collaborato con gli architetti paesaggisti dell’Atelier Corajoud di Parigi.
Nel cuore del Golden Gate Park di San Francisco, la sede della California Academy of Sciences custodisce celebri collezioni naturalistiche ed è determinata dalla sua grande sostenibilità ambientale.
Un emblema reale di impegno tangibile ecologico è rappresentato dal tetto verde della costruzione, in modo leggiadro sollevato a dieci metri di altezza, come se una parte del parco si tramutasse in un’estensione della struttura.
L’Accademia, uno dei dieci maggiori musei di storia naturale al mondo, ha una storia insigne e antica.
Fondata nel 1853 a San Francisco a bordo di un veliero, l’Accademia originaria ha subito gravi danni provocati da un sisma nel 1906; anche se la nuova sede è stata chiusa per un terremoto (1989).
Essa ha riacquistato la sua magnificenza con l’inaugurazione del nuovo edificio progettato splendidamente da Renzo Piano, nel 2008.
Una delle eccellenti opere di Renzo Piano, The Shard (La Scheggia) fu inaugurata nel 2012.
Tale futuristica costruzione di Londra è alta 309 metri, a richiedere la struttura fu l’imprenditore Irvine Sellar realizzando un grattacielo al posto delle Southwork Towers degli anni Settanta.
Il Maestro attuò una altissima vela che si evidenzia sul Tamigi, un edificio estremamente moderno ed elegante proprio di luminosità e trasparenza, all’interno è concepito come una città verticale con molti accessi, bar ristoranti e una rigogliosa vegetazione.
Il Whitney Museum, edificio newyorkese viene ristrutturato dall’illustre architetto nel 2015.
L’architettura del progetto si rivela per la sua semplicità esterna, che nasconde una maggiore complessità all’interno.
L’ampio atrio vetrato al piano terra ha luminosità e trasparenza mentre le gallerie espositive e gli spazi per gli uffici e laboratori, concedono visuali straordinarie e un’ambiente accogliente.
I musei pensati da Piano non sono semplici santuari per l’arte, ma piuttosto luoghi dinamici di incontro e scambio culturale.
A Genova dopo il crollo del ponte Morandi nel 2018, Renzo Piano ebbe l’incarico per la sua ricostruzione. Essa è un vero e proprio simbolo per i Genovesi ma anche per lo stesso Piano trattandosi della sua città natale.
Attuato in acciaio e calcestruzzo si estende per una lunghezza di 1067 metri e un’altezza di 45 metri, è stato eseguito con 19 campate e un sostegno formato da 18 pile, in cemento armato, per ottenere un monitoraggio permanente dell’organismo sono impiegati robot motorizzati sviluppati dall’Istituto Italiano di Tecnologia.
Tali robot sono progettati specificatamente per ispezionare la superficie inferiore del ponte, con i pannelli solari e le barriere antivento.
Nel mondo dell’architettura i suoi lavori innovativi e iconici sono attestazione della stupefacente creatività e la sua maestria eccezionale.
“L’architettura è società, perché non esiste senza la gente, senza le sue speranze, le sue aspettative, le sue passioni. E’ importante ascoltare la gente, ed è difficile soprattutto per un architetto. Perché c’è sempre la tentazione di imporre il proprio progetto, il proprio modo di pensare, o peggio il proprio stile. Credo invece sia necessario avere un atteggiamento leggero. Leggero, ma senza rinunciare a quell’ostinazione che consente di testimoniare le proprie idee e al tempo stesso di essere permeabili, di capire le idee altrui”.