CONTROFIGURE Georg Baselitz a Venezia

Dall’8 maggio all’8 settembre 2019, le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano la mostra Baselitz – Academy, a cura di Kosme de Barañano. La rassegna, promossa dalle Gallerie dell’Accademia e sostenuta da Gagosian, celebra l’opera del pittore e scultore tedesco Georg Baselitz (Kamenz, 1938), evidenziandone, da un lato, lo stretto legame con la tradizione rinascimentale e accademica italiana e con la città di Venezia, e, dall’altro, il profondo influsso esercitato sull’arte contemporanea.

Hans-Georg Rem nasce nel borgo sassone di Deutschbaselitz (attualmente un quartiere di Kamenz) e si iscrive, appena diciottenne (1956), all’Accademia di Belle Arti di Berlino Est, dalla quale, in seguito al rifiuto di impiegare le vacanze estive lavorando in fabbrica, come previsto dal regolamento, viene espulso per “immaturità sociopolitica”. Nel 1957, si trasferisce a Berlino Ovest, dove completa gli studi e, con lo pseudonimo di Georg Baselitz (in onore della sua città natale), inizia a farsi conoscere, tenendo, nel 1963, la sua prima mostra personale, che vede il sequestro di alcuni dipinti, tra cui La grande notte nel secchio e Uomo nudo, ritenuti scandalosi. Due anni più tardi, grazie a una borsa di studio, soggiorna per la prima volta a Firenze, città nella quale farà ritorno una decina d’anni dopo, fra il ’76 e l’’81. Particolarmente affascinato dal nostro Paese, nel 1987, allestisce uno studio a Imperia, dove ancora oggi vive e lavora. In quasi sessant’anni di attività, ha partecipato a numerose rassegne internazionali, tra cui la Biennale di San Paolo del Brasile (1975) e la Biennale di Venezia (1980; 1995; 2015), ed è stato il protagonista di importanti mostre allestite presso alcuni dei più prestigiosi musei del mondo, come la Nationalgalerie im Alten Museum di Berlino (1990), la Kunsthalle der Hypo-Kulturstiftung di Monaco (1992), il S. R. Guggenheim Museum di New York (1995), il Deutsche-Guggenheim di Berlino (1999) e la Fondazione Beyeler di Basilea (2018). In Italia, le sue opere sono state esposte a Firenze (Palazzo Vecchio, 1988), Bologna (Galleria d’arte moderna, 1997), Genova (Palazzo della Borsa Nuova, 2004), Napoli (Museo Madre, 2008) e Roma (Palazzo delle esposizioni, 2017). Negli ultimi quindici anni, l’artista è stato insignito del “Premio Imperiale” per la pittura (2004) e ha ricevuto la “Medaglia per le scienze e per le arti” (2005).

Nato e formatosi in una fase di totale distruzione dell’ordine e dei valori tradizionali, Baselitz avverte la necessità di salvare il salvabile, rovistando fra le macerie di quelli preesistenti. Il desiderio di rianimare l’identità storico-culturale tedesca lo ha allontanato tanto dal Realismo socialista, imposto nella DDR (Repubblica Democratica Tedesca), quanto dalla pop art e affini, diffusasi nella DBR (Repubblica Federale Tedesca), inducendolo al recupero del linguaggio, pre-espressionista e neo-espressionista, di maestri dell’Ottocento, come Van Gogh, e del Novecento, come Jean Fautrier, Francis Bacon e Jackson Pollock. La sua pittura si è sviluppata così in direzione di un’originalissima sintesi fra figura e astrazione, raggiungendo il suo culmine, nel 1969, con il capovolgimento delle tele, che ha segnato la definitiva conquista dell’indipendenza delle immagini dipinte dal loro contesto oggettivo d’origine.

Il percorso espositivo ricostruisce la vicenda biografica e artistica di Baselitz attraverso dipinti, disegni, stampe e sculture, organizzati attorno a tre nuclei tematici ‒ la ritrattistica, il ritratto di famiglia e il nudo ‒, che pongono la figura al centro di tutta la sua produzione. È infatti a partire dalla figura che egli avvia e, fino alla fine, prosegue un fecondo dialogo con la pittura rinascimentale, per trovare i suoi punti di riferimento in Giovanni di Paolo, Raffaello, Jacopo da Pontormo e Rosso Fiorentino; e, più tardi, sarà sempre la figura a guidarlo nello sviluppo del proprio linguaggio, sostanzialmente radicato nella storia e nella cultura europee, ma libero, nella forma, dai loro consueti e limitati schemi socio-comunicativi, che troverà la sua piena espressione nei dipinti rovesciati.

La mostra, la prima dedicata dalle Gallerie dell’Accademia ad un artista vivente, è un Evento Collaterale della 58° Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia e si avvarrà di un ricco catalogo illustrato.

 

Box informazioni:

 

Baselitz – Academy

(8 maggio – 8 settembre 2019)

Gallerie dell’Accademia

Campo della Carità Dorsoduro, Venezia

Martedì – Domenica 8.15 – 19.15

Lunedì 8.15 – 14.00

www.gallerieaccademia.it

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