“I COLORI DELLA RINASCITA”. UN MODO PER CONFRONTARSI E PER RIFLETTERE. LA BELLA ESPOSIZIONE NEL MUSEO VENANZO CROCETTI A ROMA.

Il Museo Venanzo Crocetti a Roma ospita la bella mostra “I colori della rinascita”, un modo per confrontarsi e per riflettere, a cura dell’Associazione “Hermes 2000” e visitabile dal 20 al 25 gennaio 2024.

I visitatori avranno la possibilità di apprezzare le molteplici capacità creative degli artisti, anche diversamente abili, di cogliere la propria essenza espressiva, di rilevare le concernenti sensibilità, una maniera per poter riflettere e analizzare le proprie emozioni ed i propri sentimenti.

Le opere infatti sono mostrate tutte insieme, tele e composizioni dei pittori normodotati con quelli fragili, per evidenziare l’accettazione delle differenzazioni o pregiudizi mediante l’arte.

Nei loro lavori ogni artista si relaziona con il pubblico, influenzato dal personale modo di percepire la vita, esprimendo se stesso anche tramite le sue fragilità ed il proprio inconscio.

Fra i partecipanti più significativi, fra i quali gli studenti dell’Accademia delle Belle Arti di via Ripetta di Roma, presentati dal professore Eclario Barone, ricordiamo il docente stesso.

Eclario Barone, insegnante di “Disegno per la Pittura”, ha partecipato con la tela “Labirinto Rosso” 2022, Progetto REM (Riposizionabile Ermetico Modulare) con colori acrilici su moduli di legno riposizionabili (50 x 51 cm).

Suo studente il pittore romano Carlo Alberto Floridi con la bellissima rappresentazione intitolata: “Porta Alchemica (Minio) 2023”, acrilico su tela (80 x 50 cm).

L’artista nasce a Roma nel 1996, e consegue il titolo di laurea presso il DAMS (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) dell’Università di Roma Tre, successivamente entra nel biennio di specializzazione sempre della Scuola di Pittura dell’Accademia delle Belle Arti.

Fra le sue molteplici rassegne menzioniamo: nel 2022 “Ex Voto. Artisti per Santa Rosalia”, e nel 2023 “Supervisione”, entrambe a Palermo nel Palazzo Costantino e di Napoli curate da Andrea Guastella e ideate dal marchese e collezionista Roberto Bilotti Ruggi d’Aragona. Ancora negli spazi di Freeda Mood a Roma tre mostre fra il 2022 e il 2023.

La composizione di Carlo Alberto Floridi è improntata a livello concettuale con la tecnica performativa, cioè caratterizzata dalla manipolazione, il modo di dipingere con le mani e con i piedi.

Il colore rosso del suo lavoro è ispirato alla trasmutazione dei materiali di base in oro (ad esempio con la pietra filosofale o grande elisir o quintessenza o pietra dei filosofi o tintura rossa), e simboleggia un tentativo di arrivare alla perfezione e di superare gli ultimi confini dell’esistenza, richiamando il colore del tufo rossiccio della Porta Alchemica di Piazza Vittorio Emanuele II nell’Urbe.

L’alchimia è una sostanza esoterica il cui fine era trasformare il piombo, ovvero ciò che era negativo nell’uomo, per fargli riscoprire la sua vera natura interna, il proprio Dio. Nell’alchimia, la trasmutazione si riferisce al processo di cambiare la base della materia in qualcosa di più puro o perfetto.

L’arte e l’alchimia sono entrambe fonti di ispirazione creativa e di trasformazione. Mentre l’arte esprime attraverso l’estetica e l’espressione emotiva, l’alchimia tradizionalmente mira a tramutare la materia per

raggiungere una perfezione spirituale, entrambe possono condividere temi di trasmutazione e ricerca della conoscenza profonda, ed esse infine possono essere intrecciate attraverso idiomi e concetti condivisi.

Il lavoro di Carlo Alberto Floridi, riprende appunto la Porta Alchemica, chiamata anche Porta Magica o Porta Ermetica o Porta dei Cieli. Essa è un’opera realizzata tra il 1655 e il 1681 da Massimiliano Savelli Palombara, marchese di Pietraforte nella sua abitazione: Villa Palombara ubicata nella campagna orientale di Roma sul colle Esquilino nell’attuale, come già citata, Piazza Vittorio Emanuele II, presente oggi nei suoi giardini. Gli emblemi incisi sulla Porta sono all’interno dei testi di alchimia e filosofia che vi erano nella II metà del Seicento e che quasi certamente erano di proprietà del marchese.

Fra le composizioni di maggior rilievo ancora ricordiamo il quadro di Anna Maria Stefani, con l’acquerello “La Rinascita”; Massimo Gitto con “Vola solo chi osa farlo”, olio su tela (cm 100 x 50); Luciana Magnasciutti con “La natura si risveglia”, tecnica mista (cm 70 x 50).

Valeria Mangini con “Thady Grace Connor” 2024, tecnica mista pastelli ad olio su tela (cm 60 x 60), che ritrae Il bacio di due protagonisti: un uomo ed una donna, storia sviluppata in cinque dipinti, in esposizione l’ultimo della serie; Maria Pia Michieletto con “Le Nataline”, quattro tele pastelli su carta (cm 29,7 x 21), il cui tema la ri-nascita richiama il titolo della rassegna.

L’importante evento esprime la volontà di manifestare la bellezza nascosta e la comprensione più profonda della realtà mediante le molte sensazioni e le profonde emozioni espresse nelle composizioni mostrate.

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