Attore , comico ,capocomico , “ re della rivista “ , “ re della barzelletta “ ,arguto , signorilmente salace , maestro di esprint di finesse ; Carlo Dapporto nasce a Sanremo il 26 giugno 1911 . Il padre Giuseppe , faentino e portinaio ,calzolaio , la madre Olimpia Cavallito ,astigiana e casalinga . Quindicenne inizia a praticare vari mestieri : garzone di drogheria , fabbro ,tappezziere ,commesso di farmacie , barman ,groom , cameriere . Nel 1927 a Sanremo si esibisce sulla pista di un circo equestre in un imitazione di Charlot ,collaudata in una maschera di carnevale .Possiede un piccolo corredo champliniano :abito rattoppato , bombetta , bastoncino di bambu ,scarpe grosse.
Un giorno nel 1935 , con il pittore e caricaturista Armando Gentilini ,sale sull’autotreno degli amici Eugenio ed Elio ,trasportatori giornalieri dei fiori di Sanremo , e va a Milano con il proposito di entrare nel mondo dello spettacolo .Dopo l’ineluttabile periodo di “cappuccino e brioche “ e di “ passi perduti in galleria “ , un vecchio amico Lino Chierico , che ha conosciuto come maestro di ballo al Casinò di Sanremo , lo presenta al ballerino Walter Giraud che gli procura una scrittura come “ cantante di tanghi argentini “ per la stagione estiva al Savioli di Riccione , il piu’ rinomato ritrovo della riviera Adriatica .Canta in spagnolo (o quasi ..) e in francese (o quasi … nei momenti difficili sussurra “ poisson ,garcon ,garage ,toilette .
CHARLOT
CANTANTE I TANGHI AGENTINI
VIVIENNE D’ARYS
STANIO E OLIO
IL MALIARDO
AGOSTINO
BOB HOPE
MASSIMO
IL TRENO INNAMORATO
A un tavolo del Savioli , una sera siedono le stelle del varietà Vivienne D’Arys , e l’amministratore e socio della sua compagnia Nicola Benveduti : applaudono divertiti ,a una sua imitazione si Stan Laurel e Oliver Hardy ,da poco apparsi sugli schermi italiani ,e al termine della serata lo scrittura per affiancarlo ai comici della compagnia Carlo Campanini e Eugenio Testa. Attribuendo la scrittura all’imitazione di Stanio e Olio e ritenendo il numero più completo ed efficace se formato dalla coppia ,si rivolge alla compagnia per impersonare Hardy .E il 10 ottobre 1935 debuttano al teatro Storchi di Modena . Dopo due stagioni con Vivienne D’Arys è con Anna Fougez in Bentornata Primavera .E’ poi comico assoluto in compagnie d’avanspettacolo .
Al Supercinema di Milano , nel 1940 in se ne vanno delle belle DI Bolzanella , è notato da Wanda Osiris , che artisticamente separata da Macario , è alla ricerca di un giovane comico per Sogniamo Insieme di Nelli &Magnani : viene scritturato e debutta all’Alfiero di Torino .ella stagione successiva in sognate con me , ancora con Nelli &Magnani ,vara il personaggio del Maliardo con il monologo meglio maliardi che mai . Palastrando con mantellina senza maniche
Son io che col monocolo nell’occhio
Men vado tra la folla ultramondana ,
le donne uso aggiogar tutte al mio cocchio
con questa mia guardata ardita e strana …
ma se non han baiocchi non le guardo …
et le voilà , son qua
sono il maliardo ! …
Nel 1943 conosce una giovane atleta triestina ,Augusta Quadrelli : la convince ad abbandonare lo sport e a fare la ballerina nella sua compagnia . Si Sposano l’anno seguente :nascono nel 1945 Massimo e nel 1953 Dario . E’ tempo di guerra e di bombardamenti , ma si recita anche con il coprifuoco .E entrando in scena esclama “ Et voila, son qua , sono il Miliardo !” E apre il mantello e mostra la fodera di seta !
Nella stagione 1944 -45 , lasciata la Osiris è in Ohilalà di Marcello Marchesi con Marisa Maresca . In suo onore , la direzione del casino Municipale di Sanremo promuove nel 1946 la rivista riviera Follies con la cantante americana Cynda Gleen e il balletto delle Bluebell.
Puntualmente ogni anno presenta una nuova rivista.
In Buondì Margherita fa la prima comparsa il baffuto Agostino . Il personaggio nasce casualmente , una sera , dalla recitazione di recitare uno sketch tutto al piemontese , protagonista un idraulico .
Nel 1967 , dopo 25 ANNI di ininterrotta presenza sulla scena , si concede un turno di riposo .
Come altri grandi comici del varietà che nell’ultimo periodo della loro vita artistica si dedicano al teatro dialettale , ripropone due commedie genovesi .
Nel cinema è presente in una trentina di pellicole .
In un armadio conserva un cinquantina di goliardi di tutte le facoltà : li avevano raccolti in teatro ,a Bologna lanciai dagli studenti che alla passerella si calavano le corde in platea e arrivavano alle prime file per avvicinarsi alle ballerine .
Tifoso del Genova , nei momenti difficili (calcisticamente) alla vigilia della partita , dalla sua casa di Roma manda telegrammi allo stadio con scritto “ desidero una vostra vittoria “
Muore a Roma il 1 ottobre 1989 . Alle esequie nella chiesa , di San Luigi Gonzaga il suo amico padre Sabino così lo ricorda “ con lui ha sorriso l’Italia degli anni duri , quella delle macerie e poi quella della ricostruzione. Maurice Chevalier un giorno disse :” Per me l’immagine dell’anima italiana è il duomo di Milano . Ma quella del suo spirto è Carlo D’apporto . Carlo D’apporto è stato un maestro di eleganza , di ironia e discrezione ,sempre velata di una signorile malinconia !
