Capital Advisory, il valore della consulenza costruita intorno all’impresa

Capital Advisory nasce nel novembre 2015 con l’obiettivo di affiancare imprese, enti e organizzazioni nei passaggi che richiedono competenze diverse e una visione capace di tenerle insieme. Da Roma e Milano, la società segue progetti di crescita, operazioni straordinarie e fasi nelle quali occorre rivedere assetti, investimenti e priorità. Finanza, fiscalità, strategia e organizzazione entrano così in uno stesso lavoro, costruito sulle caratteristiche del cliente e sugli effetti concreti delle decisioni da prendere.

Nel tempo il raggio d’azione si è ampliato seguendo l’evoluzione delle realtà assistite. Alla consulenza finanziaria e societaria si sono aggiunte professionalità dedicate alle acquisizioni, ai percorsi di risanamento, alla sostenibilità e all’innovazione digitale. Le competenze sono organizzate in dipartimenti affidati a figure specializzate, ma non procedono per compartimenti isolati: ogni progetto viene osservato da più prospettive, così da rendere le soluzioni davvero applicabili.

Dal dicembre 2024 la qualifica di Società Benefit ha dato una forma più precisa a un orientamento già presente nel percorso aziendale. La solidità economica resta essenziale, ma viene letta insieme alla qualità della governance, all’attenzione per le persone e agli effetti sull’ambiente e sulle comunità. A guidare la società è, nel ruolo di Presidente e Amministratore Delegato, il Dott. Alessandro Papa, Dottore Commercialista e Revisore Legale, affiancato nel Consiglio di Amministrazione da Luigi Duranti – Vice Presidente Esecutivo, da Massimo Sonego e Tommaso Sammartano.

L’ampiezza delle competenze diventa più chiara osservando ciò che accade nella vita reale di un’azienda. Un investimento sostenuto da un bando non si esaurisce nella compilazione di una domanda: occorre capire se il progetto sia sostenibile, quali risorse richieda e come inciderà sull’organizzazione. Anche una riorganizzazione societaria coinvolge numeri, responsabilità interne, rapporti tra soci e prospettive di mercato. La consulenza che offre Capital Advisory serve a ricomporre questi elementi in un percorso leggibile.

La finanza agevolata è uno degli ambiti nei quali questo metodo emerge con maggiore evidenza. Imprese già avviate, startup e nuove iniziative vengono accompagnate nella ricerca delle opportunità più adatte, partendo dalla verifica dell’idea. Il business plan e il piano finanziario servono a capire se l’investimento possa reggersi, prima ancora di individuare il contributo a fondo perduto, il credito d’imposta o il programma al quale accedere. Solo dopo si passa alla domanda e alla rendicontazione, seguendo il progetto anche dopo l’eventuale concessione.

Valutare un investimento porta naturalmente a interrogarsi sull’andamento complessivo dell’attività. I bilanci raccontano ciò che è già accaduto, mentre il controllo di gestione aiuta a capire come l’azienda stia procedendo e dove si stia formando il suo valore. Budget e flussi finanziari permettono all’imprenditore di riconoscere gli scostamenti, individuare le aree più redditizie e dialogare con maggiore consapevolezza con gli istituti di credito o con gli investitori dell’azienda.

A questa lettura si affianca la consulenza fiscale e contabile, necessaria per dare continuità e ordine alla gestione. Adempimenti, revisione e assurance possono sembrare lontani dalle scelte strategiche, ma dati affidabili e scadenze ben presidiate rendono più credibile qualsiasi piano di sviluppo. Senza una visione nitida della situazione aziendale, anche un’espansione o un’acquisizione diventano più difficili da valutare.

Il confronto con nuovi capitali apre un’altra fase. Il dipartimento M&A lavora per avvicinare imprese e investitori, con particolare attenzione alle PMI e alle startup. L’analisi delle opportunità, la valutazione dell’investimento e la preparazione dell’equity story permettono di presentare in modo attendibile il valore dell’azienda e le sue prospettive. Dal 2024 Massimo Sonego ha rafforzato quest’area con l’esperienza maturata sui mercati finanziari internazionali e nelle operazioni di fusione, acquisizione e ristrutturazione. Passaggi simili modificano gli equilibri di una società e richiedono di valutare, oltre al dato economico, la compatibilità tra le realtà coinvolte e il modo in cui avverrà l’integrazione.

La vita societaria comprende anche decisioni meno visibili, ma decisive per la stabilità futura. Statuti, accordi tra soci, cessioni di quote e nuove partnership richiedono attenzione giuridica e consapevolezza economica. Ogni passaggio viene affrontato tenendo insieme correttezza formale e obiettivi imprenditoriali.

Questa capacità di leggere l’insieme diventa ancora più importante quando l’impresa attraversa un momento di difficoltà. Individuare per tempo gli indicatori di allerta, ricostruire la situazione patrimoniale e fiscale e comprendere l’origine degli squilibri consente di intervenire quando esistono ancora margini di scelta. Nei percorsi di risanamento e di composizione negoziata della crisi, la competenza tecnica deve accompagnarsi alla capacità di riportare ordine in una situazione che coinvolge l’imprenditore, i lavoratori e i rapporti costruiti nel tempo.

La prevenzione passa anche attraverso regole interne chiare. L’area dedicata al Modello 231, all’audit e alla compliance aiuta aziende ed enti a definire procedure coerenti con le proprie dimensioni e attività. Codici etici, tutela della privacy, sistemi anticorruzione e strumenti per la segnalazione degli illeciti funzionano quando entrano davvero nell’organizzazione. La mappatura dei rischi e l’internal audit individuano i punti più esposti e i controlli utili, evitando che la conformità rimanga confinata in documenti conosciuti da pochi.

Una governance più solida, oltre ad essere sinonimo di stabilità e sostenibilità prospettica, facilita anche l’apertura verso i mercati internazionali. Per le imprese impegnate nell’import-export vengono affrontati gli aspetti fiscali e doganali capaci di modificare la convenienza di un’operazione. Doppia imposizione, transfer pricing, dazi e accordi commerciali vengono letti alla luce del progetto aziendale, per valutare obblighi, costi e rischi prima di operare oltre confine.

Tra i settori seguiti trova spazio anche lo sport, osservato nella sua dimensione economica e organizzativa. Un club deve amministrare risorse, tutelare la propria reputazione e costruire relazioni durature con istituzioni, tifosi e territorio. L’acquisizione o la gestione di una società sportiva coinvolge la pianificazione finanziaria, gli aspetti fiscali e legali, i diritti d’immagine e il controllo dei costi. I risultati sul campo non possono essere separati dalla solidità della struttura che li sostiene.

Il rapporto tra sostenibilità economica e valore sociale emerge con particolare chiarezza nel lavoro dedicato al Terzo Settore, agli enti religiosi e all’imprenditoria sociale. Queste organizzazioni nascono da una finalità precisa, ma per portarla avanti hanno bisogno di una struttura capace di durare. Governance, amministrazione e gestione delle risorse si intrecciano con progettazione e raccolta fondi. Una rendicontazione trasparente e processi ben organizzati tutelano la fiducia dei sostenitori e permettono di concentrare l’attenzione sulle persone alle quali i progetti sono rivolti, senza perdere l’identità originaria.

L’esperienza maturata accanto al Terzo Settore dialoga con il percorso intrapreso dalla stessa Capital Advisory come Società Benefit. La sostenibilità viene affrontata partendo dall’analisi delle attività e dalla scelta di indicatori capaci di misurare risultati e aree di miglioramento. Il primo Bilancio di Sostenibilità, riferito al 2024, ha raccolto impegni e obiettivi riguardanti governance, ambiente, persone e comunità, offrendo una base concreta per verificare nel tempo i progressi compiuti.

Questo impegno ha trovato un’ulteriore conferma nel febbraio 2025, con l’ottenimento della certificazione per la parità di genere secondo la prassi UNI/PdR 125:2022. Il riconoscimento si inserisce in un lavoro più ampio sulla crescita professionale, sull’inclusione e sull’equilibrio tra vita privata e lavoro. La società continua, inoltre, a investire nelle competenze e nell’innovazione dei processi, consapevole che la qualità della consulenza dipende anche dalla capacità di aggiornarsi.

La crescita delle persone viene seguita attraverso percorsi costruiti sulle esigenze delle singole organizzazioni. Corsi, workshop, coaching e mentoring aiutano a tradurre il cambiamento in competenze utilizzabili nel lavoro quotidiano. Gli effetti della formazione vengono poi osservati nel tempo, per verificarne il valore reale. Una consulenza lascia un segno quando rimane, ovvero quando chi lavora nell’azienda riesce a comprenderla, utilizzarla e adattarla alle proprie necessità.

Lo stesso principio guida le attività del dipartimento IT e Comunicazione Digitale. La tecnologia entra nei processi partendo dalle difficoltà che le persone incontrano ogni giorno: dati dispersi, operazioni ripetitive, piattaforme che comunicano poco tra loro. L’integrazione tra siti, CRM e strumenti gestionali rende più accessibili le informazioni e più ordinati i flussi di lavoro. L’implementazione viene accompagnata dalla formazione, perché una piattaforma produce valore soltanto quando chi deve utilizzarla ne comprende davvero le possibilità.

Per gli enti del Terzo Settore vengono sviluppate anche soluzioni destinate alla gestione dei volontari, delle accoglienze, dei contatti e delle donazioni. Tecnologie accessibili permettono anche alle organizzazioni con risorse più contenute di migliorare il lavoro senza perdere di vista la propria missione.

Il desiderio di mettere in relazione professionalità differenti trova espressione anche in Capital Partner, il network rivolto ai consulenti che vogliono ampliare il supporto offerto ai propri clienti. La valutazione preliminare dei progetti e la gestione condivisa delle pratiche consentono di affrontare esigenze che richiedono specializzazioni ulteriori, senza spezzare il rapporto di fiducia già costruito tra il professionista e l’impresa.

A oltre dieci anni dalla nascita, Capital Advisory continua pertanto a seguire da vicino i cambiamenti delle imprese e delle organizzazioni con cui lavora. Le competenze in questo periodo sono aumentate e la struttura si è evoluta, mentre la direzione è rimasta riconoscibile: conoscere a fondo numeri e regole, mettere in relazione professionalità differenti e non perdere di vista le persone chiamate a tradurre ogni progetto nella realtà quotidiana. Il lavoro della società si muove così oltre la soluzione del singolo problema, contribuendo a costruire organizzazioni più solide, preparate e consapevoli delle responsabilità che accompagnano ogni scelta: siamo sempre più convinti che la consulenza sia una responsabilità ed una missione che non nasce dal prodotto ma dal tempo oltre che dalla qualità della relazione.

PASSION, LOYALTY, COMMITMENT

Capital Advisory

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