È in Basilicata il Ponte Tibetano più lungo d’Italia, capolavoro d’ingegneria in mezzo alla natura

Nel lussureggiante verde della Basilicata, le montagne imponenti e i paesaggi incontaminati del Parco nazionale del Pollino e dell’Appennino Lucano, c’è un’opera che non può che conquistare il cuore degli appassionati d’escursioni e natura, ma anche tutti i curiosi di scoprire aspetti nuovi della nostra Italia.

Ci riferiamo al Ponte Tibetano di Castelsaraceno, il più lungo d’Italia e il secondo nel mondo. Lungo 586 metri, detiene in Italia il record come ponte tibetano a campata unica più lungo, e, riguardo la campata, essa è la più lunga nel mondo fra i ponti appartenenti alla categoria. Questa meraviglia ingegneristica si pone a collegamento fra due aree dal valore ambientale straordinario, e costituisce già di per sé una chicca tutta da scoprire, per chi ancora non l’ha fatto. Il ponte si annovera ormai tra i luoghi che più valorizzano il territorio lucano.

Con questo progetto si è voluto appunto valorizzare ulteriormente il patrimonio naturale e culturale di un antico borgo, già noto per i paesaggi da natura incontaminata e le antiche tradizioni. Il Ponte Tibetano di Castelsaraceno è stato inaugurato a luglio del 2021, e fin da allora ha attratto visitatori da ogni parte del mondo, per la lunghezza record, l’esperienza che concede e per la funzione esercitata di collegamento fra due parchi nazionali. È servita una progettazione attenta, la quale si è avvalsa di materiali di finissima qualità e tecniche di costruzione all’avanguardia, tanto da conferire alla struttura il più alto livello di stabilità e sicurezza. Ciò anche nel più totale rispetto dell’ambiente dove la struttura è allocata.

Il Ponte Tibetano di Castelsaraceno è lungo 586 metri, e attraversa il canyon del torrente Racanello a circa 80 metri d’altezza. La struttura è fatta di una passerella sospesa, costruita con un grigliato d’acciaio zincato, e di tiranti laterali che ne assicurano la stabilità anche in condizioni di vento e variazioni climatiche. Abbiamo già sottolineato il fatto che la campata unica costituisce un record nel settore, priva d’interruzioni o piloni intermedi, e si distingue per leggerezza e resistenza della struttura.

Il percorso è fatto da 1.160 gradini in acciaio, e conducono i visitatori in un’esperienza di camminata funambolica e immersiva, tra le nuvole e il paesaggio immerso nel verde. Per costruire il ponte sono occorsi 24.000 kg d’acciaio. La stabilità della struttura è affidata agli appositi tiranti laterali e a un sistema d’ancoraggi che affondano in profondità nel terreno. Il tutto con un impatto ambientale ridotto ai minimi termini, a preservazione della bellezza naturale del sito.

Ma cosa si prova nell’attraversamento del Ponte Tibetano di Castelsaraceno? L’esperienza riunisce l’emozione all’adrenalina e alla contemplazione, in un percorso a senso unico, così che divenga prioritaria la sicurezza di tutti i visitatori, nel rispetto delle normative vigenti. Al visitatore, prima d’intraprendere l’esperienza, viene assegnata l’imbragatura di sicurezza, che viene predisposta da istruttori qualificati. Le imbragature sono conformi alla normativa europea, e sono volte ad assicurare il livello più alto di sicurezza nel corso della passeggiata.

La durata del tragitto sul ponte dipende dal ritmo della camminata di ciascuno, ma può esser compresa tra mezz’ora e un’ora, e in quell’arco di tempo si vive un’esperienza di sospensione tra cielo e terra. Il ponte oscilla lievemente al calpestio, ma si è molto lontani dall’avere una sensazione di pericolo, e piuttosto si ha un effetto funambolico che richiede un minimo d’equilibrio e di concentrazione. Il visitatore, in quel frangente, dispone di un senso di libertà e di connessione piena col paesaggio attorno. Durante l’attraversamento, è bene sottolinearlo, si apre allo sguardo una vista spettacolare che inquadra il canyon del Racanello, le pendici delle montagne, i boschi di pini e querce, e lo storico mulino sul fondo del vallone, il quale ribadisce l’importanza di una storia rurale del sito.

Da tutto quel che abbiamo considerato, si può dedurre come il ponte sia in realtà ben più che una mera passerella in sospensione. E, oltretutto, vuole evocare una rinascita e valorizzazione per il territorio lucano, laddove un’idea ingegneristica è stata trasposta in un’attrazione turistica di portata, si può dire, internazionale.

Dalla realizzazione del ponte ne sono derivati benefici per la comunità del posto. Vi è stato un incremento del turismo, e dunque è stata favorita l’intrapresa di nuove attività turistico-ricettive. Nei dintorni si possono praticare escursioni, attività di trekking e mountain bike, e innumerevoli attività all’aria aperta. E il contesto territoriale è anche ricchissimo di tradizioni, storia e cultura.

Una volta giunti sul posto, si può visitare ad esempio il Museo della Pastorizia, gli antichi borghi circostanti al sito. E, se ci si trova come periodo, si può anche prender parte alla festa della ‘Ndenna, celebrante la fertilità e la vita comunitaria.

Vediamo adesso come vivere al meglio l’esperienza, e quindi quali sono le informazioni utili in merito. Per effettuare la visita, il consiglio è di prenotare anticipatamente, sul sito ufficiale, data e orario di preferenza. Il prezzo del biglietto online è anche scontato, al prezzo di 25 euro anziché 30 euro.

Da tenere in conto che il ponte è aperto ogni giorno dell’anno, con orari che variano sulla base della stagione. Bisogna rispettare le norme di sicurezza e le limitazioni dovute all’altezza dell’infrastruttura. Infatti, non vi si può accedere se si è al di sotto di 120 cm di statura o se si soffre di vertigini. Altra info da tenere a mente, è quella per cui il percorso dura da 30 a 60 minuti, compreso attraversamento e rientro.

Ci sono le imbragature di sicurezza che vengono consegnate sul posto al visitatore, ma, oltre a ciò, bisogna indossare scarpe comode e antiscivolo, così come portare guanti in inverno e rispettare sempre quanto indicato da parte degli operatori.

Riguardo ai primati del Ponte Tibetano di Castelsaraceno, questo ha detenuto, oltre a quelli descritti, anche quello di ponte tibetano più lungo del mondo, fino al 2022, anno d’inaugurazione dello Sky bridge 721 in Repubblica Ceca, che detiene attualmente il primato mondiale. Adesso è comunque nella posizione subalterna in assoluto, a livello mondiale, e, oltre a ciò, il valore simbolico dell’opera, e la bellezza paesaggistica che permette di apprezzare in una maniera tanto peculiare, fanno di essa un’opera unica nel proprio genere, ottima per vivere un’esperienza davvero emozionante nel rapporto uomo-natura.

Il Ponte tibetano di Castelsaraceno si presenta quale perfetta sintesi tra ingegneria, natura e cultura. Si può allora invitare a scoprire il piacere di camminare in un contesto ai più ancora sconosciuto, ovvero sospesi nel vuoto in un contesto di spettacolo naturale da non perdere, e per di più in un territorio dove le tracce della storia e delle tradizioni sono ben visibili. Per la vostra prossima visita in Basilicata, ed emozionarsi tra cielo e terra, non resta che scoprire dunque il Ponte Tibetano di Castelsaraceno!

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