In principio era il bovarismo, ma quel desiderio di fuggire dalla realtà e dalla sua monotonia attraverso la lettura o altre attività, per sottrarsi a una disillusione cocente, non si è mai esaurito. È cambiato con noi, certo, ma non ha mai abbandonato l’immaginario delle generazioni precedenti alla nostra, né si dissolverà presso le future.![]()
Negli ultimi anni, l’escapismo ha assunto una fisionomia tutta nuova: di fronte allo sconforto generalizzato, infatti, abbiamo deciso di reagire con qualcosa che consuoni con il nostro lato più tenero, e che magari ci riporti all’infanzia e al senso di protezione ad essa attribuita, come fossimo alla ricerca di una nuova innocenza o, meglio, a quello che in inglese si definisce state of bliss, ossia una peculiare condizione emotiva che unisce pace interiore, felicità e appagamento.
Questa ricerca conduce sempre più spesso all’acquisizione di oggetti sui quali trasferiamo le nostre attese: effetto del consumismo, certo, ma anche della dilagante influenza che i social mostrano di avere sulle nostre vite – nonché del bisogno di sentirci coccolati.
Negli ultimi mesi, in particolare, ha colpito la diffusione esponenziale dei prodotti Popmart, figurini collezionabili spesso dotati di una forte vocazione artistica che attirano per estetica (soprattutto kawaii – con tutta la serie di implicazioni emotive che ciò comporta) e collezionabilità. Le serie più fortunate sono state finora quelle dei Labubu, mostriciattoli dai denti aguzzi che uniscono tenerezza e irriverenza, e delle Crybaby, figurini stilizzati di bambine paffute con le distintive lacrime agli occhi, nati per celebrare e normalizzare l’emotività e la fragilità che ognuno porta dentro di sé e che troppo spesso relega in spazi sempre più celati.
In alcuni casi i prodotti commercializzati da Popmart uniscono estetica ed utilità, in una sorta di anello di congiunzione tra aspetto infantile e necessità caratterizzanti la vita adulta, come quella di portare con sé tessere, cellulari, monete e auricolari; anche se il genere di prodotto maggiormente venduto è il plush pendant, un ciondolo per borse realizzato in peluche con eventuale aggiunta di materiali quali stoffa e vinile, usato soprattutto per realizzare i volti dei figurini.
Un’ulteriore causa della diffusione di questo tipo di prodotti è la dimensione giocosa che l’atto di collezionarli presenta: il game prevede infatti che ogni figurino venga commercializzato all’interno di blindbox (“scatole cieche”, quindi chiuse), un sistema estremamente potente in termini di fidelizzazione e soddisfazione, in quanto il cliente potrà scoprire solo in un secondo momento quale prodotto gli è toccato in sorte, in un meccanismo che ricorda un po’ i regali da scartare sotto l’albero e un po’ le merendine con le sorprese all’interno che ci compravano da piccoli: è importante, del resto, che i cosiddetti adult money (i soldi guadagnati “da adulti”), curino anche il nostro bambino interiore.