Michelangelo Pistoletto: Da Uno a Molti, 1956-1974

I corridoi dalle pareti curvate sono sospesi nel vuoto delle grandi sale espositive, vasti spazi e tanto respiro circondano le opere mettendo in grado il visitatore di scegliere la propria prospettiva dalla quale osservare l’arte. Il MAXXI è una cornice spettacolare ma allo stesso tempo sobria, luogo perfetto per una mostra che racconta Michelangelo Pistoletto, uno tra gli artisti italiani viventi più rilevanti a livello internazionale, tra i fondatori dell’Arte Povera e figura di riferimento per le giovani generazioni, considerato negli Stati Uniti un anticipatore delle pratiche artistiche di partecipazione.
Il MAXXI, in coproduzione con il Philadelphia Museum of Art, dedica due mostre al grande Maestro italiano, figura di riferimento per le giovani generazioni, “Michelangelo Pistoletto: Da Uno a Molti, 1956-1974”, con più di 100 lavori provenienti da collezioni pubbliche e private italiane e americane, e Cittadellarte, un focus sull’omonimo laboratorio creativo fondato da Pistoletto a Biella nel 1998, dove l’arte si fa impegno civile e sociale.
La mostra affronta il percorso artistico del Maestro, da una rigorosa indagine sulla rappresentazione di se stesso fino allo sviluppo delle collaborazioni creative che caratterizzano anche la sua attuale ricerca. Le opere sono allestite in tre gruppi principali.
I Quadri specchianti e i Plexiglass sono esposti insieme rispettando il raggruppamento concettuale pensato in origine dall’artista. C’è qualcosa di pirandelliano in quest’ambiente, ci si ritrova riflessi ovunque, su superfici che ospitano già i riflessi immobili creati dall’artista, “Nulla atterrisce più di uno specchio una coscienza non tranquilla” scrive Luigi Pirandello nell’opera “Sogno (ma forse no) “.
Gli Oggetti in meno, gli Stracci e le opere della serie Luci e riflessi, sono disposti insieme in un unico ambiente. Uno spazio a parte è riservato alle Azioni e Performance degli artisti del gruppo teatrale Lo Zoo e ospita oggetti di scena legati alle performance, documentazioni fotografiche e video.
Tutte queste opere contribuiscono a raccontare il lavoro di Pistoletto nel contesto delle trasformazioni che nel dopoguerra hanno investito l’Italia, l’Europa occidentale e il Nord America, esplorando le relazioni del suo lavoro con la Pop Art, il Minimalismo e il Concettuale, e in particolare, sottolineando l’aspetto collaborativo della sua opera che ha caratterizzato la sua ricerca dalla metà degli anni Cinquanta.

Mauro Meleddu

Info
Roma, MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
mar-merc-ven-dom 11-19 gio-sab 11-22; chiuso lunedì
06 39967350; http://www.fondazionemaxxi.it

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