L’amico del cuore

Si apre il sipario della Sala Umberto di Roma ed ecco vedere in scena una commedia ritmata dai toni satirici, diventare un racconto piacevole e scoppiettante, dal titolo: L’amico del cuore. Regia di Vincenzo Salemme, interprete principale Biagio Izzo, due mostri della comicità napoletana, affiancati da una compagnia di alto livello, composta da Mario Porfito, Francesco Procopio, Yuliya Mayarchuck, Samuele Sbrighi, Luana Pantaleo e Antonella Cioli.
Una nuova visione di regia e di interpretazione quella presentata al pubblico della Sala Umberto di Roma, che rende Salemme uno degli artisti che in maggior misura riescono a reinventarsi, incantando di continuo gli spettatori.

Lo spettacolo racconta di Roberto Cordova, un medico molto malato che deve affrontare un’operazione molto rischiosa al cuore, tanto che pensa di morire. Quasi certo di morire, decide di togliersi tutti gli sfizi che ha sempre avuto. Uno di questi è andare a letto con la bellissima moglie del suo migliore amico.

Anche se sono passati diversi anni “L’amico del cuore” è la classica commedia degli equivoci dove regna l’ipocrisia e ognuno dei personaggi si veste di un ruolo per offuscare ciò che realmente si è. Conquista e piace, regalando, al pubblico in sala risate e riflessioni. Una commedia colorata, frizzante che tocca temi universali: l’amicizia, l’amore, la nascita, la morte, il tradimento, le malelingue.

“L’amico del cuore è una commedia del 1991.Adesso mi si presenta la possibilità di metterla in scena come regista. Dalle prime letture mi sono reso conto che la commedia, dentro la trama comica, ha una vena di profonda cattiveria. In questa edizione mi piacerebbe portare in superficie la crudeltà dei rapporti umani. Questa volta mi piacerebbe che Michelino Seta diventasse vittima di se stesso, di tutto ciò in cui ha finto di credere, di tutto il suo provincialismo culturale, di tutta la sua mentalità aperta ma solo a parole – spiega Vincenzo Salemme – mi piacerebbe che Roberto Cordova diventasse un uomo che coglie nella propria malattia, e nel fatto che deve subire un trapianto cardiaco con poche probabilità di sopravvivenza, un’occasione di rivalsa nei riguardi dell’amico più fortunato. Quell’amico del cuore che, ai suoi occhi, appare un uomo di successo, sposato con una donna bellissima».

Un universo di vigliaccheria e ipocrisia in cui ognuno è diverso da come si mostra agli altri. Nessuno è più capace di essere pienamente sincero. Nessuno dice ciò che pensa veramente. Persino il prete non ha deciso se essere uomo o ministro di Dio. Vincenzo Salemme lavora molto sull’attore, riesce a lavorare sullo stato d’animo regalandoci delle vere lezioni di teatro.

 
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Antonietta Violante

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