Ancora una volta parliamo di moda e di eleganza e lo facciamo raccontandovi la vita e la carriera di un grande artigiano della bellezza: Giuseppe Castaldo.
Dopo gli studi Giuseppe Castaldo ha inaugurato la sua carriera nel campo dell’eleganza, entrando a far parte della tradizione familiare ma con l’idea fissa di voler creare una propria sartoria. Conversando per ore con tutti i sarti che giungevano nella sua bottega, trascorrendo il tempo a imparare e copiare dai grandi maestri del napoletano e grazie al loro aiuto, ha aperto la sartoria Gegè, dal nomignolo del figlio. Si tratta di una realtà che, partendo dalla base, si è fatta strada fino a raggiungere una clientela internazionale in Giappone, America, Corea, Russia, Emirati Arabi. Giuseppe ha la consapevolezza di non aver inventato lui la giacca napoletana ma sa che, se il suo lavoro è fatto con passione e professionalità, anch’esso è invenzione. Giuseppe è il figlio di un mercante di stoffe, con il gusto e l’eleganza tipici dei sarti artigianali napoletani, che ha fondato la sua sartoria con l’intento di mantenere l’anima di questa grande tradizione. La sua scuola rappresenta una vera e propria eredità creativa e professionale, che la collega al passato, un vero patrimonio per la sua bottega. L’esclusività e la preziosità del laboratorio sta nell’uso di strumenti antichi, come i vecchi ferri da stiro in metallo, molto pesanti, che servono a dare l’ultimo tocco all’abito, nello sciallare un revers, nel lavorare le maniche e i polpacci dei pantaloni. Questa lavorazione è assai più lunga ma solo così si può fare la differenza, confezionando abiti con la stessa maestria di quelli cuciti all’inizio del XX secolo. Ogni abito è fatto di 30.000 punti, tutti infilati a mano con lo stesso gesto, dalle stesse mani, che tagliano, imbastiscono e cuciono pezzi infinitesimali di stoffa, con lo stesso rispetto delle grandi pezze pregiate. Straordinario è l’iter di lavorazione di questi veri capolavori. Si parte da un modello di carta, che è tagliato e costruito, su cui è plasmato l’abito. Si procede con la prima prova, quella delle tasche e della bordatura e in questa fase tutti gli aggiustamenti sono consentiti, perciò il pezzo imbastito è scucito per eseguire le modifiche. Nella seconda prova la giacca è ormai definita, è indossata e sono aggiustati gli ultimi dettagli. La terza prova è fatta con l’abito ormai completato, al quale mancano solo la stiratura e la cucitura delle asole, rigorosamente a mano. L’abito è quindi consegnato al cliente e la sartoria conserva le misure per eventuali futuri lavori. Insomma, si tratta di vera eleganza napoletana d’altri tempi, un lusso davvero raro al giorno d’oggi.
