Cambia la scuola, cambia il modo di lavorare, cambia la cultura: Cambiamo tutto arriva in Parlamento

1111111Riccardo Luna presenta il suo libro alla Camera, tra (pochi) politici attenti all’innovazione e molte storie di successi che stanno cambiando l’Italia.

“In una giornata di proteste importanti che stanno agitando l’Italia, quello che colpisce della generazione di innovatori è che non chiedono alla politica, non pretendono che qualcuno risolva i loro problemi: trovano soluzioni e creano ricchezza e posti di lavoro”: Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia e componente della commissione Cultura della Camera, si occupa da anni di innovazione, web e agenda digitale e ha promosso, lunedì 9 dicembre, l’ultima di un ciclo di oltre quaranta presentazioni di Cambiamo tutto, il saggio di Riccardo Luna sulla rivoluzione di innovatori e makers. Una presentazione particolarmente importante perché ha portato le storie delle persone che vogliono cambiare il mondo direttamente nelle stanze di chi dovrebbe cambiare almeno l’Italia ma non riesce nemmeno a sostituire il fax con la posta elettronica. Una delle battaglie promosse da Paolo Coppola del Pd, che si è fatto promotore di una commissione che sia competente per l’attuazione della tanto decantata- e mai attuata- agenda digitale, “proposta firmata dal numero record di 233 parlamentari, necessaria per impiegare una visione unica e competente su tutto quello che riguarda il digitale e attuare seriamente un’ottimizzazione delle risorse”. Insieme con loro, Ilaria Capua di Scelta civica, virologa che nel 2006, rendendo open source la sequenza del virus dell’aviaria, rivoluzionò il mondo della ricerca, e che oggi sottolinea la necessità di cambiamenti digitali soprattutto nel mondo per cultura e ricerca. Cambiamento che ha attuato Salvatore Giuliano, preside dell’Itis Ettore Majorana di Brindisi, che ha ideato Book in progress, un progetto di creazione e digitalizzazione di testi per scuole elementari e medie che prevedono interazione e simulazione con lo strumento libro, in continua evoluzione, e il metodo stesso di apprendimento: “E’ un nuovo metodo di insegnamento che mette l’alunno al centro del processo” spiega Giuliano “e tiene conto del fatto che il mondo è cambiato e che i ragazzi oggi hanno stimoli e modi di apprendimento totalmente diversi rispetto anche solo a dieci anni fa”. Qualcosa che i ministri dell’Istruzione ancora devono capire. Book in progress ha creato in pochi anni una rete di oltre 800 docenti, e l’importanza della condivisione di idee e progetti è alla base anche dell’intervento di Davide Dattoli, cofondatore di Talent Garden- network di Passion CoWorking Space-, che spiega come le idee non siano un patrimonio da difendere ma che possono solo arricchirsi dalla condivisione con gli altri, e lo fa ricordando i distretti industriali per cui l’Italia è celebre, “un vero valore aggiunto nello sviluppo di molti settori fondamentali dell’economia italiana, i cui imprenditori hanno davvero capito, anche più di un secolo fa, come l’unione faccia davvero la forza”. E quindi “il coraggio e l’incoscienza” di cui parla Ilaria Capua, la necessità di imparare dai fallimenti, proprio come ha fatto Riccardo Luna, con la sua carriera piena di successi ma anche di sconfitte, e la voglia di lavorare, davvero e senza alibi, come ricorda Massimo Banzi, il creatore di Arduino- il software open source che è alla base delle creazioni di migliaia di maker in tutto il mondo, nato a Ivrea e costretto a emigrare e far fortuna altrove-: “perché chi vuole cambiare le cose non aspetta il permesso di qualcuno, lo fa e basta”.

Claudia Proietti

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