Teatro Parioli – stagione 2013/2014.Tutti i gusti di una stagione

Una nuova ed emozionante stagione di classici e di novità viene presentata in questi giorni e offerta dal Teatro Parioli di Roma al suo pubblico affezionato. Per il terzo anno consecutivo, a dirigere lo storico impianto romano è Luigi De Filippo, che ha voluto da subito intitolarlo ad un grande artista, suo padre Peppino. L’idea alla base di questa nuova avventura annuale è quella di un teatro che riesca a trasmettere al pubblico emozioni positive, che ottenga l’intento di fondere insieme lo spettatore e l’attore, unendo il palcoscenico e la platea in una comunione spirituale. Tanti i nomi importanti che si avvicenderanno sulle assi dello storico palco e tante le storie che verranno raccontate. Si comincia con A ciascuno il suo di Sciascia, interpretato da Sebastiano Somma e Daniela Poggi. Il grande scrittore siciliano diceva che l’indignazione e il disprezzo erano le sua passioni più vere; secondo lui, infatti, il popolo ha il diritto di provare riprovazione e disprezzare ciò che considera ingiusto e inutile. Pertanto il teatro non può permettersi di crogiolarsi nell’inerzia, ma deve esprimere il suo cuore e la sua vitalità. A ciascuno il suo è una storia strana e originale in cui, sullo sfondo di una Palermo borghese e sfarzosa, impregnata di cattolicesimo, si muovono creature oscure come dei mostri. Ma la storia che viene raccontata non è fantasia, ma vera, violenta e inaccettabile realtà. Questo è il teatro di Sciascia: non finzione, ma verità, reali come le bugie che esso racconta. Si prosegue con il classico dei classici. Chi non ha mai visto Sei personaggi in cerca d’autore? Chi non ha provato quelle emozioni forti che solo il grande testo pirandelliano sa offrire? Moltissime sono state le messinscene da quando il capolavoro fu pubblicato negli anni Venti, e dunque ci si potrebbe chiedere il perché di una ripresa oggi. La risposta è nelle parole di Giulio Bosetti che lo presenterà al Parioli in autunno, il quale afferma che solo dopo averlo visto più volte, lo spettatore riesce a penetrare veramente il mistero del suo fascino. E poi ci sono i giovani, che non possono essere privati di questa scoperta importantissima. Grande studioso e appassionato di Pirandello, Bosetti mette in scena un opera esemplare, guidato dall’amore, ma anche dal rigore e dal rispetto. Gli interpreti sono Antonio Salines nei panni ambigui del Padre, Edoardo Siravo in quelli curiosi del Capocomico, Silvia Ferretti nel ruolo passionale della Figlia e Paola Rinaldi in quello dolente della Madre. Ma al Parioli c’è anche la grande musica. Influenzato dalla fiaba di Hoffmann “Schiaccianoci e il re dei topi”, lo Schiaccianoci è l’opera più famosa di Tchaikovsky, lo spettacolo natalizio per eccellenza.1111 La versione che sarà al teatro romano a dicembre è interpretata dall’orchestra Nuovaklassica, che con i suoi 45 elementi accompagnerà la recitazione di un’attrice, che farà entrare lo spettatore dentro la favola, coinvolgendolo e portandolo dentro alla magica alchimia del connubio tra musica e testo. A Natale si starà poi in compagnia dei De Filippo. Un suocero in casa (…ma c’è papà) è una delle commedie più divertenti dei tre fratelli napoletani, che fu messa in scena per la prima volta nel 1935. Il protagonista è Stefanino, uomo un po’ pedante che vive con la moglie amandola molto, ma la presenza del suocero, prepotente e autoritario, lo esaspera. Se ne va di casa a vivere con un’altra donna, ma ci sarà poi un lieto fine. È presente anche Molière nella straordinaria rassegna del Parioli. Il Borghese Gentiluomo fu confezionato dal grande artista francese per compiacere i capricci del re Sole e, benché fosse pensato come una semplice “mascherata”, fu una novità assoluta. La novità è la libertà: ai toni farseschi, si alternano elementi fiabeschi, momenti onirici e, accanto alla prosa robusta, la musica e il balletto, il tutto di grande effetto comico. E poi è di grande attualità: il sogno di Jourdain di diventare nobile, somiglia sinistramente a certe mire di successo moderne. A febbraio 2014 verrà ospitato il padre del teatro occidentale. Tato Russo porterà in scena i Menecmi di Plauto, mantenendo il suo plebeismo, ma ampliando il divertimento e rendendo questo capolavoro accessibile a tutti. La commedia dei gemelli, uno rozzo e incivile, l’altro avvocato colto e intellettuale, è da molti considerata l’opera più plautina di Plauto. La battuta, il lazzo, con il quale il grande autore latino otteneva la risata crassa, si erge così sull’intellettualismo falso e inconcludente. Ancora Pirandello, poi, con Il berretto a sonagli, storia di presunti tradimenti, di corna mal sopportate, anche se non vere e di finta pazzia. Un tassello importante di quel tragico gioco delle parti che è il teatro del grande maestro siciliano. Anche il cinema è presente nel programma. Glauco Mari porta infatti a teatro l’adattamento del film di Tornatore Una pura formalità, uscito nel 1994 e accolto, per la sua novità un po’ angosciante, con difficoltà dalla critica. Una storia di grande ritmo, ricca di colpi di scena che illuminano il racconto, un’opera che consente all’attore di scoprire sfumature insospettabili dell’animo umano e che omaggia, per certi versi, la grande letteratura dell’Ottocento, a partire dal capolavoro di Dostoevskij, Delitto e castigo. Si conclude ancora, e non poteva essere altrimenti, con Peppino De Filippo e la sua E’ arrivata la felicità. Una commedia in due atti, piena di amara comicità, che racconta il dolore delle speranze disilluse e il rammarico di ottenere ciò che si desidera al prezzo di abbandonare i propri affetti e la propria vita. Una straordinaria cavalcata, che non mancherà di offrire agli spettatori quelle belle emozioni che il direttore, Luigi De Filippo, considera essenziali per il teatro.

 

Patrizio Pitzalis

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