Da non perdere l’appuntamento con la XV edizione. Quest’anno il festival affronta il tema del Presente, spogliando
la fotografia della nostalgia del passato e dall’ansia provocata dalle trasformazioni del futuro, emerge un tempo dell’esperienza che è quello del sentire e del vivere.
L’argomento è complesso ma allo stesso tempo coinvolgente consentendo riflessioni su aspetti che vanno oltre la fotografia come dinamiche di comunicazione, interazione e relazioni che caratterizzano il nostro vivere. Basta solo soffermarsi un istante proprio come accade con la macchina fotografica.
Marco Delogu, direttore artistico del festival, nella recensione di presentazione parla del presente come opportunità irripetibile per “guardarsi dentro e comprendere lo spazio che ci circonda. Posizionarsi al centro di questo universo per indagare i legami che costruiscono il mondo come oggi lo percepiamo, lo osserviamo e quindi lo viviamo”. Nella pratica fotografica ci si abbandona al presente come scelta per non subire passivamente ma per governare, in maniera consapevole, quel consumismo bulimico imposto da tecnologia e strumenti di condivisione: “rallentare i tempi ed espandere l’attimo della fotografia in un momento infinito”. Abbandonarsi al presente crea quindi le premesse per poter coltivare e mescolare tra loro storie, racconti geografie e tutto ciò che ha a che fare con la vita. La fotografia risulta pertanto estremamente efficace per definire il presente, per osservarlo e per delimitarne i confini.
Circoscrivere il presente significa separarlo e astrarlo dalle limitazioni temporali che lo minacciano, e rivolgere lo sguardo invece a quell’istante infinito capace di auto-rappresentarsi e di auto-determinarsi.
In mostra una selezione di artisti tra cui Olivo Barbieri, Fabio Barile, Federico Clavarino, Nicolo Degiorgis, Stefano Graziani, Domingo Milella, Francesco Neri e Paolo Ventura, si segnalano le personali di Paul Graham, Rachel de Joode e Kai Wiedenhöfer.
Anna Germano