Ci sono luoghi che, pur lontani tra loro, sembrano parlarsi nella stessa lingua: quella della terra, della pazienza e del vino. È così che due regioni apparentemente distanti, la Sardegna e il Veneto, si incontrano idealmente nel segno dell’amore per la vite e per la cura di ogni grappolo. In questo dialogo fatto di profumi, di vento e di sole, il vino diventa cultura condivisa: un ponte tra memoria e innovazione, tra gesti antichi e responsabilità contemporanee. In questo orizzonte prende forma un legame che unisce due cantine affini per dedizione e spirito: Vigneti Zanatta e Tenute Camate, custodi di un sapere che si rinnova a ogni vendemmia.
La storia dei Vigneti Zanatta affonda le sue radici nella determinazione di Bruno Zanatta, enologo di origini venete, nato e formato a Treviso, che, negli anni Settanta, scelse di portare la propria conoscenza e il proprio istinto in Sardegna. Era il 1975 quando mise piede per la prima volta in Gallura, un territorio aspro e luminoso, dove la terra sabbiosa e il vento salmastro del mare si uniscono in un equilibrio perfetto. Da quella scoperta nacque un amore destinato a durare tutta la vita: un legame con la Sardegna che, nel 2003, si concretizzò nella fondazione dei Vigneti Zanatta, oggi una delle realtà più apprezzate della regione. Ancora oggi, lo sguardo tecnico e la sensibilità maturata nel Veneto riaffiorano nei vini galluresi, che uniscono precisione enologica e identità territoriale.
Con i figli Marco ed Elena, Bruno ha costruito un’azienda familiare che unisce il rigore tecnico alla poesia della natura. I primi venti ettari, acquistati sulle colline di Olbia, si sono moltiplicati negli anni fino a superare le cento unità, trasformandosi in una distesa di vigneti dove il Vermentino e il Cannonau crescono sotto un sole che non concede tregua ma regala intensità e profumo. Qui il terroir gallurese — suoli sabbiosi poveri di sostanza organica, vento costante, scarsa piovosità e forti escursioni termiche — imprime ai vini una trama sapida e una nitidezza aromatica inconfondibili. Il Vermentino di Gallura DOCG è l’espressione più iconica: luminoso, salino, con richiami di erbe mediterranee e agrumi; nelle versioni più selezionate può farsi più profondo e persistente. Il Cannonau di Sardegna DOC racconta l’anima più profonda dell’isola con note di frutti rossi e spezie; nelle selezioni più strutturate trova equilibrio in un tannino fine. Accanto a questi, il Monica di Sardegna, il Carignano Isola dei Nuraghi IGT e il Moscato di Sardegna DOC ampliano la tavolozza: il Moscato punta su profumi mielati e speziati, il Carignano su una fruttuosità scura e avvolgente, il Monica su un timbro gentile e mediterraneo. Per gli abbinamenti, la tipicità sarda offre riferimenti solidi: il Vermentino valorizza pesci e crostacei, i rossi di Cannonau e Carignano prediligono carni saporite e formaggi ovini; il Moscato, servito fresco, accompagna degnamente la pasticceria secca. Ogni bottiglia racchiude il respiro di un’isola e la visione di chi ha saputo far convivere due mondi: la precisione veneta e la forza ancestrale della Gallura.
Nella filosofia dei Zanatta, il vino è un linguaggio universale: racconta il territorio, ma anche le persone che lo amano. In questo orizzonte di dialogo tra Sardegna e Veneto si colloca un’altra realtà veneta di proprietà della famiglia: Tenute Camate, con sede nella provincia di Treviso. Dalle uve della storica e prestigiosa provincia trevigiana nasce un Prosecco di qualità; l’azienda propone vendita diretta di vino in bottiglia oppure sfuso presso il punto vendita di Via della Liberazione 62, 31030 Casier (TV). La produzione si ispira a principi chiari: rispetto della natura, innovazione e qualità.
Tra le etichette figurano Prosecco Brut ed Extra Dry, una Cuvée Extra Dry, una Cuvée di Moscato e un Rosato Dry, selezioni pensate per interpretare con immediatezza la freschezza e la fragranza del territorio trevigiano.
In questo quadro, la realtà trevigiana di Tenute Camate rappresenta il volto veneto della famiglia: una cantina orientata a vini di pronta piacevolezza, in cui la finezza delle bollicine e l’equilibrio gustativo incontrano le aspettative di un pubblico ampio, mantenendo centrale la cura del vigneto e della materia prima. La Sardegna di Zanatta e il Veneto di Tenute Camate raccontano scelte diverse ma complementari, unite da un’idea di qualità che guarda al futuro senza tradire il legame con la terra.
Tenute Camate opera nel solco della tradizione spumantistica trevigiana. Il Prosecco Brut ed Extra Dry privilegiano profili tesi e fragranti, la Cuvée Extra Dry ricerca una beva immediata e armoniosa, mentre la Cuvée di Moscato e il Rosato Dry allargano la tavolozza verso espressioni morbide e festose. La gestione attenta della base spumante e dell’affinamento su acciaio valorizza pulizia e coerenza stilistica, in continuità con i principi aziendali di rispetto della natura, innovazione e qualità.
Fra Gallura e la Marca Trevigiana, il ritmo produttivo segue i cicli della natura. La potatura invernale preserva l’energia delle viti, la ripresa primaverile chiede attenzione alle gemme e all’equilibrio vegeto‑produttivo, l’estate porta con sé la gestione della chioma e del suolo, mentre la vendemmia — spesso in più passaggi per selezionare i grappoli al giusto grado di maturazione — diventa il momento in cui la scelta agronomica incontra quella enologica. Ne derivano bianchi dal profilo teso e marino in Gallura e vini dal carattere luminoso e vibrante nella provincia di Treviso, ciascuno specchio sincero del proprio paesaggio.
Anche il servizio diventa parte della narrazione del vino: un Vermentino di Gallura ben raffreddato valorizza crudi di mare, crostacei e piatti dalla sapidità netta; un Cannonau di Sardegna trova naturale complicità con carni alla brace, selvaggina leggera e formaggi ovini; nel Trevigiano, gli spumanti di Tenute Camate — Prosecco Brut ed Extra Dry e la Cuvée Extra Dry — accompagnano con naturalezza antipasti, fritti leggeri e piatti di pesce; la Cuvée di Moscato e il Rosato Dry possono dialogare con dessert a pasta secca o frutta, offrendo un finale fresco e misurato.
Il paesaggio contribuisce in modo decisivo al carattere dei vini. In Gallura, la matrice granitica frantumata in sabbie grossolane, la scarsa disponibilità idrica e i venti che asciugano i filari inducono rese contenute e profili aromatici nitidi; nella provincia di Treviso, i suoli a matrice prevalentemente alluvionale e le esposizioni di collina favoriscono basi spumante dalla spiccata fragranza, ideali per valorizzare freschezza ed equilibrio. In entrambi i territori la viticoltura moderna dialoga con elementi tradizionali — muretti a secco, terrazzamenti, pergole — che proteggono il suolo e custodiscono la memoria del lavoro contadino.
La misura del tempo completa il quadro: soste in acciaio per preservare fragranza e trasparenza, periodi più estesi in legno laddove la struttura lo richieda, e infine l’affinamento in bottiglia, che arrotonda gli spigoli e ricompone i profumi. È un’idea di qualità che non rincorre l’effetto, ma cerca la pulizia espressiva e l’equilibrio, lasciando che ogni vino racconti il proprio orizzonte con chiarezza.
Tra le colline trevigiane e le coste galluresi si snoda un filo invisibile, fatto di scelte coraggiose, di dedizione e di legami di sangue. Le due aziende sono realtà distinte: percorsi diversi che condividono la stessa attenzione alla terra e al calice. In entrambe, il vino non è solo prodotto ma racconto: una storia che inizia nei filari e continua in ogni bicchiere.
Se la Gallura regala la forza del granito e il profumo del mare, la provincia di Treviso dona la luminosità della pietra e la freschezza della collina. Due nature diverse ma complementari, che si rispecchiano in un ideale comune di equilibrio, eleganza e verità.
Oggi, guardando ai Vigneti Zanatta e Tenute Camate, si ha la sensazione di osservare due specchi posti a distanza: ciascuno riflette la propria luce, ma insieme compongono un unico paesaggio di passione e continuità. Sono due racconti che si sfiorano, generazioni che si riconoscono, due territori che si tendono la mano. E in quel punto d’incontro, tra la Gallura e la provincia di Treviso, il vino diventa un linguaggio universale capace di unire non solo le persone, ma anche le terre che amano. A garantire il domani sono le nuove energie familiari: i figli accanto ai padri, l’esperienza che dialoga con lo sguardo contemporaneo, una viticoltura sempre più attenta al territorio e alla sua sostenibilità. È in questa continuità silenziosa che il racconto trova il suo futuro: un futuro fatto di cura, misura e fedeltà alla propria identità.
In fondo, il vino non è soltanto il risultato di una vendemmia, ma il riflesso di un’intera filosofia di vita. Ogni bottiglia racconta la pazienza delle mani che l’hanno creata, l’attesa del tempo e la memoria di chi, da una generazione all’altra, continua a credere nella bellezza di un gesto antico. Così i Vigneti Zanatta e le Tenute Camate rappresentano due facce di una stessa passione: quella per la terra, per la vite e per la ricerca costante dell’armonia. In un Paese dove il vino è parte integrante della cultura e dell’identità, queste due realtà raccontano un’Italia che continua a credere nella bellezza della tradizione e nella forza gentile dell’innovazione. Un filo che attraversa l’Italia da sud a nord, portando con sé il profumo della macchia mediterranea e il respiro delle colline venete, unendo due territori che, pur distanti, parlano la stessa lingua: quella del vino e dell’amore per la vita.