Quando ci si addentra nei Castelli Romani, a soli trenta chilometri dalla capitale, il paesaggio rivela improvvisamente una dimensione temporale differente. Qui, dove le colline vulcaniche disegnano profili dolci contro il cielo laziale, troviamo una realtà che racconta oltre settant’anni di passione agricola e trasformazione imprenditoriale: l’Agriturismo Monte Due Torri.
Il nome stesso evoca storie antiche. La struttura prende il nome dall’omonimo monte che si erge maestoso su un parco di venti ettari, identificandosi con l’antico Maecium, il castello fortificato dove nel 389 avanti Cristo il dittatore Mario Furio Camillo ottenne una celebre vittoria sui Volsci. Il casale, innalzato su poderose cisterne romane, conserva ancora oggi le muraglie medievali, testimonianza di quando fungeva da avamposto del castello per il controllo della via verso Anzio. Camminando tra questi spazi, si percepisce immediatamente come il peso della storia non sia un fardello, ma piuttosto un fondamento su cui costruire il presente.
È proprio su queste fondamenta millenarie che negli anni Cinquanta Giosafat Amici e sua moglie Lidia decisero di scommettere il loro futuro. Erano tempi di profonde trasformazioni sociali ed economiche, eppure questa coppia visionaria intuì l’importanza della coltivazione della terra quando molti guardavano altrove. Con soli mille metri quadri di terreno, diedero vita a quello che loro stessi definivano “l’utopia che la coltivazione della terra è il futuro“. Una scommessa coraggiosa che vedeva solo due unità lavorative: i proprietari stessi, che iniziarono così il passaggio da contadini a coltivatori diretti.
Il decennio successivo testimoniò i primi frutti di quella lungimiranza. L’espansione portò all’acquisizione di due ettari dedicati principalmente alla produzione di ortaggi, con il mercato di Roma come sbocco commerciale principale.
Ma fu negli anni Settanta che avvenne la svolta decisiva, quando la famiglia riuscì ad acquisire il primo centro, Monte Due Torri, esteso su venti ettari. Questa proprietà, situata nei pressi di Genzano di Roma, racchiudeva al suo interno non solo i resti del castello fortificato, ma anche tre cisterne romane che vantano duemila anni di storia. Questi elementi conferiscono ancora oggi alla struttura un fascino arcaico e solenne che trascende la semplice funzione agricola.
Gli anni Ottanta portarono con sé una consapevolezza diffusa: l’agricoltura italiana necessitava di fonti di reddito aggiuntive per sopravvivere alle trasformazioni del mercato globale. La lungimiranza della legislazione nazionale si materializzò nella prima legge sull’agriturismo, aprendo nuove prospettive al settore primario. Fu in questo contesto che nel 1994 l’azienda Monte Due Torri abbracciò anche la vocazione agrituristica, ampliando la propria offerta con un punto ristoro e camere per l’ospitalità. Non si trattava semplicemente di diversificare le attività, ma di creare un ponte tra la tradizione agricola e l’accoglienza, permettendo agli ospiti di immergersi nell’autenticità della vita rurale.
Il nuovo millennio accelerò questo processo di crescita organica. Nel 2003 venne acquisito il secondo centro, Il Borgo, una proprietà che si estende su quarantacinque ettari nel territorio di Ariccia, coltivato principalmente a vigneto, oliveto e grano. Situata al tredicesimo chilometro della via Nettunense, questa tenuta offre panorami incantevoli tra un susseguirsi di colline sapientemente coltivate secondo una tradizione rurale che si perpetua nei secoli. L’integrazione delle due proprietà non fu casuale: rappresentava piuttosto la volontà di creare un ecosistema completo, dove ogni elemento contribuisse all’armonia del tutto.
Questa visione olistica si concretizzò ulteriormente nel 2006, quando la famiglia decise di riconvertire i primi dieci ettari di vigneto, passando dalla coltivazione a tendone a quella specializzata a filari. Era l’inizio di una rivoluzione qualitativa che avrebbe trasformato l’approccio alla viticoltura. Tre anni dopo, questa trasformazione raggiunse il suo apice con la costruzione della cantina per la produzione vinicola, una struttura all’avanguardia che utilizza contenitori refrigerati in acciaio per la fermentazione e botti in legno di rovere e barriques per la maturazione. Il ciclo si completava con l’imbottigliamento dei vini in proprio, permettendo un controllo totale della qualità dall’uva al calice.
L’espansione armonica continuò a guidare le scelte aziendali. Dal 2010, anche Il Borgo si trasformò in agriturismo, dotandosi di punto ristoro, servizio di pernottamento e piscina. Ma l’innovazione più significativa fu l’allestimento di un’ala dedicata al trattamento del benessere del corpo, utilizzando prodotti aziendali trasformati come olio di oliva, uva, miele millefiori e cuore del germe di grano. Questa scelta non era dettata dalle mode del momento, ma dalla convinzione profonda che il benessere autentico nasca dal contatto con la natura e i suoi frutti genuini.
La Spa oggi rappresenta un autentico paradiso per chi desidera rigenerarsi nella cornice naturale dei Castelli Romani. I massaggi personalizzati, che spaziano dai tradizionali svedesi a quelli decontratturanti, si accompagnano a trattamenti viso e corpo realizzati con prodotti naturali e tecniche innovative. Il percorso benessere completo include sauna, bagno turco, docce emozionali e piscina riscaldata, creando un’esperienza olistica che va oltre il semplice relax. Gli effetti benefici sono tangibili: riduzione dello stress, miglioramento della circolazione sanguigna, eliminazione delle tossine e una pelle più luminosa e tonica.
Il 2012 segnò una svolta fondamentale che avrebbe definito l’identità futura dell’azienda. La certificazione biologica, ottenuta attraverso la riconversione completa della produzione agricola, non fu semplicemente una scelta commerciale, ma l’espressione di una consapevolezza ecologica maturata nel tempo. Questa decisione rifletteva una visione del rapporto con la terra basata sul rispetto e sulla sostenibilità, principi che permeano ogni aspetto dell’attività. I numeri testimoniano questa crescita responsabile: l’azienda è passata dai mille metri quadri iniziali agli attuali sessantacinque ettari, dalle due unità lavorative originarie a sessanta dipendenti.
Quando nel 2013 la terza generazione della famiglia Amici – Josè, Damiano e Arianna – raccolse l’eredità dei nonni, non si limitò a perpetuare il passato. Questi giovani imprenditori abbracciarono l’eredità utopistica con una sfida ancora più ambiziosa: il passaggio da coltivatori diretti a imprenditori agricoli. Questa transizione comportò non solo un ampliamento delle attività, ma anche una maggiore attenzione alla qualità e all’innovazione, sempre nel rispetto delle radici familiari.
L’approccio culinario che emerge da questa evoluzione generazionale si basa su una selezione rigorosa di ingredienti naturali interpretati con amore e creatività. Nel ristorante Cisterne Romane, così come nelle cantine e nella Sala Ricevimenti Vineria, ogni piatto racconta una storia che affonda le radici nella tradizione dei Castelli Romani.
La cantina, che vanta oltre cinquecento etichette, testimonia non solo la ricca tradizione enologica del Lazio, ma anche l’apertura verso l’eccellenza vinicola italiana. Qui, la genuina cucina regionale preparata con ingredienti biologici e locali si sposa perfettamente con una selezione vinicola che sa sorprendere anche i palati più raffinati.
La produzione vinicola aziendale merita un’attenzione particolare, rappresentando il perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione. Lo Spumante Brut Metodo Classico costituisce forse l’esempio più eloquente di questo approccio. Ottenuto da uve Chardonnay coltivate nei poderi dei comuni di Ariccia e Genzano, con una densità di impianto di cinquemilacinquecento ceppi per ettaro, questo spumante nasce da una vendemmia manuale che si svolge tra fine luglio e inizio agosto. Il processo di spumantizzazione con rifermentazione in bottiglia richiede una presa di spuma di ventiquattro mesi, seguita da sboccatura manuale e l’aggiunta di un “liqueur d’expédition” a base di zucchero di canna e brandy stravecchio.
Il risultato è un vino dal colore giallo paglierino con riflessi dorati e brillanti, caratterizzato da bollicine fini e catenelle persistenti. Il profumo varietale, arricchito da leggere sensazioni di crosta scura di pane, raggiunge la sua massima espressione al palato con sentori di frutta esotica matura e noccioline tostate. Servito a otto gradi, questo spumante si rivela un compagno ideale per antipasti compositi, ma la sua versatilità gli permette di accompagnare l’intero pasto quando servito a temperatura leggermente superiore.
Diversa ma ugualmente affascinante è la storia dello Spumante Rosè, prodotto con uve Petit Verdot e Cabernet Franc vinificate in rosato secondo la tecnica del saignée. Questa metodologia, che consiste nel prelevare dal vinificatore una parte del mosto dopo una breve fase di macerazione sulle bucce, permette di ottenere un vino dal carattere unico. La vinificazione con Metodo Charmat, attraverso pressatura soffice di uva intera raccolta in piccole cassette, è seguita da fermentazione del mosto fiore per ventiquattro giorni a bassa temperatura. Il colore rosato tenue con riflessi caldi di petali di rosa si accompagna a un profumo floreale intenso di rosa canina, creando un’esperienza sensoriale che trova il suo compimento nell’abbinamento con antipasti, primi e secondi piatti leggeri, ma anche con affumicati e fritti.
Il Blanc de Blanc rappresenta un’altra interpretazione della versatilità del Chardonnay aziendale. Spumantizzato con il metodo Charmat per una presa di spuma di tre mesi, questo vino dal colore giallo paglierino brillante si distingue per le bollicine medio-fini, abbondanti e persistenti. Il profumo piacevolmente floreale e fresco, che ricorda la ginestra e i delicati fiori gialli di campo, si traduce al palato in una sorpresa che evoca frutta esotica non troppo matura e un leggero sentore di nocciole tostate.
Tra i vini fermi, il Vermentino occupa un posto di particolare rilievo, declinandosi sia nella versione frizzante che in quella ferma. Il Vermentino Frizzante, ottenuto da uve coltivate a Cordone Speronato nei terreni con particolare esposizione rivolta alla costa, presenta una spuma abbondante e un colore giallo paglierino con riflessi verdognoli. I profumi richiamano fresche erbe aromatiche di campo, mentre al gusto si presenta secco e molto fresco, con una piacevole nota di morbidezza e un ritorno finale di sensazioni minerali e iodate che richiamano la vicinanza del mare.
La versione ferma del Vermentino approfondisce ulteriormente queste caratteristiche, beneficiando di un “elevage” su fecce nobili per cinque mesi che ne arricchisce la complessità. I profumi intensi di erbe aromatiche e rosmarino si traducono in un vino secco, fresco e caldo, con una persistenza che evoca sensazioni minerali e iodate. Questa versatilità lo rende perfetto come aperitivo a undici-dodici gradi, ma anche per abbinamenti con mozzarelline e ricottine di bufala, ceci al rosmarino e preparazioni fino alle carni bianche con erbe aromatiche.
La Malvasia Puntinata rappresenta invece l’omaggio alla tradizione viticola più autentica del territorio. Prodotta dalla tradizionale uva autoctona Malvasia del Lazio, coltivata nei territori del comune di Ariccia con una densità di impianto di tremila ceppi per ettaro, questa varietà viene vendemmiata manualmente alla fine di settembre. La vinificazione con macerazione pellicolare a freddo e pressatura soffice in assenza di ossigeno, seguita da fermentazione in tini di acciaio inox a temperatura controllata, preserva intatte le caratteristiche varietali. Il colore giallo paglierino carico si accompagna a un classico aroma che ricorda l’uva, arricchito da sentori di salvia, sambuco e fiori bianchi.
Il Sauvignon aziendale esprime invece la capacità di interpretare vitigni internazionali mantenendo un carattere territoriale distintivo. Coltivato a Cordone Speronato nei terreni collinosi dei comuni di Ariccia e Genzano, questo vino presenta aromaticità intense che ricordano le nespole e la salvia, con un leggero fondo foxy. Al palato si rivela secco, fresco, caldo e morbido, equilibrato con una conferma delle sensazioni aromatiche e un ritorno finale di nocciole fresche.
Il Chardonnay esprime la maestria nella vinificazione di questo vitigno nobile. Coltivato nei terreni soleggiati dei comuni di Ariccia e Genzano, con una densità di impianto di cinquemilacinquecento ceppi e una resa controllata di sessanta-ottanta quintali per ettaro, viene vendemmiato manualmente nella prima decade di agosto. Il profumo deciso di frutta matura, con riconoscimenti di mela Stark, kiwi e frutta esotica, si traduce in un vino secco dal gusto morbido e caldo, con un ritorno persistente delle sensazioni di frutta matura bilanciato da una giusta vena di freschezza.
Particolare attenzione merita il Petit Manseng, vitigno che trova nei terreni vulcanici dei Castelli Romani un’espressione di grande eleganza. Le uve ben mature mantengono un’ottima acidità che garantisce la massima espressione varietale. La vinificazione in bianco con breve macerazione a freddo e pressatura molto lenta e soffice rispetta al massimo le bucce, mentre la fermentazione spontanea con immissione di lieviti al secondo giorno si svolge a temperature controllate. Dopo una lunga permanenza sui lieviti, il vino sviluppa un colore giallo paglierino brillante e un profumo molto intenso, aromatico e speziato.
Il Viognier rappresenta l’interpretazione di un vitigno che, pur avendo radici antiche nella Rodano francese, ha trovato negli ultimi decenni una diffusione mondiale. La vendemmia manuale nella seconda decade di ottobre preserva le caratteristiche di un vitigno che resiste bene alla siccità ma richiede attenzioni particolari. Il colore giallo paglierino intenso tendente al dorato si accompagna a note floreali evidenti di biancospino e acacia in gioventù, che evolvono verso un fruttato esplosivo con nitide sensazioni di albicocca, pesca e un singolare carattere muschiato.
Il blend Colli San Paolo bianco completa la gamma dei vini bianchi, combinando Malvasia e Moscato per creare un vino dai leggeri profumi di fiori bianchi con lievi sentori moscatellati. La sua struttura media e il finale agrumato con note di mandorla fresca lo rendono versatile per tutto il pasto con piatti non troppo complessi.
La produzione di vini rossi rivela una padronanza tecnica altrettanto impressionante, con un’attenzione particolare all’espressione del territorio attraverso vitigni sia autoctoni che internazionali. Il Cabernet Sauvignon rappresenta forse l’esempio più raffinato di come l’interpretazione di un vitigno bordolese possa acquisire caratteristiche uniche quando coltivato nei terreni vulcanici dei Castelli Romani. La combinazione di novanta per cento di Cabernet Sauvignon con dieci per cento di Cabernet Franc, coltivata a Cordone Speronato con una densità di cinquemila ceppi per ettaro, viene vendemmiata meccanicamente nella prima decade di ottobre.
Il risultato è un vino dal colore rosso rubino con leggeri riflessi violacei, che si presenta al naso con sentori erbacei bilanciati da riconoscimenti di lampone, polvere di caffè e spezie. Al palato si rivela secco, caldo e leggermente fresco, con un tannino giusto, nobile e asciugante, completato da una piacevole persistenza di pepe nero. La sua elevata struttura lo rende indicato per preparazioni elaborate con erbe aromatiche, spezie e lunghe cotture, così come per formaggi stagionati.
Lo Shiraz esprime un carattere più immediato e fruttato. Coltivato con la stessa densità del Cabernet ma vendemmiato nella terza decade di ottobre, questo vino beneficia di un affinamento più breve: sei mesi in acciaio inox e sei mesi in legno grande. Il colore rosso rubino con riflessi purpurei accompagna sentori di piccoli frutti rossi di bosco e fragole, mentre al palato risulta secco e caldo, con un tannino ben percepibile ma mai aggressivo.
Il Petit Verdot rappresenta un’interessante interpretazione di questo vitigno bordolese utilizzato tradizionalmente in piccole percentuali nei blend. Qui invece viene vinificato in purezza, rivelando caratteristiche uniche. Vendemmiato nella seconda decade di ottobre e sottoposto allo stesso regime di affinamento del Cabernet Sauvignon, presenta un colore rosso rubino tendente al violaceo e ricorda il profumo di frutti rossi, in particolare le more, arricchito da un mix di spezie.
Il Montepulciano celebra l’autoctonia laziale, offrendo un’interpretazione territoriale di questo vitigno dell’Italia centrale. Coltivato nei terreni di Ariccia e Genzano e vendemmiato nella terza decade di ottobre, beneficia di sei mesi di affinamento in acciaio inox seguiti da sei mesi in legno grande. Il colore rosso rubino con riflessi violacei al naso presenta una marcata vinosità accompagnata da sentori di visciole e fiori rossi.
Il blend Colli San Paolo rosso combina sapientemente Montepulciano, Cabernet Franc e Petit Verdot per creare un vino dal carattere equilibrato. Vendemmiato dalla fine di settembre alla terza decade di ottobre, presenta un colore rosso rubino con riflessi violacei e una decisa vinosità con ricordi di piccoli frutti rossi di bosco.
Il Rosato merita una menzione particolare per la sua complessità, ottenuta da uve Shiraz con aggiunta di Cabernet Franc attraverso la tecnica del saignée. La vinificazione sulle bucce per ventiquattro ore permette di estrarre il giusto colore e struttura, creando un rosato dal carattere deciso con sfumature viola e riflessi fucsia. Il bouquet intenso dai decisi sentori di frutti di bosco, con predominanza del lampone e frutta rossa, si accompagna a una struttura che si avvicina al rosso.
Il Vermentino Passito rappresenta l’apice della tradizione dolciaria aziendale. Prodotto con uve Vermentino vendemmiate nell’ultima decade di ottobre e sottoposte a ulteriore appassimento su graticci, viene vinificato in acciaio e maturato in barrique usate per invecchiare il Marsala. Il colore ambrato brillante accompagna sentori marcati e persistenti di albicocca candita e fichi maturi, risultando equilibratamente dolce con una piacevole freschezza e ottima struttura.
Lo Spumante Dolce chiude idealmente la gamma vinicola, combinando Chardonnay e dieci per cento di Moscato di Terracina. Spumantizzato con metodo Charmat per una presa di spuma di tre mesi, presenta un colore giallo paglierino brillante con riflessi dorati e bollicine medio-fini persistenti. Il profumo fresco, floreale e intenso richiama il morbido gelsomino e aromi primari, mentre al palato risulta delicatamente abboccato e fresco.
La produzione non si ferma ai vini, estendendosi a eccellenze che completano l’offerta enogastronomica. La Grappa, ottenuta dalla distillazione a corrente di vapore delle vinacce fresche delle uve aziendali, viene lungamente affinata in legno di rovere. Il colore ambrato e il profumo che combina freschi ricordi varietali fruttati con sensazioni vanigliate, iodate e speziate della maturazione in legno, si traducono in un distillato caldo, morbido e avvolgente con un finale fresco amaricante.
La Salsa Balsamica rappresenta un prodotto unico, ottenuto dalla lavorazione dell’uva di Malvasia Puntinata, Candia e Trebbiano Toscano, arricchita con aromi naturali come pepe nero, rosmarino e zucchero. Il processo produttivo inizia con la raccolta manuale delle uve tra fine settembre e tutto ottobre, seguita da premitura manuale e separazione tra mosto, bucce e acini. Il mosto non fermentato viene cotto in recipienti di rame e acciaio a fuoco lento per circa due ore, durante le quali viene arricchito con gli aromi naturali e continuamente mescolato.
L’Olio extravergine conclude questa rassegna di eccellenze, prodotto da cultivar Frantoio, Leccino, Ritornella e Rosciola raccolte nell’uliveto aziendale attraverso brucatura con agevolatori meccanici. La frangitura, gramolatura, spremitura e separazione avvengono automaticamente con controllo rigoroso della temperatura, che non supera mai i ventisette gradi centigradi. L’olio risultante presenta intensi profumi fruttati, è piacevolmente amarognolo in finale con ricordo di carciofo e un leggero piccante non persistente.
L’offerta ricettiva si integra perfettamente con questa visione di qualità e autenticità. Le camere, semplici ma funzionali, sono dotate di aria condizionata, televisore a schermo piatto, bagno privato e patio, offrendo tutto il necessario per un soggiorno confortevole. Gli arredi mantengono un’essenzialità che riflette l’autenticità del luogo, mentre l’unanime riconoscimento va alla pulizia impeccabile e al rapporto qualità-prezzo particolarmente conveniente.
L’architettura dell’intera struttura riflette una semplicità ecologicamente consapevole che si integra perfettamente con il paesaggio circostante. Ogni edificio, ogni spazio è stato pensato per offrire un’esperienza immersiva nella natura e nella storia, mantenendo sempre un legame stretto con la terra e le tradizioni locali. I dettagli sono studiati per garantire comfort e benessere senza compromettere l’autenticità del luogo.
Questa autenticità si esprime anche nella capacità della struttura di organizzare eventi che celebrano la tradizione con spirito contemporaneo. I matrimoni celebrati tra le antiche mura testimoniano come sia possibile onorare il passato senza rinunciare alle esigenze del presente. La Settimana Educativa e Sportiva, organizzata per bambini dai sette ai tredici anni, ha rappresentato un esempio concreto dell’impegno sociale dell’azienda verso la comunità locale, combinando supporto allo studio e allenamento sportivo.
L’ospitalità e l’accoglienza rappresentano le caratteristiche distintive di questa realtà, che si configura come location polivalente capace di offrire un’esperienza completa e multidimensionale. La possibilità di degustare una cucina tradizionale preparata con prodotti di produzione propria, sapientemente abbinata ai vini aziendali, crea un’esperienza sensoriale ed emotiva che va ben oltre la semplice ristorazione.
L’approccio aziendale che emerge da questa evoluzione settantennale si basa sulla convinzione profonda che il progetto di un’impresa debba essere attento ai bisogni della clientela e saperli trasformare in servizi autentici e di qualità. Questa attenzione non è mai superficiale o puramente commerciale, ma nasce da una comprensione profonda delle esigenze umane più genuine: il bisogno di autenticità, di contatto con la natura, di riscoperta dei sapori veri.
La proposta per il futuro si concentra sulla promozione dei prodotti tipici e tradizionali del territorio, considerati risorsa unica e inesauribile perché si riproducono ad ogni stagione, rinnovandosi continuamente pur mantenendo le caratteristiche distintive che li rendono riconoscibili e preziosi. Questa concezione del territorio come patrimonio vivente da preservare e valorizzare rappresenta il filo conduttore di tutte le attività aziendali.
L’Agriturismo Monte Due Torri rappresenta oggi una sintesi perfetta tra passato e presente, dove la storia millenaria del territorio si fonde armoniosamente con l’innovazione imprenditoriale e il rispetto incondizionato per l’ambiente. La struttura offre agli ospiti molto più di un semplice soggiorno: propone un vero e proprio viaggio attraverso il tempo, i sapori e le tradizioni di una delle regioni più affascinanti d’Italia, situata a pochi passi dalla capitale ma immersa in una dimensione di pace e autenticità che appartiene a un tempo diverso.
Qui, tra le antiche cisterne romane che custodiscono duemila anni di storia e i moderni impianti di vinificazione che rappresentano l’eccellenza tecnologica contemporanea, tra i sapori della tradizione tramandati di generazione in generazione e l’innovazione dell’agricoltura biologica che guarda responsabilmente al futuro, i visitatori possono riscoprire il valore del tempo lento, della qualità autentica e del rapporto genuino con la terra. È un luogo dove ogni stagione racconta una storia diversa, dove ogni prodotto porta con sé il sapore della sua origine, ma dove il filo conduttore rimane sempre lo stesso: la passione per la terra e il rispetto per chi la lavora, valori che la famiglia Amici tramanda di generazione in generazione, costruendo un futuro sostenibile senza dimenticare le radici del passato.
