Tattoria al Vomero – il Tatto Chef che cucina i ricordi

Siamo al Vomero, quartiere alto e raffinato di Napoli, dove tra eleganti palazzi liberty e vedute sul Golfo si respira ancora un’aria di città autentica e vitale. Dalle terrazze panoramiche che dominano il mare, fino ai vicoli che custodiscono botteghe, profumi e tradizioni, il Vomero è un microcosmo di eleganza e umanità. È proprio qui, in Piazza Cosimo Fanzago, tra le piazze più vivaci e suggestive, che prende vita un luogo in cui la memoria incontra il gusto: La Tattoria – con due T, come il soprannome affettuoso del suo ideatore, Rosario Avolio, conosciuto da tutti come Tatto Chef. Quel nomignolo, nato per caso dai nipotini, è diventato il segno di un’identità, il simbolo di un modo di vivere la cucina come contatto, calore, emozione.

Aperta il 4 aprile 2025, La Tattoria è molto più di un ristorante: è un piccolo teatro dell’anima partenopea, dove l’ospitalità si intreccia alla tradizione. L’ambiente, curato e accogliente, alterna colori caldi, materiali naturali e piante rigogliose che rendono ogni angolo un abbraccio. Le luci sono soffuse e l’atmosfera invita alla calma e alla condivisione. Qui nulla è costruito per stupire, ma tutto per far sentire a casa.

Rosario Avolio arriva alla ristorazione dopo un lungo percorso di passione, sperimentazione e curiosità. Autodidatta, legato ai sapori della sua infanzia, ha fatto della memoria il filo conduttore della propria cucina. La scintilla è nata accanto alla nonna, donna genovese trapiantata a Napoli, che con pochi ingredienti sapeva creare piatti capaci di riunire la famiglia intorno alla tavola. «Con poco riusciva a fare meraviglie», racconta lo chef. «Ancora oggi, quando preparo la melanzana ripiena che lei serviva d’estate, rivedo quei pomeriggi di mare e pane». Da lei ha imparato il valore del tempo, della semplicità e del gesto, che oggi si ritrovano in ogni sua creazione.

Prima dell’apertura del suo ristorante, Avolio si era già fatto conoscere attraverso i social: video, ricette, racconti di cucina che in breve tempo hanno conquistato un pubblico affezionato. È stato proprio questo affetto a spingerlo verso la realizzazione di un sogno: aprire un luogo dove poter condividere dal vivo ciò che fino a quel momento era solo digitale. Così è nata La Tattoria, volutamente di dimensioni contenute – una quarantina di coperti – per preservare quella dimensione familiare che è il cuore della sua filosofia. «Voglio poter guardare ogni cliente negli occhi», dice, «perché chi entra qui deve sentire il profumo della mia casa».

La sua è una cucina tradizionale napoletana, sincera e generosa, che non teme la semplicità perché la considera la più alta forma di perfezione. Nel menù si ritrovano i piatti dell’infanzia: pasta e patate con la provola, genovese, scarpariello, baccalà alla napoletana, polpette al sugo, parmigiana di melanzane, peperoni e scarole imbottite. Ogni pietanza è pensata per evocare un ricordo e restituire un’emozione. Avolio lavora sulle consistenze e sulla materia prima, usa tecniche moderne senza mai snaturare l’essenza casalinga delle preparazioni.

Nel giugno 2024, Rosario Avolio ha ricevuto anche la Pergamena per Meriti Professionali nell’ambito del prestigioso Leone d’oro di Venezia, riconoscimento conferito a personalità che si distinguono per talento e dedizione nel proprio campo. Questo premio ha consacrato ulteriormente la sua figura di ambasciatore della cucina napoletana autentica, assegnatogli poco meno di un anno prima dell’apertura de La Tattoria, come un preludio naturale al successo che sarebbe seguito.

Il successo mediatico è arrivato con la vittoria nel programma televisivo Foodish, condotto da Joe Bastianich, che lo ha visto trionfare con una creazione destinata a diventare iconica: la pasta mista con ceci e vongole. Un piatto che unisce mare e terra, leggerezza e sostanza, modernità e radici. Nel coccio di Tatto Chef la tradizione della pasta con le vongole incontra l’antico matrimonio tra legumi e mitili, già noto nella pasta e fagioli con le cozze. Ma qui i fagioli lasciano spazio ai ceci, più aromatici e delicati, e l’aggiunta di un leggero tocco piccante rende il piatto armonico e persistente. Da quel momento, clienti da ogni parte d’Italia hanno iniziato a varcare la soglia del locale per assaggiare la sua versione di un classico partenopeo.

La cucina di Rosario Avolio è fatta di stagionalità e rispetto: verdure fresche, ingredienti locali, materie prime selezionate con cura. La scarola ripiena resta uno dei piatti simbolo, ma quando la stagione cambia arrivano nuove proposte come il tegamino di peperoncini verdi di fiume, cozze e pecorino, una combinazione che esprime perfettamente la sua idea di equilibrio tra tradizione e creatività. Ogni preparazione è frutto di un dialogo tra memoria e ricerca, tra spontaneità e precisione.

Gli antipasti sono un viaggio nella memoria: la melanzana a pullastiello, doppia frittura e farcitura di provola e salame, la scarola mbuttunata con capperi, pinoli, uvetta e acciughe, il peperone ripieno, la parmigiana e le polpette al sugo servite in piccoli tegamini. Ogni assaggio è un omaggio alla cucina delle nonne, dove la generosità era una forma di affetto, e ogni boccone racchiude il sapore dell’infanzia e la concretezza di un tempo in cui cucinare significava prendersi cura degli altri.

Il percorso si chiude con un dolce semplice e genuino: una frolla ripiena di crema pasticcera al limone, profumata e leggera, che riporta ai dessert di famiglia. Alla Tattoria anche il momento del dolce diventa un rituale di dolcezza domestica, in cui la pasticceria non è mai esibizione, ma puro conforto.

Non meno curata la carta dei vini, costruita con equilibrio e attenzione alle realtà del territorio campano e nazionale. Tra le etichette spiccano i bianchi minerali della Costiera, i rossi corposi dell’Irpinia e una selezione di bollicine italiane pensata per accompagnare i piatti senza sovrastarli. La filosofia è chiara: valorizzare le eccellenze italiane e offrire una scelta che segua il ritmo delle stagioni, proprio come la cucina.

Ma ciò che rende unica La Tattoria non è solo il menù: è l’atmosfera. Ogni elemento è pensato per evocare un pranzo domenicale, quando la cucina era un rito e il tempo sembrava fermarsi. Non stupisce che molti clienti, assaggiando la melanzana a pullastiello, si commuovano ricordando i sapori dell’infanzia. «Sono i piatti più semplici a essere i più difficili da fare bene», spiega lo chef, che del pomodoro – uno dei suoi ingredienti prediletti – dice: «Va scottato, non cotto. Quattro minuti a fuoco vivo e poi saltato. Solo così conserva il suo profumo».

Rosario Avolio è un cuoco che non dimentica da dove viene, ma guarda avanti con consapevolezza. Ammira Antonino Cannavacciuolo per la sua capacità di trasformare la cucina tradizionale in alta ristorazione senza snaturarla, e sogna di continuare a far crescere il suo locale restando fedele a sé stesso. «Tra dieci anni mi piacerebbe vedermi ancora qui, con la stessa passione di oggi, ma senza escludere la possibilità di far nascere nuove Tattorie, sempre fedeli allo stesso spirito e alla stessa autenticità», dice sorridendo.

La Tattoria è la dimostrazione che la semplicità, quando è autentica, può diventare un lusso raro. E che a volte basta un piatto di pasta e patate con la provola, un bicchiere di vino e una risata condivisa per ritrovare il senso più vero della convivialità napoletana: quello che Rosario Avolio, con il suo inconfondibile tocco di Tatto, sa restituire ogni giorno con cuore e mestiere.

https://www.latattoria.it/

 

Foto Simone Paris

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