Perugia si lascia scoprire lentamente, come fanno le città che non hanno bisogno di dichiararsi. Si avvicina con le sue pietre color miele, con il respiro profondo delle sue salite, con quel modo tutto suo di coniugare il ritmo antico delle mura etrusche alla vitalità di chi la abita oggi. Ogni passo è un’onda che porta altrove: un vicolo che si stringe, una terrazza che si apre, uno scorcio che sembra trattenere la luce del pomeriggio. È in questo scenario stratificato e vibrante che il Rosetta Hotel Perugia, Tapestry Collection by Hilton, ha ritrovato la propria voce. Una voce nuova, limpida, ricavata dalla memoria senza esserne prigioniera.
Per comprenderne davvero la rinascita, è necessario ripercorrere quasi un secolo di storia. Nato nel 1922, il Rosetta affonda le sue radici in una stagione in cui Perugia iniziava ad attrarre un turismo colto, fatto di viaggiatori, docenti universitari, professionisti e famiglie in cerca di un’ospitalità accogliente nel cuore dell’acropoli. Per decenni l’hotel è stato un riferimento affettivo per la città: luogo di incontri, cene, celebrazioni, conversazioni e rituali quotidiani. Negli anni Cinquanta e Sessanta, complice il boom economico, divenne un punto fermo della vita cittadina; negli anni Ottanta e Duemila subì vari aggiornamenti, pur mantenendo quell’anima rétro che la comunità continuava a riconoscergli.
Il passaggio alla famiglia Mencarelli nel 2015 segnò l’inizio di una nuova consapevolezza: l’edificio aveva un potenziale ancora inespresso. La svolta definitiva arrivò nel 2021, quando Rodolfo Mencarelli e Simone Fittuccia rilevarono la struttura con l’intenzione di andare oltre un semplice restyling. L’obiettivo era più ambizioso: trasformare la storica Rosetta in un hotel contemporaneo capace di dialogare con la scena internazionale senza rinunciare alla propria identità. Da qui la scelta della Tapestry Collection by Hilton, il brand che celebra le specificità dei luoghi e valorizza le strutture indipendenti.
La metamorfosi prese forma attraverso un lavoro di quattordici mesi guidato dallo studio Ovre.design. Gli architetti hanno interpretato l’edificio come un organismo vivo, costruendo un linguaggio che unisce materie locali — rovere, pietra, tessuti artigiani — a tecnologie moderne e luci scenografiche. Una narrazione diffusa che omaggia l’Umbria senza mai cadere nella replica nostalgica. La palette cromatica richiama i toni del Rinascimento, mentre dettagli realizzati da botteghe locali riportano in superficie il legame con la tradizione manuale della regione.
Il Rosetta si sviluppa oggi su cinque livelli e ospita settantaquattro camere distribuite su tre piani. Varcata la soglia, si percepisce un senso di equilibrio costruito con elementi essenziali ma accuratissimi: legni caldi, toni chiari, superfici morbide, geometrie sobrie. Il cortile interno — raccolto, quasi segreto — è una pausa naturale tra gli ambienti, un luogo silenzioso che riflette la stessa eleganza misurata del progetto.
Questa attenzione verso il passato, unita alla volontà di proiettare la struttura nel futuro, ha portato il Rosetta a ottenere la prestigiosa certificazione GBC Historic Building, riservata agli edifici storici riqualificati nel rispetto della loro identità. Non si tratta di un riconoscimento puramente tecnico: testimonia un equilibrio raro tra tutela del patrimonio, sostenibilità energetica e benessere degli ospiti.
L’hotel, però, non vive in isolamento. La sua posizione — a pochi passi da Corso Vannucci, dalla Rocca Paolina, da Palazzo dei Priori e dalla Galleria Nazionale dell’Umbria — lo rende un naturale prolungamento della città. Da qui si può attraversare Perugia a piedi, coglierne i dettagli, seguirne il ritmo. È un osservatorio privilegiato, un punto di partenza e di ritorno.
Le camere raccontano un’idea di ospitalità raffinata e discreta, costruita intorno alla sensazione di essere accolti con naturalezza. Le singole e le queen sono intime, pensate per chi cerca un rifugio essenziale ma curato nei minimi dettagli: superfici morbide, luci regolabili, doccia con soffione a pioggia, TV ad alta definizione e una palette cromatica che invita alla quiete. Le king, superior e deluxe ampliano la prospettiva, offrendo maggiore ariosità e una fruibilità più versatile, ideale per soggiorni più lunghi o per chi desidera una zona relax più definita. Le deluxe, con divano letto integrato, si adattano con eleganza anche alle piccole famiglie.
Le junior suite e le suite presentano ambienti più articolati, con zone giorno pensate per leggere, lavorare o semplicemente concedersi una pausa. Gli elementi di design dialogano con la struttura storica: scrivanie ampie, punti luce scenografici, toni caldi e materiali che richiamano la tradizione artigiana umbra. La Suite Rosetta, la più iconica, custodisce un soffitto cinquecentesco dipinto a mano, un frammento d’arte che non si impone ma accompagna. La sua ampiezza, la zona living integrata e la cura dei dettagli — dalla macchina da caffè espresso ai tessuti scelti con attenzione — la rendono un microcosmo prezioso, dove la storia entra in relazione con il comfort contemporaneo.
Accanto alle camere, la dimensione sociale dell’hotel si articola in ambienti che dialogano tra loro con naturalezza. Casa Vannucci rende omaggio alla cucina umbra con tecniche contemporanee; Sushi Umbro osa contaminazioni sorprendenti tra ingredienti locali e linguaggi giapponesi; The Cloud, affacciato sui tetti di Perugia, cambia volto durante la giornata, da spazio raccolto per la colazione a luogo aperto a ospiti e cittadini per brunch, aperitivi e momenti di lavoro. È una soglia, un ponte, un crocevia.
Il legame tra l’hotel e la città troverà ulteriore espressione nel futuro Jazz Club, destinato a trasformare i livelli sotterranei in un nuovo centro culturale: performance dal vivo, piccoli eventi letterari, incontri con artisti, collaborazioni con realtà locali. Il Rosetta non si limita a ospitare cultura: la genera, la ascolta, la restituisce.
La filosofia progettuale si riflette anche nella cura dell’esperienza ospite. I corridoi seguono l’impianto storico dell’edificio creando un percorso narrativo; le zone comuni sono concepite per bilanciare privacy e convivialità; la fruibilità è garantita da camere attrezzate per persone con disabilità motorie e da servizi come chiave digitale, concierge, fitness center, camere comunicanti. Anche la sostenibilità è un valore concreto: sistemi energetici efficienti, materiali durevoli, pratiche consapevoli per ospiti e personale.
Il Rosetta non è soltanto una struttura ricettiva: è un gesto verso Perugia. È il riconoscimento del suo valore culturale, la restituzione di uno spazio simbolico e la proposta di un luogo in cui passato, presente e futuro convivono senza fratture. Un hotel che non si limita a essere soggiornato, ma vissuto; che non cerca di impressionare, ma di restare.
Ed è forse questa la sensazione che accompagna chi se ne va: l’impressione di aver attraversato un luogo che ha saputo tradurre l’essenza della città in atmosfere, luci e narrazioni. Un luogo che custodisce, accoglie, racconta. Un luogo che resta.
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