La tamerice di Pascoli rifiorisce a Matera: il sogno gastronomico di Myricae

Nel cuore antico di Matera, tra le pietre che custodiscono millenni di storia e la luce che si riflette come un ricamo sui tufi dorati, nasce il Ristorante Myricae. Un nome che racchiude un intero mondo poetico: richiama i versi di Giovanni Pascoli, “Arbusta iuvant humilesque myricae“, dove le piccole cose diventano custodi di emozioni e memoria. Come le tamerici che crescono spontanee tra la murgia e il mare, anche la cucina di Myricae si nutre di semplicità, autenticità e radici. Da questa visione, che unisce terra e poesia, prende forma il progetto di Nicola Stella e Domenico Paolicelli, due chef di generazioni diverse ma uniti da un affiatamento raro, che hanno scelto di restituire alla loro città una voce gastronomica nuova, raffinata e profondamente lucana.

 

Il legame tra i due nasce tempo fa, in una delle masserie più suggestive della Basilicata, Torre Fiore, tra Pisticci e Tinchi. All’epoca, Domenico era poco più che un ragazzo pieno di curiosità e talento, mentre Nicola, già affermato professionista, guidava con rigore e passione la brigata di cucina. Da quell’incontro nasce un’amicizia e un rispetto reciproco che superano gli anni e le distanze. Quando le strade dei due si separano, Domenico parte per la Francia e inizia un lungo percorso all’estero: lavora tra Parigi e Copenaghen, passando da ristoranti di grande prestigio come Le Meurice Alain Ducasse, il Geranium e l’AOC. È proprio in Scandinavia che si confronta con il rigore e la filosofia del Nordic fine dining, un mondo dove la purezza dei sapori, la stagionalità e la ricerca dell’essenziale diventano linguaggio. Quegli anni lo formano profondamente, insegnandogli a valorizzare la materia prima e ad affidarsi alla natura come principale ispirazione creativa.

 

Anche Nicola costruisce il proprio percorso professionale tra esperienze in Italia e all’estero: lavora in Inghilterra, in Francia, in Brasile, ma anche in Emilia e in Toscana, prima di fare ritorno nella sua Matera. Qui consolida una lunga carriera che culmina al ristorante del cinque stelle lusso Palazzo Gattini, dove affina una cucina elegante, essenziale e identitaria. Con il tempo matura il desiderio di creare qualcosa di suo, un luogo in cui coniugare tecnica e passione, ma anche un’idea di cucina più personale e libera, capace di raccontare la Lucania contemporanea. Così, quando i due si ritrovano, il progetto prende forma quasi naturalmente: unire esperienze internazionali e visioni differenti per dare vita a un ristorante che parli al mondo senza rinnegare le proprie radici.

 

Myricae nasce dunque come un atto d’amore verso la propria terra. L’obiettivo è chiaro: offrire una cucina d’autore che valorizzi la biodiversità lucana e allo stesso tempo sappia esprimere una sensibilità contemporanea. Domenico e Nicola costruiscono un linguaggio comune fatto di rispetto, curiosità e coraggio. Non cercano l’effetto scenico, ma la sostanza; non vogliono stupire con artifici, ma emozionare attraverso l’equilibrio, la precisione e l’autenticità. Il risultato è un ristorante che rappresenta la sintesi perfetta tra tradizione e innovazione, dove ogni piatto racconta una storia e ogni dettaglio diventa esperienza.

 

L’ambiente di Myricae riflette perfettamente questa filosofia. Gli interni sono eleganti ma essenziali, curati senza ostentazione, con una cucina a vista che diventa il fulcro dello spazio. Un bancone da otto posti invita alla condivisione, mentre i tavoli, illuminati da luci calde e discrete, favoriscono la conversazione e la convivialità. Le tonalità neutre, il legno e la pietra dialogano con armonia, creando un’atmosfera accogliente in cui il tempo sembra rallentare. È un luogo dove si mangia, ma anche dove si ascolta, si osserva, si partecipa: l’esperienza gastronomica diventa dialogo, incontro e narrazione.

 

La proposta culinaria si sviluppa attraverso un equilibrio di sapori lucani reinterpretati in chiave moderna, con influenze nordiche e francesi che rivelano le diverse anime dei due chef. Nei piatti si riconosce la ricerca di una semplicità complessa: ogni elemento è essenziale, ogni ingrediente ha un ruolo preciso. Tra le creazioni simbolo spiccano il raviolo di pezzente con caciocavallo e limone, in cui la forza rustica del salume incontra la freschezza degli agrumi; la ricciola con stracciatella e prezzemolo, che unisce la sapidità del mare alla morbidezza lattica della terra; la lingua di vitello con nervetti, cicoria e salsa bernese, un omaggio alla cucina popolare elevato a piatto d’autore; e l’ombrina al curry verde di mandorle e zucchine, che fonde eleganza mediterranea e tecniche internazionali. Tra i dolci, la crème brûlée al pane di Matera con vinaigrette di olive si distingue come simbolo del locale: un dolce che trasforma un elemento della tradizione più quotidiana in un esercizio di pura finezza.

La carta, pensata con coerenza e misura, propone piatti à la carte e due percorsi degustazione – da dieci e tredici portate – che guidano l’ospite in un racconto gastronomico completo. Ogni portata segue il ritmo della stagionalità, mentre gli scarti vengono riutilizzati con creatività in una logica di sostenibilità e rispetto. Anche la carta dei vini è frutto di un’accurata selezione: etichette naturali, piccoli produttori, vini del Sud e chicche internazionali, tutti scelti per accompagnare con armonia le sfumature della cucina.

 

Ma Myricae non è un punto d’arrivo: è un laboratorio in costante evoluzione. Accanto al ristorante, i due chef stanno già lavorando all’apertura di un Wine bar che offrirà proposte più informali e leggere, pensate per il pranzo e le degustazioni. Sarà un’estensione del loro universo gastronomico, un luogo dove la sperimentazione continuerà a fiorire, mantenendo intatta l’identità del progetto.

 

A Matera, oggi, Myricae rappresenta una delle esperienze più significative della nuova scena culinaria lucana. È il risultato di due percorsi che si incontrano, di due visioni che si fondono in un’unica armonia. Qui l’alta cucina non è mai ostentazione, ma un racconto intimo e sincero, fatto di materia viva, di memoria e di passione. È un luogo che restituisce alla semplicità la sua dignità più alta, come nei versi di Pascoli, dove la poesia nasce dalle piccole cose e la bellezza si rivela nel dettaglio. Così, tra le vie di Matera, Myricae continua a crescere come una tamerice al sole: discreta, resiliente e luminosa, custode di un nuovo modo di intendere la cucina e la terra da cui proviene.

https://myricaeristorante.it/

Related Posts

di
Previous Post Next Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

0 shares