A Venezia, il dialogo tra ospitalità e gusto ha sempre avuto un significato particolare. Qui il viaggio non si esaurisce nella bellezza di un affaccio, nella memoria di un palazzo o nella precisione di un servizio alberghiero: passa anche dalla tavola, dalla scelta di un vino, dalla qualità di una materia prima capace di raccontare un territorio prima ancora di essere assaggiata. È su questa relazione, oggi centrale per chi lavora nell’accoglienza di fascia alta, che Extraordinary Food & Wine in Venice ha costruito negli anni la propria identità, diventando un appuntamento riconosciuto dagli operatori del settore enogastronomico e alberghiero.
La nona edizione della manifestazione tornerà il 20 e 21 settembre 2026, dalle 11 alle 18, nella Sala del Ridotto dell’Hotel Monaco & Grand Canal. La sede non è un semplice dettaglio scenografico. L’albergo, affacciato direttamente sul Canal Grande e a pochi passi da Piazza San Marco, porta con sé una parte importante dell’immaginario veneziano: l’arrivo dall’acqua, il movimento lento delle imbarcazioni, la luce che cambia sulle facciate e quel rapporto costante tra città e laguna che rende l’ospitalità veneziana diversa da qualsiasi altra esperienza urbana. Per un evento dedicato al cibo, al vino e alla cultura dell’accoglienza, questo contesto diventa parte del significato stesso dell’incontro.
Il cuore storico dell’hotel è Palazzo Dandolo, luogo legato a una delle pagine più celebri della Venezia mondana. Dal 1638 ospitò il Ridotto, considerato il primo casinò pubblico del mondo, che durante il Carnevale divenne un punto d’incontro esclusivo per gioco, conversazioni riservate, relazioni sociali e volti celati dietro le maschere. Per sei mesi all’anno quegli ambienti raccolsero una parte dello splendore della Serenissima, fino alla chiusura decretata dal Consiglio dei Dieci il 27 novembre 1774. Nei secoli successivi il palazzo attraversò trasformazioni diverse e progetti mai pienamente compiuti, prima di ritrovare nuova vita nel 1947 grazie ad Arturo Buleghin, ex partigiano e uomo legato al mondo del teatro. Oggi Palazzo Dandolo conserva questo intreccio di memoria, eleganza e ospitalità contemporanea, offrendo alla manifestazione uno spazio in cui la storia accompagna naturalmente il presente.
Extraordinary Food & Wine nasce dall’intuizione di Fausto Brozzi, architetto e designer, che ha trasformato il proprio legame con Venezia e con le eccellenze alimentari in un progetto dedicato al confronto tra chi produce qualità e chi ogni giorno la porta al pubblico. La sua idea non si limita alla formula della degustazione. Al centro della manifestazione c’è un incontro concreto tra aziende del food e del wine, chef, ristoratori, albergatori, enotecari, commercianti specializzati e operatori della filiera. In questo scambio, il prodotto viene raccontato non come semplice presenza su un banco d’assaggio, ma come risultato di competenza, territorio, ricerca e sensibilità.
L’edizione 2026 conferma questa vocazione e la porta un passo più avanti. Le due giornate saranno dedicate a degustazioni, incontri professionali, networking e occasioni di confronto pensate per chi lavora nell’enogastronomia e nell’ospitalità. Il valore dell’evento sta nella possibilità di creare relazioni dirette, capaci di andare oltre la presentazione commerciale. In una città dove il pubblico internazionale richiede standard elevati e una proposta consapevole, la qualità del cibo e del vino diventa parte dell’esperienza di soggiorno. Un hotel, un ristorante, un bar, un’enoteca o una bottega specializzata non scelgono soltanto prodotti: scelgono storie da proporre, identità da valorizzare, dettagli che incidono sulla percezione complessiva dell’accoglienza.
In questo senso, la collaborazione con Enrico Mazzocco, direttore generale dell’Hotel Monaco & Grand Canal, conferma il legame tra Extraordinary Food & Wine e il mondo dell’hôtellerie veneziana. Da sei anni alla guida della struttura, Mazzocco ne coordina lo sviluppo con l’obiettivo di tenere insieme la valorizzazione della tradizione veneziana e un’offerta di ospitalità di alto livello. L’albergo non è soltanto la sede della manifestazione, ma il luogo in cui accoglienza, memoria storica e cultura enogastronomica trovano una forma concreta. La presenza di Daniele Minotto, direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori, segna un ulteriore passaggio di crescita, rafforzando la connessione tra produttori, professionisti del gusto e sistema alberghiero. In una destinazione internazionale, infatti, contano la qualità degli spazi e del servizio, ma anche la capacità di scegliere prodotti riconoscibili, proporre esperienze coerenti e offrire agli ospiti un motivo in più per ricordare un soggiorno.
L’Associazione Veneziana Albergatori porta con sé una storia lunga e radicata nel tessuto cittadino. Le sue origini risalgono al 26 giugno 1945, quando venne costituita la sezione veneziana dell’Associazione Italiana Albergatori. In quell’occasione si riunì un comitato promotore formato dagli albergatori di Venezia, Mestre e Lido: sessanta strutture, sulle centoventi convocate, parteciparono all’incontro ed elessero Faustino Taddei come primo presidente. Tra gli obiettivi prioritari indicati da Taddei vi fu la tutela degli interessi della categoria, ma la nascita dell’associazione fu accompagnata anche da un gesto di solidarietà. Al termine della seduta inaugurale venne infatti promossa una raccolta di 26.400 lire destinata ai reduci dei campi di concentramento in Germania. È un dettaglio che restituisce il clima di quegli anni e il senso di responsabilità con cui il mondo alberghiero veneziano iniziò a organizzarsi in forma rappresentativa.
Nello stesso anno la sezione veneziana assunse la rappresentanza dell’intera provincia, avviando un percorso che, a distanza di ottantuno anni, ha fatto dell’Associazione Veneziana Albergatori il punto di riferimento di Federalberghi a Venezia. Oggi AVA riunisce oltre 450 soci e rappresenta più del 90% delle strutture ricettive del centro storico, oltre a numerosi alberghi del Lido, della Terraferma e di Cavallino-Treporti. Sotto la guida del presidente Antonio Vianello e del direttore Daniele Minotto, nominato nel 2025 dopo quasi vent’anni da vicedirettore, l’associazione continua a svolgere un ruolo decisivo nella tutela, nel coordinamento e nella rappresentanza di un settore che incide in modo profondo sull’economia e sull’immagine della città.
La figura di Minotto permette di leggere l’ospitalità veneziana dentro una rete più estesa rispetto al perimetro alberghiero. Oltre alla direzione di AVA, ricopre incarichi che lo vedono vicepresidente dell’Ente Bilaterale Turismo, componente della Commissione lavoro carcerario del Triveneto ex art. 25 bis, dei comitati tecnico-scientifici dell’ITS Academy del Turismo del Veneto e del Consorzio degli Istituti alberghieri del Veneto, oltre che del Comitato di indirizzo regionale per la ricerca scientifica della Regione Veneto. A questi ruoli si aggiungono la rappresentanza di AVA nell’OGD Venezia e la partecipazione alla Commissione sindacale di Federalberghi Nazionale. Ne emerge un profilo attivo nel raccordo tra impresa alberghiera, formazione, lavoro, promozione territoriale e politiche di settore.
Il rapporto tra Extraordinary Food & Wine e AVA appare quindi come un’evoluzione naturale. Da una parte c’è una manifestazione nata per favorire l’incontro tra produttori di eccellenze gastronomiche e professionisti del gusto; dall’altra c’è il sistema alberghiero, chiamato a interpretare una domanda turistica internazionale attenta alla cura del dettaglio. Mettere in relazione questi due mondi significa creare un terreno comune, dove l’enogastronomia entra nella cultura dell’accoglienza e l’ospitalità diventa una piattaforma privilegiata per far conoscere il meglio della produzione italiana.
Extraordinary Food & Wine si distingue per la capacità di mettere il prodotto al centro senza isolarlo dal suo contesto. Il vino, l’olio, le specialità gastronomiche, le materie prime selezionate e le lavorazioni artigianali acquistano forza quando entrano in dialogo con chi saprà proporle a un pubblico più ampio. Un produttore trova nell’evento un’occasione per raccontare il proprio lavoro a interlocutori competenti; un albergatore o un ristoratore può scoprire realtà coerenti con la propria idea di servizio; uno chef può immaginare nuove carte ed esperienze da costruire intorno a una materia prima.
Nel corso degli anni, Extraordinary Food & Wine ha consolidato un percorso che parte dal 2018, con la prima edizione a Ca’ Zanardi, e prosegue poi nella sede dell’Hotel Monaco & Grand Canal, diventata il riferimento della manifestazione. Le edizioni successive hanno dato continuità a un progetto capace di crescere senza perdere la propria impronta originaria: un evento raccolto, curato, pensato per favorire contatti reali e non soltanto passaggi veloci tra espositori. Anche le masterclass organizzate nelle precedenti edizioni hanno contribuito a rafforzare questa impostazione, offrendo momenti di approfondimento su prodotti, tecniche, abbinamenti e culture gastronomiche diverse.
L’edizione 2026 si inserisce in questo percorso con un’impostazione chiara. Le giornate del 20 e 21 settembre offriranno agli operatori la possibilità di degustare, dialogare e costruire nuove collaborazioni in un ambiente pensato per favorire relazioni professionali qualificate. Il coinvolgimento del mondo alberghiero cittadino rafforza il messaggio della manifestazione: la qualità non nasce da un singolo elemento, ma da competenze che devono parlarsi. La camera, la sala, la cucina, la cantina, il servizio, la selezione dei prodotti e la capacità di raccontarli concorrono alla stessa idea di accoglienza.
In questa prospettiva, la nona edizione rappresenta un passaggio significativo. La presenza di Fausto Brozzi, Enrico Mazzocco e Daniele Minotto disegna un asse chiaro tra ideazione, sede ospitante e rappresentanza alberghiera. Tre prospettive diverse convergono su un obiettivo comune: valorizzare il legame tra enogastronomia d’eccellenza, accoglienza di alto livello e turismo consapevole. Non si tratta di aggiungere un tassello mondano al calendario veneziano, ma di dare forma a un incontro professionale in cui le aziende possono presentarsi a interlocutori qualificati e gli operatori possono scoprire prodotti capaci di arricchire la propria proposta.
Extraordinary Food & Wine in Venice 2026 si prepara così a confermare il proprio ruolo tra gli appuntamenti di riferimento per il settore, mantenendo quella misura che ne ha costruito l’identità: un evento professionale, curato, capace di far incontrare persone prima ancora che aziende. Nella Sala del Ridotto dell’Hotel Monaco & Grand Canal, tra il fascino storico del luogo e l’affaccio sul Canal Grande, la manifestazione tornerà a dare spazio a produttori, professionisti del gusto e operatori dell’ospitalità. Due giornate in cui la qualità non sarà soltanto da degustare, ma da conoscere, condividere e trasformare in nuove occasioni di crescita per un comparto che trova proprio nell’incontro tra prodotto, servizio e racconto una delle sue direzioni più interessanti.
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