A Capaccio, dove i templi di Paestum testimoniano la grandezza della Magna Grecia e la tradizione gastronomica cilentana affonda le radici nella storia millenaria del territorio, sorge da oltre quarant’anni un ristorante che ha saputo diventare punto di riferimento per chiunque cerchi l’autenticità dei sapori locali. La Pergola non è nata dall’ambizione di creare qualcosa di spettacolare, ma dalla semplice volontà di una famiglia di condividere la propria passione per una cucina che sa raccontare il mare e la terra di questa zona d’Italia attraverso ricette tramandate e tecniche affinate nel tempo.
Tutto iniziò negli anni Ottanta con il fondatore della dinastia Longo, un uomo che ebbe l’intuizione di valorizzare i prodotti del territorio quando ancora non si parlava di chilometro zero. La sua ricerca delle migliori materie prime locali pose le basi di quello che sarebbe diventato un impero gastronomico familiare. Dopo di lui, la moglie Silla prese le redini dell’attività, distinguendosi come una delle prime donne sommelier della Campania e arricchendo l’offerta enologica del locale. Ora i figli portano avanti l’eredità: Adriano si muove in sala con la disinvoltura di chi è nato tra questi tavoli, mentre Giovanni ha trasformato la cucina in un laboratorio dove tradizione e modernità si incontrano quotidianamente. Entrambi hanno saputo rinnovare il locale senza tradirne l’anima, creando un equilibrio perfetto tra rispetto del passato e apertura verso il futuro.
Gli spazi del ristorante parlano da soli: niente fronzoli, ma tutto quello che serve per sentirsi a proprio agio. La sala principale accoglie con semplicità, i tavoli sono vestiti di bianco, il servizio scorre senza fretta. Quando arriva l’inverno, il camino trasforma l’ambiente in un salotto domestico dove è piacevole intrattenersi a lungo. Con il bel tempo, invece, il giardino esterno diventa il regno dei più giovani, che vengono qui per aperitivi che facilmente si prolungano fino a cena. È interessante osservare come il ristorante cambi volto durante la giornata: le famiglie dominano il pranzo, i ragazzi animano le serate. Accanto alla proposta ristorativa, il locale offre anche un servizio pizzeria che completa l’offerta per una clientela variegata.
Il servizio in sala riflette l’esperienza accumulata in decenni di attività: tutto scorre con naturalezza, anche quando il locale è pieno. L’ospitalità si percepisce fin dall’ingresso, quella genuina disponibilità che appartiene alla cultura meridionale più autentica, dove ogni cliente viene accolto come un ospite di casa.
In cucina, Giovanni Longo ha sviluppato una filosofia precisa: il mare deve essere protagonista, ma sempre in dialogo con la terra. Non si tratta di cucina d’autore nel senso più modaiolo del termine, quanto piuttosto di un approccio che parte dalla conoscenza profonda degli ingredienti per esaltarli attraverso tecniche moderne ma mai eccessive. Ogni mattina la selezione del pesce fresco determina parte del menu della giornata, mentre i prodotti che non si pescano in zona vengono scelti tra le migliori proposte nazionali e internazionali. Il territorio cilentano offre una ricchezza incredibile: la mozzarella di bufala campana, il carciofo di Paestum, l’olio extravergine che profuma di erbe mediterranee. Sono questi ingredienti che danno carattere ai piatti, accompagnati da pane, taralli e grissini prodotti internamente secondo ricette che la famiglia custodisce gelosamente.
Aprire il menu significa intraprendere un viaggio attraverso i sapori del Cilento. I crudi rappresentano l’apertura ideale: un misto che racconta il mare attraverso gamberoni e scampi di Acciaroli, tartare delicate, battuto di tonno rosso e carpaccio di spigola. La tartare di gambero rosso con mousse alla menta dimostra come Giovanni sappia giocare con gli abbinamenti senza mai forzare la mano. Tra gli antipasti impossibile non citare le alici imbottite alla cilentana, farcite con provola di bufala, uno di quei piatti che sulla carta potrebbero sembrare azzardati, ma che al palato rivelano una logica ancestrale. Le polpette di melanzane rappresentano un altro caposaldo del menu: la ricetta è quella di famiglia, tramandata senza modifiche sostanziali, proposte con salsa di carciofi oppure con il ragù tradizionale arricchito da basilico fresco e parmigiano. I primi piatti confermano la vocazione marina del locale. I capellini con gamberi sono un classico della casa: burro, lime e tartare di gambero rosso si fondono in un piatto sofisticato senza risultare artificioso. Diversa l’impostazione della genovese di tonno, dove il pesce sostituisce la carne tradizionale creando una versione più leggera del piatto napoletano. I fiori di zucca ripieni dimostrano la versatilità della cucina: ricotta di bufala, gambero rosso ed erba cipollina creano un piatto che è insieme terra e mare, tradizione e innovazione.
La cantina merita un discorso a parte. Oltre settecento etichette tra nazionali e internazionali costituiscono un patrimonio enologico che privilegia le produzioni regionali senza chiudersi alle eccellenze di altre zone, con particolare attenzione ai vini che meglio accompagnano la cucina di mare. La presenza di un sommelier esperto garantisce abbinamenti studiati e consigli mirati, mentre la selezione di bollicine soddisfa anche gli amanti degli aperitivi più sofisticati. Il capitolo dolci appartiene interamente a mamma Silla, che continua a preparare personalmente tutto quello che esce dalla sua cucina. I tozzetti alla nocciola da intingere nel vino dolce aprono una serie di proposte che sanno di casa: la torta della nonna, reinterpretazione della pastiera realizzata solo con ricotta di bufala e pasta frolla, la crostata di ricotta e cioccolato caldo che chiude il pasto con una nota di dolcezza perfettamente calibrata.
La posizione del ristorante non è casuale: Capaccio si trova in una zona dove la storia ha lasciato tracce profonde e dove la natura è ancora generosa. I templi di Paestum sono a pochi passi, così come le campagne dove crescono i carciofi IGP e dove pascolano le bufale che danno il latte per la mozzarella. La storia della Pergola è quindi la cronaca di una famiglia
che ha saputo trasformare l’amore per la buona cucina in un’attività di successo, mantenendo sempre alta l’asticella della qualità. È la dimostrazione che si può innovare senza dimenticare le proprie radici, che si può guardare al futuro restando saldamente ancorati alla propria identità.